QUALCUNO
DICE LE BUGIE SUI COSTI DI COSTRUZIONE DELL'IMPIANTO DI BOB E SLITTINO
A NAGANO (OLIMPIADI INVERNALI DEL 1998). TRE VERSIONI, TRE FONTI DIVERSE,
TRE RICERCHE DIVERSE.
1)
Versione
Associated Press, giornalista Eric Talmadge.
2
febbraio 1997
"La
pista di bob è particolarmente delicata a causa del piccolo numero
degli atleti che probabilmente ne beneficeranno dopo i giochi. Costruita
ad un costo di 79 milioni di dollari...".
(79
milioni di dollari: 175,8 miliardi di lire al cambio del 10 ottobre 2000)
2)
Versione
ABC News,
giornalista
Bill Brewster.
20
febbraio 1998
"Ciascuna
città ospite dal 1980 ha dovuto costruire una pista completamente
nuova. L'assegno per il tracciato "Spiral" di Nagano è arrivato
a 79 milioni di dollari...".
(79
milioni di dollari: 175,8 miliardi di lire al cambio del 10 ottobre 2000)
3)
Versione
La Stampa, giornalista Claudio Giacchino.
La
Stampa, Giovedì 28 Settembre 2000
"...come
la pista di bob e slittino che si snoderà nel verde di Beaulard
e costerà almeno 75 miliardi: una cifra da nulla se paragonata a
quella folle (800 miliardi) spesa dai giapponesi di Nagano per i Giochi
di quattro anni fa".
(800
miliardi di lire: 355 milioni di dollari al cambio del 10 ottobre 2000)
A scanso
di equivoci, testo in inglese del primo articolo: "The bobsled run is
particularly sensitive because of the tiny number of competitors likely
to benefit from it after the games. Built at a cost of $79 million..."
e del secondo: "Every host city since 1980 has had to build a brand
new track. The bill for Nagano's Spiral track ran to $79 million...".
E CHE DISSE TORINO
2006 NEL 1998 A PROPOSITO DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO ?
"The
area of Turin and its province have no history of risk of hydro-geological
catastrophe" e cioè
"L'area
di Torino e la sua provincia non hanno precedenti di rischio di catastrofi
idrogeologiche".
Ah,
si? Ecco cosa trovammo noi!
“In
un quadro di pericolosità potenziale piuttosto elevata si collocano
[…] la maggior parte delle conoidi edificate dai torrenti sui fondovalle
[…] lungo quasi tutta la Valle di Susa e la Valle del Torrente Pellice.”
(Banca
Dati Geologica. CNR)
“Nel
territorio piemontese la catena alpina è costituita da diverse unità
strutturali […] che si contraddistinguono per una particolare predisposizione
al dissesto […] In particolare evidenza alcune aree ad elevata concentrazione
di grandifenomeni franosi coinvolgenti il substrato roccioso; situazioni
di questo tipo sono riscontrabili nell’alta Valle di Susa, nella parte
medio alta della Val Chisone ed in Val Germanasca.”
(Banca
Dati Geologica. CNR)
“Il
fenomeno alluvionale del 12-15 giugno 1957 fu, per estensione dei territori
interessati e per entità dei danni prodotti, uno dei più
gravi verificatisi nel Piemonte e Valle d’Aosta dal secolo scorso
fino a oggi.”.
(Estratto
dagli Atti del XXI Congresso Geografico Italiano. Verbania 1971).
"[…]
E' confermato dai fatti che la conoscenza approfondita degli eventi passati
è base indispensabile sia in sede previsionale, per la scelta di
un certo tipo di difesa, sia in sede studio dei fenomeni attuali, per una
più valida interpretazione delle cause cui sono legati.[…] “Il disastroso
evento fu in stretta relazione con l’insieme dei fenomeni metereologici
che caratterizzarono quel periodo, ma tra le cause dei danni, come traspare
da quantodetto in precedenza, ebbero un ruolo importante alcuni fattori
legati all’intervento antropico."
(Estratto
dagli Atti del XXI Congresso Geografico Italiano. Verbania 1971).
“Sulla
base dei dati storici disponibili nonché sulla base di uno studio
commissionato dall’Autorità di Bacino del Fiume Po (1995) relativo
alla redazione diun atlante dei rischi idrogeologici interessanti il bacino
idrografico del Po, emergono per la frequenza sia di eventi idrologici
critici sia di eventi locali, i bacini della Dora Baltea e dell’Orco, in
associazioni più o meno combinate tre essi e con bacini limitrofi.
Gli eventi più gravosi si sono verificati nel 1886, 1920 e 1948
nel bacino della Dora Baltea Piemontese e nel 1938 e 1947 nel bacino dell’Orco.
In anni più recenti i due bacini sono stati interessati dagli eventi
del 1968 e del 1977, più intensi nei limitrofi bacini
nord-occidentali. […] In molti casi le situazioni di dissesto legate alle
dinamiche fluviali e torrentizie si sono manifestate con intensità
analoghe a quelle passate nonostante la presenza o meno di interventi sistematori.
Tale constatazione dovrebbe indurre a considerare con maggior attenzione
interventi non strutturali, finalizzati ad una migliore gestione del territorio.
Per quanto riguarda gli eventi locali, sulla base delle segnalazioni contenute
negli archivi della Banca Dati Geologica, processi di instabilità
dei versanti ed episodi di attività fluviale e torrentizia
si sono susseguiti nell’ultimo secolo, con ricorrenze medie di tre anni[…].
(“Gli
eventi alluvionali in Piemonte”, Regione Piemonte)
E poi, quell'estate, da "LA STAMPA":
Alta ValSusa
Turisti bloccati da frana
[8/98]
Preoccupazione per la frana di domenica: oggi incontro a Cesana promosso
dalla
Prefettura
ValSusa, summit per la statale a rischio
[20/8/98]
La statale 24 ancora bloccata Isolati da una colata di fango e sassi
Frana tra Cesana e Claviere. Un esperto: ”serve prevenzione”.
[18/8/98]
In pericolo un condominio, incassato nella montagna, e l’antico liceo Des
Ambrois
Oulx, il Borgovecchio a rischio frana.
[22/5/98]
Se
ci pensiamo bene, con questi dati di fatto e con queste chiare, calde raccomandazioni
istituzionali che invitano a NON AUMENTARE LE INFRASTRUTTURE
forse anche noi, al loro posto, cercheremmo di "coprire" la verità:
come potremmo altrimenti scodellare tutto quel calcestruzzo su torrenti,
conoidi e boschi di montagna?
Se
volete saper cosa dicano OGGI noti esponenti di Torino 2006, sempre in
materia di alluvioni, andate alla pagina idrogeologica