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Nolimpiadi!
è sorto nel 1997 per denunciare l'imminenza di una
devastazione ambientale insensata:
questa
la scintilla scoccata in noi, che successivamente si è diretta
verso altri aspetti dello scibile "olimpico".
Un
disastro naturalistico che ci apprestavamo a vivere e per il quale decidevamo
di informare per scritto e dettagliatamente tutti gli organi istituzionali
competenti (enti locali, parlamentari, ministri).
Su
quali basi le nostre proteste?
-Ignoranza
tecnica di chi decideva tale materia.
-Tassativa
mancanza di coinvolgimento, informazioni, comunicazioni presso la cittadinanza
a proposito dei danni ambientali irreversibili che le olimpiadi avrebbero
comportato: un comportamento omissivo che ha VIOLATO i principi dell'Agenda
21 e della Convenzione di Rio del 1992, ingenuamente sbandierati e mai
applicati dai promotori.
-Inadeguatezza
del sistema normativo italiano e regionale in merito alla Valutazione di
Impatto Ambientale: pochissime delle opere cd. olimpiche sarebbero infattistate
sottoposte a V.I.A., permettendo la realizzazione di manufatti giganteschi
e mostruosamente impattanti senza alcuna verifica di compatibilità
ambientale. In particolare la Regione Piemonte varava alla fine del 1998,
in piena bagarre olimpica, una ridicola legge che casualmente comprendeva
sì gli impianti meccanici di risalita ma non le PISTE di bob e salto
con gli sci con i relativi STADI, singoli impianti per estensione cubatura
artefici di un impatto paesaggistico incalcolabile.
Eppure,
il legislatore regionale questi progetti li conosceva: ne era PROMOTORE!
Ora,
a distanza di 4 anni, e purtroppo come dicevamo noi, il parlamento italiano
è riuscito a varare la legge per i "giochi" del 2006 senza che sia
obbligatorio sottoporre a V.I.A. ciascuna e tutte le opere del pazzo progetto.
E
c'è di più: hanno deciso di applicare una normativa europea,
la VAS, Valutazione Ambientale Strategica, per effetto della quale in un
termine brevissimo la Regione Piemonte ha (per così dire) valutato gli effetti negativi
e positivi, ambientali ed economici delle olimpiadi sul territorio in generale,
senza scendere nel concreto e COMUNQUE APPROVANDO.
Capirete
anche voi l'inutilità di un tale strumento: a cosa serve analizzare,
valuare e poi magari, anche si scorgesse l'insostenibilità,
DOVER COMUNQUE APPROVARE ?
Per
una critica molto pesante sulla Vas andate qua.
Per
sapere quanto costerà "giocare" in termini di inquinamento
atmosferico
Per
alcune considerazioni ambientali generali su Torino 2006 qui sotto
1)
Considerazioni generali
2)
Caso specifico
1)
Considerazioni generali
Globalmente
la situazione ambientale ed ecologica che succede all’evento olimpico risulta
irrimediabilmente peggiorata
rispetto
a quella originaria; le conseguenze sul paesaggio, sulla natura e sugli
ecosistemi di ogni luogo sono inevitabili
ed irreversibili.
CONSEGUENZE
VISIBILI E IMMEDIATE:
-
- edificazione
diretta di nuove strutture, villaggi olimpici ed impianti sportivi di grande
capienza e dimensioni in zone urbane e non urbane (in questo ultimo caso,
in montagna, alta montagna, zone boscate, aree ad alto pregio naturalistico,
aree sottoposte a vincoli paesaggistici ed ambientali)
-
- costruzione
indiretta di nuove infrastrutture ricettive e turistiche (alberghi, strutture
polivalenti, supermercati, complessi residenziali)
-
- realizzazione
ampliamento e/o modificazione di strade, autostrade, ferrovie, parcheggi
in zone urbane e non urbane
-
- massiccia
presenza umana su una superficialmente piccola determinata area: più
consumi energetici, più consumi idrici, più rifiuti, più
inquinamento nei luoghi di svolgimento delle olimpiadi; viene assolutamente
infranto il principio di "impronta ecologica"
-
- spostamenti
di masse di persone, ossia maggiori consumi di energia e carburante, maggiore
inquinamento da gas e sostanze di scarico, acustico, luminoso, anche nelle
zone circostanti e di transito
-
- lunghi
anni di cantieri (inquinamento atmosferico - gas di scarico, generazione
di poveri e micropolveri -, acustico, luminoso, anche nelle zone circostanti
e di transito);
CONSEGUENZE
"NASCOSTE" e/o INDIRETTE:
-
- gli
impianti da realizzare (sportivi e non) per i giochi invernali implicano
consumi energetici e idrici elevati: gli stadi per gli sport su ghiaccio
e le piste di bob e slittino rappresentano solo alcuni dei possibili esempi,
mentre per l’innevamento artificiale delle piste da sci occorrono enormi
quantitativi di acqua. Essa viene prelevata dai bacini idrici e dalle
riserve delle zone circostanti (che se non esistono vengono realizzati
con ulteriore consunzione di natura) a loro volta aggravate dalla domanda
idrica del turismo e delle presenze connesse con le olimpiadi (famiglia
olimpica, giornalisti, troupes televisive e via dicendo). L’innevamento
artificiale, sempre più necessario e inevitabile agli sport invernali
a causa dei mutamenti climatici derivanti dall’effetto serra, provoca notevoli
danni ambientali diretti (il composto di neve artificiale è spesso
nocivo per il terreno su cui viene "sparato" anche perchè posticipa
nel tempo il momento dello scioglimento e di conseguenza la ricrescita
del manto erboso; questo, indebolito, non può trattenere le precipitazioni
così come avviene in circostanze naturali)
-
- gli
impianti sportivi per le gare olimpiche e le infrastrutture turistiche
edificate nelle zone non urbane nella maggior parte dei casi non sono affatto
"temporanee": si tratta, invece, di enormi costruzioni permanenti, che
deturpano orrendamente il paesaggio e infieriscono sugli equilibri naturali:
ove viene realizzato uno stadio per 10.000 persone non crescerà
mai più un filo d’erba, né un albero. Gli animali che vivevano
in quella zona saranno costretti ad "emigrare", rompendo ecosistemi
fondamentali e con conseguenze spesso irreversibili (pensiamo ad esempio
al caso del lupo, che dopo decenni timidamente stava riaffacciandosi sulle
Alpi della Val Susa...)
-
- in una
zona montana fino ad allora in larga parte intatta affluiscono improvvisamente
centinaia di migliaia di persone che producono rifiuti forte inquinamento
acustico ed atmosferico:
anche in questo caso imprevedibili le conseguenze sulla vita della flora,
degli animali. Certi invece gli apporti ai danni da effetto serra.
-
i costi
di recupero ambientale e più in generale tutti i costi che la comunità
dovrà sopportare per la consunzione dell'ambiente: costi alti, ma
non preventivati nè inseriti nei capitoli di spesa di Torino 2006
Com.Promotore.
2)
Caso specifico: "giochi della neve" del 2006
Senza
alcun rispetto per l’ambiente, per la conservazione delle forme tradizionali
di utilizzo del territorio e per la tutela del paesaggio, si pretende di
trasformare intiere valli montane in ipotetiche fonti di guadagno economico
(precisiamo: ipotetiche per chi non è legato a filo doppio
con lorsignori...). Calpesteranno i diritti della natura e di chi la difende
con future "cattedrali nel deserto": zone urbane e sopratutto alpine
verranno deturpate da nuove costruzioni di fortissimo impatto ambientale
e sicuro inutilizzo futuro.
Come
e perché? Stando ai documenti ufficiali
della candidatura:
-
a Torino
si costruirà per 139 miliardi di lire un nuovo stadio di circa 1
milione di metri cubi di volume per il pattinaggio di velocità su
ghiaccio. I praticanti di tale sport in Piemonte nel 1999 erano 18. No,
non è uno scherzo, proprio diciotto. Si tratta di un impianto di
altissimi costi di costruzione e manutenzione (solo per il riscaldamento
è ipotizzabile una spesa attorno al miliardo di lire annuo). In
città esistono inoltre altri 2 palazzetti del ghiaccio: uno di essi
sarebbe modificato (costo: 14 miliardi di lire), l’altro trasformato in
stadio per il curling (costo: 16 miliardi di lire). Sempre per gli sport
su ghiaccio il Palavela verrebbe totalmente modificato (con svincoli sopraelevati
verso strade e autostrade) per il pattinaggio artistico e lo short track
alla "modica cifra" di 50 miliardi di lire. Infine dovrebbe sorgere uno
stadio per l’hockey su ghiaccio più grande del "Delle Alpi" per
un costo di 105 miliardi di lire: ma voi questa tradizione glaciologica
di Torino la conoscevate?
-
L’ingestibilità
di queste assurde strutture è dimostrata, proprio nella nostra città,
dallo stadio di calcio "Delle Alpi", finito di costruire solo nel 1990
per i Mondiali e costato quasi 200 miliardi di lire (cioè quasi
il triplo rispetto al prezzo previsto), da anni al centro di un penoso
dibattito tra ipotesi di abbattimento a breve termine per le sue dimensioni
esagerate (e non funzionali) e cessione ad una nota società calicistica
torinese. Stando al Dossier ufficiale in questo stadio si prevedono le
cerimonie di apertura e chiusura delle olimpiadi, ma forse il "Delle Alpi"
nel 2006 non ci sarà più. L'assessore Perone, strenuo fautore
di "torino a 5 cerchi" ha riconosciuto pubblicamente l'insostenibilità
economica dei grandi impianti sportivi.
-
a Torino
si vuole costruire un villaggio olimpico (fornito di laboratori fotografici,
parrucchieri, estetisti, luoghi di ricreazione, negozi vari ecc.) per 134
miliardi di lire di costo e 3.000 persone di capienza, volume 63.958 metri
cubi, tutto per 15 giorni di durata della manifestazione. Per un eventuale
riutilizzo si pensa a fantomatiche folle di studenti universitari (che
ora vivrebbero magari in strada o stipati in alloggi inadeguati) e/o parenti
di degenti in ospedale: non sembra questa un’ipotesi quantomeno superficiale?
E se fosse invece destinato in parte ad edilizia residenziale pubblica,
chi se lo potrà permettere?
-
per gli
atleti delle discipline da disputarsi in montagna sono previsti sub-villaggi
a Bardonecchia e Sestriere (terreni, questi, di proprietà Fiat,
vedi Dossier integrativo Torino 2006). E dopo?
-
a Torino
si edificheranno due villaggi per i media per 260 miliardi di lire. E dopo?
-
a Torino
si prevede il quadruplicamento della linea ferroviaria che attraversa la
città dal nord al sud. Si garantisce una superstrada a scorrimento
veloce con 6 corsie costruita sopra la linea metropolitana (che oggi non
esiste e che nel 2006 non sarà certo terminata) che permetterebbe
l’attraversamento della città da nord a sud "in pochi minuti". A
ovest della città sarebbe realizzato un ulteriore collegamento nord-sud,
mentre l’attuale tangenziale sarebbe completata a est di Torino.
-
alla faccia
della "riqualificazione ambientale", nessuno degli impianti
sportivi previsti è previsto in zone
ex-industriali o di fabbriche abbandonate in Torino.
-
nel territorio
del comune di Oulx si edificherà la pista per bob e slittino dalla
superficie equivalente a più di 12 campi da calcio (74.000 metri
quadrati) per un valore di 76 miliardi di lire e 0 (ZERO) praticanti in
Piemonte. Costo di gestione vicino al miliardo annuo: e dopo?
-
a Pragelato,
una grande fetta di bosco centenario all’interno del SIC IT 1110068 (dentro
cioè una zona indicata alla CEE nell’ambito della direttiva 92/43
"Habitat" da salvaguardare per il suo peculiare patrimonio di flora e fauna
selvatiche) sarà sostituita da enormi trampolini in calcestruzo
per il salto con gli sci, torri, tribune, parcheggi, strade e costruzioni
annesse e dal costo di 55 miliardi di lire: praticanti 0 (ZERO) nel 1999.
-
Negli
altri parchi naturali ed oasi naturalistiche la vita animale e vegetale
sarà disturbata, ad esempio dall'incessante rumore prodotto dagli
elicotteri durante le riprese delle gare.
-
a Sansicario
spariranno prati e boschi per essere parzialmente coperti da uno
stadio, dalle piste dai parcheggi e dalle costruzioni varie previste per
il "biathlon", sport che unisce sci di fondo e carabina (11 praticanti
piemontesi, 120 in tutta Italia nel 1998).
-
a Sauze
d’Oulx la parte di montagna ancora intatta a Clotès verrà
parzialmente spianata, rivoltata, privata della conformazione naturale,
di piante e animali (in zona è presente un attraversamento di ungulati)
per la pista di freestyle e infine "arricchita" di uno stadio per 13,6
miliardi di lire su 20.000 metri quadrati di superficie. E dopo, a Sauze,
in Piemonte, questo semisconosciuto sport chi lo praticherà?
-
a Sestrieres
si "ammoderneranno" impianti e piste per 10.000 metri quadrati di superficie,
nonostante gli stessi fossero stati dichiarati già belli e pronti
dai promotori (in parte loro stessi proprietari, per controllare vai a
questa
pagina): insomma per pochi "ritocchi" bastano 25 miliardi di lire e
qualche modifica ai boschi circostanti
-
a Bardonecchia
(già unico Comune del Nord Italia sciolto per mafia) si spenderanno
37 miliardi di lire per una superficie di 20.000 metri quadrati per gli
slalom di combinata (la specialità meno seguita delle intere olimpiadi)
e 10 miliardi per (analoga superficie) lo snowboard
-
si promette
e propaganda la presenza in Val di Susa della linea TAV (Treno
ad Alta Velocità) quando ad essa l’opposizione popolare
della Bassa Valle è nota, manifesta e agguerrita
-
alla faccia
delle olimpiadi "di Torino" la maggior parte delle gare si svolgerebbe
in ben 8 località diverse e lontane tra loro (Torino-Sestriere =
100 Km, ad es.): e quindi grandi spostamenti di masse di persone, con forte
inquinamento di ogni tipo, soprattutto atmosferico.
-
i cantieri
che verrebbero aperti tappezzeranno Torino (costruzione degli stadi,
villaggio olimpico, villaggi media, alberghi, strade, metropolitana, linee
ferroviarie, parcheggi ....) e le Valli di Susa e Chisone (edificazione
impianti sportvi e ricettivi, strade e autostrade, parcheggi, svincoli,
ecc.).
Da notare
che a causa del forte e insistito prelievo idrico per l’innevamento artificiale
del comprensorio della Via Lattea, durante il periodo invernale del 1998/1999
si è verificata in varie occasioni penuria
e/o mancanza totale di acqua in località
montane (testimonianza di un impiegato del corpo dei Vigili del Fuoco).
Nel caso di olimpiadi la situazione risulterebbe decisamente aggravata
(quando non insostenibile). L’innevamento
artificiale come già detto risulta per più ragioni nocivo
o deleterio per il terreno.
A breve
per le schede di ogni impianto previsto, con foto ed elaborazioni grafiche.
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