Bob e trampolini "all'amianto" i nuovi giochi del 2006?
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E' la notizia di inizio anno 2002: 
la pista di bob, slittino e skeleton (che secondo i progetti iniziali del Toroc e dell'Agenzia Torino 2006 sarebbe dovuta sorgere a cavallo dei comuni di Oulx e Sauze d'Oulx), causa la presenza di pericolose rocce "asbestifere" nel terreno, verrà spostata a Cesana, località Sansicario.
La notizia del ritrovamento di amianto circola su giornali e notiziari locali dai primissimi giorni di febbraio 2002, complice l'apertura di un'indagine da parte della Procura della Repubblica di Torino su una misteriosa serie di decessi avvenuti nella zona negli ultimi anni, legati - parrebbe - a mesoteliomi polmonari, patologie connesse alla percezione di fibre di amianto.
La notizia ufficiale dello spostamento della pista è invece della fine di marzo dello stesso anno.
A questo punto gli organizzatori rischierebbero quasi di uscirne fuori con un ritorno positivo d'immagine tipo "ho scoperto il pericolo, ci tengo all'ambiente, alla salute degli abitanti, dò grande prova di serietà e sposto l'impianto".

Leggiamo il comunicato dell'Agenzia Torino 2006:

"Torino, 1 febbraio 2002. I sondaggi previsti dalle procedure nel corso della fase di progettazione preliminare, condotti sulle aree destinate a ospitare la pista di Bob, Slittino e Skeleton, hanno rivelato, a quote profonde, la presenza di asbesto. La Regione ha quindi disposto ulteriori indagini, eseguite dall'Arpa, per valutare con precisione la consistenza del fenomeno. TOROC e Agenzia concordano sulla priorità assoluta della tutela ambientale e attendono gli ulteriori approfondimenti sulla base dei quali si riservano di assumere ogni utile iniziativa e le conseguenti determinazionie".
 

Ma molto anzi moltissimo resta nascosto sotto la superficie, occultato ad arte da registi di questa "avventura" che a livello internazionale non deve e non può presentare, ad alcun costo, lati deboli.

E così, si scopre che la presenza di rocce "amiantifere" (passateci questo termine improprio), che formalmente Agenzia Torino 2006 ha dichiarato sul suo sito internet solo il 1 febbraio 2002, è nota "da sempre", come testimoniano candidamente i residenti della frazione di Joveanceaux rese ai maggiori giornali La Stampa e La Repubblica in tutto il febbraio 2002.
Lo conferma questo articolo di Lunanuova:

"SOTTO il terreno dove dovrà sorgere la pista da bob, slittino e skeleton per le Olimpiadi è stato trovato asbesto, una varietà di amianto. C'era da prevederlo, visto che sotto la coltre detritica dell'antica frana che dalla fine dell'ultima era glaciale forma il pendio da Sauze a Oulx, c'è un grande giacimento di rocce verdi. Per la precisione si tratta di serpentino (la roccia della Sacra di San Michele, della montagna di Trana e dell'ex cava di Balangero): la roccia che può contenere amianto. Il giacimento di serpentino è segnalato in tutte le carte geologiche da circa un secolo". (Luna nuova n. 10 martedì 5 febbraio 2002, a firma di Massimiliano Borgia).

Poi, ancora si scopre che nel corso di una ricerca svolta dalla Direzione Servizi Tecnici di Prevenzione della Regione Piemonte a febbraio 2002 (Studio Geologico  - Tecnico relativo all'area tra Oulx e Sauze d'Oulx (fr.Jovenceaux), in relazione alla presenza di minerali asbestiferi ) si accenna a numerosi documenti rinvenuti che testimoniano "...una attività di ricerca mineraria per l'amianto svoltasi tra il 1928 ed il 1940... la maggiore quantità di materiale asbestoso prelevato si cui si è a conoscenza è di 310 kg...".

Sempre dalla stessa relazione della Regione Piemonte salta fuori che GIA' AD AGOSTO DEL 2000 nel corso di un sondaggio geognostico in loco si era segnalata la presenza di asbesto (alle profondità di metri -44,2, -58,2, -60,7, -117,2, -118,6...e così via).

Ancora, resta difficile da spiegare perchè l'Agenzia Torino 2006 (ed il Toroc?) abbiano atteso 3 mesi per comunicare ufficialmente alla comunità degli abitanti, alla stampa, ed eventualmente ad altre istituzioni, il rinvenimento delle rocce asbestifere, considerato che i cicli di sondaggi geologici erano stati effettuati a cavallo della fine del mese di ottobre e l'inizio di novembre 2001 e che, come vi abbiamo detto, Agenzia Torino 2006 sul sito internet ha dato la notizia solo il 1 febbraio 2002.
In quei 90 giorni cosa è successo?

Poniamoci innocenti domande su questa strana storia (ricordatevi che stiamo parlando di un impianto dal costo complessivo di 25 milioni di euro):
 

  • Chi doveva effettuare le ricerche e gli studi, anche in bibliografia scientifica, anche sui giornali d'epoca, anche intervistando la semplice gente del posto, sulla presenza di amianto nella zona della progettata pista del bob?
  • Chi aveva svolto il sondaggio geognostico che già nel 2000 dava per certa la presenza di amianto nella zona della pista?
  • E chi doveva comunicare all'Agenzia Torino 2006 i risultati di quei test?
  • E ora che la pista viene spostata, chi si sobbarcherà i costi di riprogettazione? A chi andranno accollati?
  • Se c'è stata incompetenza, e questo sembra inevitabile, chi è il maggior responsabile? 
  • E ora, come verranno utilizzate queste novità impreviste dai vari Enti in gioco? Quanti di loro approfitteranno degli errori commessi per chiedere deroghe, accelerazioni, scorciatoie legali per evitare i "ritardi" nella realizzazione della pista?
  • E chi sa che anche a Sansicario non si ripresenti il medesimo problema?
  • Chi ci guadagna dallo spostamento della pista?


Ma ora viene il bello: 

ANCHE NELLA ZONA PREVISTA PER LA COSTRUZIONE DELLO STADIO E DEI TRAMPOLINI DEL SALTO CON GLI SCI A PRAGELATO CI SONO GIACIMENTI DI SERPENTINITE!

"Gli asbesti, o amianti secondo una definizione ormai considerata desueta, posso appartenere alla famiglia dei serpentini o degli anfiboli". Questo ci dice, senza ombra di dubbio, la relazione della Regione Piemonte che vi abbiamo citato prima. Ci dice anche che le serpentiniti possono avere tassi di mineralizzazioni asbestifere alti o bassi. Ma basta una qualsiasi ricerca, anche su internet, per trovare una quantità notevole di bibliografia storiografica ed universitaria di storia dell'amianto, dell'asbesto e dei loro legami strettissimi con le serpentiniti.

Alcuni componenti degli asbesti (e quindi potenzialmente delle serpentiniti), sono ovviamente definiti tossici dalla legge italiana (D.Lgs. 15 agosto 1991, num. 277), varata finalmente dopo che le lavorazioni e le esposizioni hanno mietuto migliaia di vittime nel mondo intero e ne hanno fatto bandire l'escavazione e la produzione (da notare che il rischio da fibre amiantifere si concretizza nel momento in cui queste vengono movimentate e/o immesse nell'ambiente da fenomeni umani come gli scavi o da eventi naturali quali frane e smottamenti, con l'eventuale ausilio del vento che le trasporta).

E che cosa racconta l'Agenzia Torino 2006 sulla zona dell'impianto di Pragelato, un mostro per il quale andranno sbancate suppergiù 70.000 tonnellate di roccia?

Prendiamo la loro Indagine geologica-tecnica e idrogeologica preliminare, 25 ottobre 2001, a firma del Dottor Geologo Eugenio Zanella, e leggiamo a pag.7: "...La litologia dei ciottoli e blocchi riflette quella delle rocce che costituiscono la parte alta della valle e pertanto si hanno in prevalenza calcescisti e subordinatamente anfiboliti, prasinisti, serpentiniti e calcari/dolomie.." poi a pagina 8 "...I depositi formatisi a spese di anfiboliti e di serpentiniti sono costituiti da una frazione fine e prevalente componente siltosa all'interno della quale si rinvengono frammenti di dimensione e forma molto variabile...", e ancora dopo "il substrato roccioso costituito da litotipi riferibili al Complesso dei Calcescisti con Pietre Verdi...", che vengono però definite, nella pagina successiva, "molto rare nell'areale in oggetto".
Rocce potenzialmente asbestifere si rinvengono anche nel bacino del Rio Comba Mendie: a pagina 11 si rileva la presenza di "masse di metabasalti (prasiniti più o meno listate, anfiboliti, metagabbri...".

Ma dati infinitamente più precisi sono venuti proprio dai sondaggi geognostici (dello stesso tipo di quelli realizzati per l'impianto di bob e slittino) svolti per conto di Agenzia Torino 2006.
 
 
SONDAGGIO  L3 26-29 ottobre 2001 DA - 21  A -22,50 MT Sabbia con limo grigio e clasti grigi (Calcescisti), rare serpentiniti, per lo più minuti, D max. 3 cm
SONDAGGIO S4 25 settembre 2001 DA - 5  A -11,50 MT E  DA -12  A -19 MT sabbia limosa... (altro)..e rare serpentiniti
SONDAGGIO S5 24 settembre 2001 DA - 4  A - 10 MT ...presenza di calcescisti e serpentiniti...
SONDAGGIO S6 26 settembre 2001 DA - 1  A -15 MT ...presenza di calcescisti e rare serpentiniti...

In un primo tempo, successivo a questi rilevamenti, ARPA Piemonte interpellata sulla questione parlava di "rischio potenziale" legato all'impianto di Pragelato, in una seconda fase produceva (febbraio 2002) una relazione; questa conferma pienamente la presenza di amianto condizionando, in sostanza, la realizzazione dell'impianto al non innalzamento del livello di fibre presenti nell'aria: qualcosa che ci sembra impensabile visto che si procederà anche a brillamenti di mine...
Insomma, i dati tecnici coincidono con le storie che ora molti dicono di conoscere in Alta Valle Chisone,  riprese dalla relazione della Regione Piemonte di cui vi abbiamo parlato, ma sono storie che non ci è parso di aver mai sentito pubblicamente pronunciare dagli organizzatori, prima del 2002 in quasi 3 anni dalla "scelta olimpica" e cioè che in Val Chisone, come in Alta Valle Susa la presenza di rocce asbestifere è cosa comune. 
Oggi le solite marionette, impossibilitate a tenere nascosta la cosa, noncuranti dei rischi per le persone che abitano la montagna, entrano nella parte del "amianto, lo sanno tutti", e cercano di convincere gli abitanti che il problema non esista, che sia tutto sotto controllo, forse loro stesse stupidamente convinte che delle dichiarazioni possano cambiare qualcosa dal punto di vista del rischio fisico che verrà corso.

E ora qualche elemento utile per conoscere questo nemico silenzioso. 

Ce ne parlano l'Organizzazione Mondiale della Sanità, Greenpeace, Associazione Esposti Amianto, Massimo Carlotto: da tutti una certezza: non deve esistere  alcuna esposizione alle fibre di asbesto.

"L'amianto uccide i lavoratori ad esso esposti, i loro familiari, mogli e bambini che respirano le microscopiche fibre portate a casa ogni sera. Non esiste alcuna soglia di sicurezza per l'esposizione all'amianto. La latenza dei tumori può arrivare fino a 30 anni. "L'esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria determina comunque un aumento del rischio sanitario e va pertanto evitata" (OMS 1986). 

L'amianto è stato usato in tutti i materiali di costruzione come rinforzante, isolante. Cemento, piastrelle, tubi dell'acqua, accessori per cucina, abbigliamento, sono i prodotti di uso comune dove l'amianto ha avuto il suo più largo utilizzo. 

Nonostante l'amianto sia stato bandito in diversi Paesi europei, come Svezia, Danimarca, Olanda e Germania e una proposta di bando totale sia attualmente in considerazione negli Stati Uniti, la produzione e l'uso di questa sostanza mortale non sono diminuiti. Essi sono stati semplicemente trasferiti verso i Paesi in via di sviluppo quali Brasile, India, Pakistan, Messico, Indonesia e Corea del Sud. Così mentre, ad esempio, negli USA l'uso dell'amianto è precipitato dalle 800.962 tonnellate del 1973, alle 41.348 del 1990, nello stesso periodo la Corea del Sud ha praticamente raddoppiato l'importazione. Ancora nel 1992 l'Italia risultava essere uno dei più grandi importatori di amianto ed il secondo cliente della Russia con 12.000 tonnellate annue. 
L'amianto è bandito totalmente, nel nostro Paese dal 27 marzo 1993 come stabilito dalla Legge 257/92". 

(Da Greenpeace.it, LA MORTE VIAGGIA SUI BINARI, PARTE SECONDA, di Paolo Vaccari)

Link sull'amianto: 

  • Associazione Esposti Amianto, che giustamente sostiene "non esiste alcun livello minimo di soglia al di sotto del quale vi sia sicurezza, quindi la massima concentrazione accettabile di fibre deve essere zero, ovvero MAC=0": 
sito internet http://digilander.iol.it/aeabari/welcome.htm#lb1
  • MONFALCONE (ma anche Palermo..), un crimine di pace: tragica storia di un'altra strage italiana, (la riportiamo qui per dovere di solidarietà), centinaia di lavoratori dei cantieri navali morti per il contatto continuato con amianto dopo anni di colpevoli silenzi dei datori di lavoro. 
sito internet: http://www.massimocarlotto.it/caso-monfalcone.html

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