Un esempio di come (e a chi) Torino 2006 sta affidando i propri lavori.
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Altrove vi abbiamo spiegato grazie a cosa può funzionare il giochino dell'Agenzia Torino 2006, l'ente pubblico “stazione appaltante” per le opere delle olimpiadi invernali Torino 2006.
Ora vi diamo l'esempio concreto di quello che è avvenuto con gli impianti di Bob/Slittino (Cesana) e Salto con gli sci (Pragelato).
 


LI ABBIAMO COLTI ANCORA UNA VOLTA IN FALLO!
 

FASE 1)

Agenzia - ente pubblico, ricordatelo - riceve gli studi di fattibilità degli impianti, redatti da Toroc. Li approva e a questo punto deve trovare progettisti e costruttori (2 opere da circa 40.000.000 di Euro e 30.000.000 di Euro, diventati successivamente 56.000.000 e quasi 35.000.000 senza plausibili motivazioni ma questa è un'altra storia).
 


FASE 2)

Che procedura segue l'Agenzia Torino 2006 per l'aggiudicazione della progettazione? Le scelte possibili secondo la legge sono:

- pubblico incanto (procedura aperta: ogni impresa europea, ogni studio di progettazione interessata può presentare un'offerta) 

- licitazione privata (procedura ristretta: partecipano soltanto le imprese invitate)

- appalto concorso (procedura ristretta: l'impresa candidata redige il progetto ed indica le condizioni e i prezzi ai quali è disposta ad eseguire l'appalto) 

- trattativa privata (l'amministrazione consulta le imprese di propria scelta e negozia con una o più di esse i termini del contratto).
 


FASE 3)

Agenzia sceglie la quarta strada, la trattativa privata, ovvero "dico io chi deve fare i lavori". 


IL SIMPATICO ANGOLO DELLA COINCIDENZA>>> Incidentalmente, tra le società ed i professionisti scelti a trattativa privata da Agenzia Torino 2006, più d'uno ha e/o aveva rapporti professionali con Toroc: gli architetti Seita e Zocco, il geometra Zanella.

In particolare, Seita e Zocco avevano lavorato per Toroc predisponendo per il Comitato Organizzatore parte dello Studio di Impatto Ambientale per la Valutazione Ambientale Strategica.

Zanella, geologo, è invece uno dei membri della Polithema S.A. e sia come singolo che come socio è profondamente coinvolto nell'ideazione, progettazione e realizzazione di opere ed infrastrutture nell'area delle c.d. "montagne olimpiche" Val di Susa e Val Chisone: basta leggere il curriculum della Polithema che "ha sviluppato una notevole esperienza nella progettazione idraulica, geotecnica e di recupero ambientale di opere di sistemazione e consolidamento in alta montagna, fino ad altitudini superiori ai 2700 m. Tale attività professionale si è sviluppata in particolar modo per i recenti Campionati del Mondo di Sci Alpino svoltisi a Sestriere nel 1997: per conto del Comune di Sestriere, del Sestriere Sporting Club e della Sestriere S.p.A. state progettate e dirette opere di sistemazione per le piste da sci, consolidamenti per le piste di discesa libera maschile e femminile, sistemazioni idrauliche delle viabilità di accesso, opere fognarie ed impianto di depurazione per il capoluogo, sistemazioni idrauliche di rii minori, opere edili di supporto, interventi di rinverdimento, etc...".(Sito internet Polithema, rivisitato 13 maggio 2003).
Indubbiamente quindi dei grandi esperti in Politema, e già in rapporti economici con molti degli stessi soggetti di oggi (ricordatevi infatti che Sestriere Sporting Club e Sestriere S.p.A. sono 2 società del Gruppio Fiat e che il vertice del Comitato Organizzatore dei Mondiali di Sci di Sestriere 1997 era formato da Tiziana Nasi - presidente delle 2 società appena viste - e da G.A. Zunino, manager Fiat e Amministratore Delegato di Sestrieres S.p.A.).
Ma andiamo ai rapporti diretti: Eugenio Zanella nel 2001 aveva redatto per conto di Toroc - come Seita e Zocco - parte dello Studio di Impatto Ambientale per la VAS. D'altra parte, lo stesso geometra prestò già nel lontano 1998 la propria opera di consulenza a Torino 2006 per certificare che a Pragelato non vi erano rischi di tipo idrogeologico nella zona del trampolino. Zanella appare nei progetti dell'Agenzia Torino 2006 per il Salto con gli sci.
Sempre poi per rimanere in ambito Polithema,
Livio Martina, ingegnere e coordinatore dello Studio Associato, è consulente del Comune di Pragelato (che ospita proprio l'impianto del salto con gli sci, cioè quello per il cui progetto Zanella e lo stesso Martina svolgono il ruolo di consulenti-progettisti), ha contribuito a redigere il Piano di Bacino dei Torrenti Chisone e Germanasca (che si pronuncia sulla rischiosità dell'infrastrutturazione in Valle Chisone ed in Pragelato); ha realizzato assieme al suo Studio lo studio di fattibilità relativo al «Bacino B12» (Studio di fattibilità relativo a impianto di innevamento programmato “area Pragelato” – integrazione e proposta di intervento Bacino B12, Agenzia Torino 2006, Gennaio 2002). 

Insomma, come al solito (l'avremo detto almeno 30 volte all'interno di questo sito...) sono tutte coincidenze. 

Beh, chiudiamo la parentesi e riprendiamo il discorso sul modo di appaltare i lavori: dicevamo, l'Agenzia Torino 2006 nel 2001 affida la progettazione di questi impianti (che sono le più devastanti e costose opere delle olimpiadi) a trattativa privata (per il trampolino di Pragelato, num. offerte ricevute: 1)..
Ma le leggi italiane (decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 157) e quelle europee (Direttiva CEE n. 50/92) la permettono solo ed esclusivamente:

"nella misura strettamente necessaria, qualora, per impellente urgenza determinata da avvenimenti imprevedibili per l'amministrazione aggiudicatrice, non possano essere osservati i termini" per dar luogo alle altre forme di aggiudicazione.(ipotizziamo un caso pratico: alluvione che distrugge una strada e non si ha tempo di fare la trafila delle procedure).
Cosa dice Torino 2006 per giustificare il ricorso a questa scelta che, limitando la scelta dei soggetti,  vanifica le politiche nazionali e comunitarie in fatto di libera concorrenza?
"Il ricorso a tale procedura è stata giustificata dall’esigenza di permettere l’omologazione dell’impianto alla fine della stagione autunnale 2003 onde consentire lo svolgimento di alcune gare preliminari già all’inizio dell’anno 2004 e procedere alla consegna nell’ottobre 2004 ed ai test events preolimpici nel periodo gennaio-febbraio 2005". (Agenzia Torino 2006, esiti di gara Bob/Slittino, sito internet 8/01).
E quindi, nell'agosto del 2001, secondo le fervide immaginazioni degli uomini olimpici l''"esigenza di permettere l'omologazione dell’impianto alla fine della stagione autunnale 2003" poteva essere quell'avvenimento imprevedibile che crea l'impellente urgenza.

Naturalmente un'interpretazione sbagliata, essendo ben chiaro che per l'Agenzia Torino 2006 l'omologazione nel 2003, le gare nel 2004 ed i test events nel 2005 erano non solo eventi prevedibilissimi, ma anzi chiaramente previsti.
 


FASE 4)

Aprile 2002, scopriamo la faccenda e scriviamo al Comitato di alta sorveglianza e garanzia dell'Agenzia Torino 2006, chiedendo che vengano svolti accertamenti specifici sulla gestione dei due appalti. Il Comitato pensa bene di non rispondere.
 
 

FASE 5)

Dopo avere atteso più di 60 giorni, costretti tra l'altro a diffidare l'ex prefetto di Torino e presidente del Comitato Mario Moscatelli a risponderci pena la segnalazione all'autorità giudiziaria (e meno male che è un ex prefetto nonchè sorvegliante e garante.....) finalmente il 12 giugno 2002 ecco la risposta:

"Con riferimento alla richiesta in oggetto si comunica che gli accertamenti svolti da questo Comitato non hanno ravvisato la presenza di elementi sintomatici di situazioni produttrici di grave danno erariale, pur in presenza di una non sufficiente motivazione in ordine al requisito dell'impellente urgenza ai sensi dell'art. 7 comma 2, lett. d) del decreto legislativo 17 marzo 1995 n. 157 e dell'art. 11 della Direttiva CEE n. 50/92".

Il presidente, Dott. Mario Moscatelli.
 

non sufficiente motivazione in ordine al requisito dell'impellente urgenza

non sufficiente motivazione in ordine al requisito dell'impellente urgenza

non sufficiente motivazione in ordine al requisito dell'impellente urgenza

non sufficiente motivazione in ordine al requisito dell'impellente urgenza
 
 

FASE 6)

Ottenuta faticosamente la risposta sorge spontanea la domanda: si tratta di appalti di servizi di progettazione nulli, di appalti da rifare?
Chi sa cosa dirà la Commissione Europea... ci siamo chiesti, e per questo a Luglio del 2002 abbiamo presentato un reclamo formale contro il Governo italiano (il reclamo si presenta contro lo stato membro "responsabile" dell'applicazione della normativa comunitaria da parte delle istituzioni, enti e agenzie pubbliche - come Agenzia Torino 2006 - o assimilabili).
Ad aprile del 2003 la Commissione Europea ci ha informati che era stata inviata al Governo italiano una prima lettera di "costituzione in mora" il che significa richiesta di chiarimenti sul perchè sia stata seguita tale procedura in difformità dalla legge europea e nazionale. Entro il 3 giugno 2003 le giustificazioni del Governo sull'adozione della trattativa privata. In seguito, la possibilità per la Commissione di eventualmente decidere, se non soddisfatta delle motivazioni addotte, di far sanzionare il Governo dalla Corte di Giustizia Europea.

La morale quale è, in ogni caso? 

  • Che l'Agenzia (ente pubblico) ha affidato appalti pagati con soldi statali a studi professionali e/o professionisti singoli che in precedenza (molto breve precedenza...) avevano lavorato con il Toroc (ente privato sovraordinato ad Agenzia). 
  • Che ha optato per una forma "negoziata" di affidamento dell'incarico che ha impedito la corretta instaurazione dell'evidenza pubblica secondo la legge italiana ed europea. 
  • Che il Comitato di Alta Soveglianza e Garanzia non ha sorvegliato, altrimenti avrebbe ben notato l'affidamento a trattativa privata dei due progetti, fermandoli. 
  • Che non ha garantito i cittadini (come noi) a sapere subito le informazioni richieste: abbiamo dovuto attendere 2 mesi per avere informazioni che la legge 285/00 definisce pubbliche: perchè?
  • Infine, la morale è che dicendoci "gli accertamenti svolti ...non hanno ravvisato la presenza di elementi sintomatici di situazioni produttrici di grave danno erariale"  il Comitato Alta Sorveglinza e Garanzia ha creduto di dare chissà quale rassicurazione mentre è evidente che legittimità l'imparizalità ed efficacia dell'azione amministrativa e pubblica non si misurano in "quanto meno danno si fa...". 

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