Aeroporto di Caselle e 2006: un ampliamento e una spesa inutili al 100%: dunque?
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L' aeroporto di Torino nel comune di Caselle Torinese (ufficialmente Sandro Pertini ma nessuno lo chiama così) è oggetto di un massiccio intervento economico pubblico "in vista dei giochi olimpici invernali del 2006". La legge 285/00 e 48/03 lo comprendono tra le opere "olimpiche".

Sito internet di Torino 2006, 8 aprile 2003:

L’aeroporto di Caselle si rifà il look

Per i Giochi del 2006 saranno spesi 98 milioni di euro per rinnovare il “Pertini “.

98 milioni e 200mila euro saranno spesi per adeguare le strutture aeroportuali di Caselle in occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006, migliorandone l'efficienza anche al di là dell'evento sportivo. "L'intervento più consistente - ha spiegato il presidente della Sagat, Mario Carrara – sarà l'ampliamento dell'aerostazione passeggeri, che comporterà la spesa di oltre 37 milioni e mezzo di euro”. La hall delle partenze, attualmente di 4.000 metri quadri, sarà portata a 7.300; quella degli arrivi sarà incrementata del 43% raggiungendo un'estensione di 2mila metri quadrati. La Sagat prevede che nel 2006, per un periodo di circa tre mesi a cavallo dell'evento olimpico, il "Sandro Pertini" funzionerà con un ritmo "da cinque milioni di passeggeri all'anno", cioè quasi il doppio dell'attuale. Sono inoltre previste opere infrastrutturali connesse alla viabilità. Un parcheggio per autobus da 120 posti, oltre a facilitare l'interscambio tra bus, stazione ferroviaria della Satti e terminal arrivi/partenze, consentirà una maggior fluidità degli spostamenti legati ai voli charter invernali. La Sagat contribuirà con 41,2 milioni alla realizzazione di questo articolato progetto, mentre l'Agenzia Torino 2006 concorrerà con quasi 15 milioni e mezzo di euro. L'Ente nazionale per l'aviazione civile (ENAC) garantirà 17 milioni, dieci li investirà il Comune di Torino e la Provincia concorrerà con circa 4 milioni e mezzo. 7 milioni e 500mila euro, infine, arriveranno inoltre dalla Regione Piemonte, insieme ad 2,5 milioni nell'ambito dell'accordo di programma MOVIcentro (regione/Comune di Caselle Torinese).

Notare che solo 6 mesi prima il prezzo dell'intervento era di 88 milioni di € (Sito internet Torino 2006, 2 novembre 2002, articolo dal titolo "Avviati i lavori di potenziamento dello scalo torinese in vista dei Giochi"). 

 
La Sagat, società che gestisce l’aeroporto di Torino Caselle, ha avviato la realizzazione degli interventi per migliorare lo scalo in vista delle Olimpiadi invernali del 2006. È stato firmato infatti il contratto con il raggruppamento guidato da Ineco, che si è aggiudicato la gara per i servizi relativi al centro logistico per bagagli, attrezzature e merci, l'ampliamento dell'aerostazione passeggeri con nuovo centro servizi, l'ampliamento e la riconfigurazione dell'Aviazione Generale con annessi i piazzali di parcheggio degli aeromobili per i voli privati. Il costo delle progettazioni è interamente a carico della Sagat. Tra i progetti per le Olimpiadi da realizzare entro il 2005 e già presentati, ci sono quelli per le infrastrutture connesse alla viabilità in prossimità dell'aeroporto con l'ampliamento delle aree attrezzate e dei parcheggi autobus e trasporti pubblici e privati: su queste aree è vicino un accordo con la Regione, la Provincia di Torino e il Comune di Caselle. Proprio in questi giorni la società sta perfezionando con il Ministero dei Trasporti, l'Enac, il Comune e la Provincia di Torino, la Regione e il Toroc, un'intesa preliminare finalizzata all'accordo di programma per le opere connesse alle Olimpiadi. L'importo è di 88 milioni di euro: oltre 35 a carico della Sagat, 53 a fondo perduto dagli altri enti.
 
 
Che sarà successo per far crescere di 18 miliardi di lire - equivalente ad un intero stadio del ghiaccio, o a milleottocento Fiat Punto - il costo dell'intervento? Ma questo è solo un inciso. Andiamo avanti.

            Ansa Torino 2006, 18 maggio 2004: 
INAUGURAZIONE DEI CANTIERI OLIMPICI DELL'AEROPORTO DI CASELLE

Venerdi' 21 maggio (ore 10.40), presso l' aeroporto di Caselle Torinese, cerimonia di inaugurazione dei cantieri olimpici. Intervengono il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Ugo Martinat, il presidente della Regione Piemonte, Enzo Ghigo, e della Provincia di Torino, Mercedes Bresso, il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, il presidente dell' Enac, onorevole Vito Riggio, il presidente della Sagat, Mario Carrara, e il vicepresidente del Toroc, Pier Paolo Maza.
18/05/2004 12:20

Dunque, un lavoro di ampliamento e riconfigurazione in grande stile, con grandi festeggiamenti, tutti legati alla necessità di far fronte alle richieste di agibilità per le olimpiadi di Torino 2006.

Noi sosteniamo invece prima di tutto :

a) è assurdo e pazzesco spendere centinaia di miliardi per un aumento di viaggiatori che durerà poche settimane b) che comunque le ciclopiche ristrutturazioni operate nei primi anni '90 e che trasformarono completamente lo scalo (inaugurazione nel dicembre del 1993, costo totale 219 miliardi) abbiano portato volumetrie, infrastrutture, dotazioni di servizi abbondantemente adeguate per il moderato e costante uso che si fa normalmente di questo aeroporto; strutture quindi più che in grado di sopportare per 15 giorni un aumentato flusso di visitatori che, si presume, arriverà a Torino per assistere alle c.d. "olimpiadi". 

Sosteniamo di conseguenza (esattamente come lo diciamo in generale e nello specifico di tutte le altre opere olimpiche, dalla più piccola alla più grossa), che sia un gravissimo non-senso sprecare e bruciare centinaia di miliardi pubblici per "garantire" transitoriamente l'agibilità durante i c.d. "giochi olimpici invernali", quattordici giorni di utilizzo, forse meno, e poi zac, come nulla fosse Caselle ripiomberà nel suo stato di dignitoso aeroporto di serie B (o C). Noi, voi, dovremmo spendere decine di milioni di euro per questo? 

Evidentemente, come accade ogni volta per progetti legati a grandi manifestazioni in cui si buttano nel minestrone ingredienti di ogni genere, le vere ragioni dei mega-cantieri vanno ricercate altrove.

Bisogna avere il coraggio di dire - cosa che non ha fatto alcun partito politico in tutti questi anni - che le parole "discrezionalità amministrativa" in questo caso non sono adatte. E...se si scoprisse che è tutta una montatura, che ci stanno facendo credere che a Torino siamo una metropoli e non è vero, che sia necessario ampliare ma in realtà non è affatto vero, qualcuno si stupirebbe se si iniziasse ad usare il termine "truffa ai danni dello stato"? Noi, cari lettori, no di certo. E allora facciamo due ragionamenti.

Prima di tutto, per rendervi conto di quanto poco di vero ci sia sotto la patina delle dichiarazioni e degli intenti ufficiali, dovreste recarvi a Caselle, esserci già passati o perlomeno documentarvi, cosa che evidentemente i nobili amministratori della cosa pubblica non hanno fatto. Se passate a Caselle noterete sopratutto dei grandissimi volumi: grandi e sovradimensionati. Anche fuori le piste e le aree di parcheggio aeromobili sono talmente vaste e vuote (per lo scarso traffico) che si ha spesso l'impressione di trovarsi nell'aeroporto di una repubblica caucasica, con tutto il rispetto che meritano gli abitanti delle repubbliche caucasiche. Proprio non riusciamo a vedere come questi giganteschi volumi non possano accogliere i "tifosi" - quanti? - che arriveranno nel febbraio del 2006.

Queste sono foto scattate i primi giorni di aprile 2004. Non sono fotomontaggi: la situazione era proprio quella, un paio di aeroplani in pista (uno dei quali TNT che porta solo pacchi e posta). E se volete i video, o le foto in formato più grande, chiedetecele, non le mettiamo sul sito perché tengono troppo spazio, ed è un peccato, rendono ancora meglio l'idea...

 

 

All'interno non mancano certo le promozioni "olimpiche" del privatissimo marchio di Torino 2006 (che, per rinfrescarvi la memoria reca la scritta, piccola ma visibile, TM, cioè Trade Mark, marchio di commercio). Muri, vetri, pilastri; non manca neppure un negozio apposito, l'"Olympic Store" al secondo piano nella zona partenze, con alcuni interessanti gadgets, ad esempio dei meravigliosi cappellini tinta unita. Il banco informazioni turistico (supponiamo pubblico?) espone alcuni volantini di Torino 2006. E' quello cerchiato in rosso con qualità d'immagine della nostra foto scadente.

 


Quindi un aeroporto civile grande (con a fianco i velivoli militari), con tantissimo spazio a disposizione per il limitato traffico, ed una presenza all'interno marchiata in ogni dove dei simboli e dei colori delle "olimpiadi". 

Ma non crederete mica che sia finita qui, no? Perchè a parte le nostre foto e gli spazi vuoti che ritraggono, c'è un'altra motivazione per cui questa operazione da 160 miliardi di lire è una assurdità bella e buona. 

E la motivazione è che Caselle, come si suol dire, è un aeroporto che rispetto a molti altri in Italia non se lo fila nessuno. Il numero di passeggeri rimane nelle zone basse di classifica degli scali italiani. Infatti nonostante Torino sia la quarta città d'Italia per numero di abitanti - ca. 900.000 - Caselle è solo il decimo aeroporto. La precedono Roma (Fiumicino), Milano (Malpensa), Milano (Linate), Venezia, Catania, Napoli, Palermo, Bologna e Bergamo.

La Stampa, cronaca di Torino, 24 marzo 2004, pagina 45: 

Ultimo per aumento passeggeri l'aeroporto di Caselle non decolla. La crescita è stata dell'1,2% contro la media nazionale del 10%. La Sagat: lo scalo risente della crisi generale...

Quindi non solo decimo aeroporto in generale, ma anche peggiore nella crescita di passeggeri. Come dire, gli altri hanno fatto meglio, o le altre città hanno fatto meglio. E allora che sostiene Sagat, la società pubblico privata che gestisce lo scalo? Dice che "Caselle sta patendo la crisi della città...". 

Marzo 2004, signori. Crisi della città? Avevamo capito che Torino 2006 avesse risollevato l'economia...

E pensare che secondo il Master Plan si immaginavano nel 2005 per Caselle 4.500.000 passeggeri e l'anno successivo, quello delle "olimpiadi", addirittura 6.000.000. Invece i dati dicono che nel 2003 i passeggeri transitati sono stati: 2.809.866, cioè l'1,2% in più rispetto al 2002 ma sempre e comunque inferiori al 2001, quando i passeggeri erano stati 2.820.762 (dati: Pro Loco di Caselle Torinese, www.merlo.org/caselle, oltre all'articolo di La Stampa citato e conferme su http://www.turin-airport.com/stat2002.pdf).

Il 7 settembre 2003 RAI 3 Piemonte aveva passato un servizio che riportava alcuni dati del Touring Club sui 17 scali nazionali con più di 1.000.000 di passeggeri annuali. Si dipingeva un quadro di aerostazione in cui era senz'altro migliorata l'accoglienza assieme ad altri settori ed in questo senso, sempre secondo RAI 3 - Touring, Caselle poteva essere definito il migliore in Italia, forse proprio grazie alle piccole dimensioni: Caselle con un traffico giornaliero di 121 voli nel 2003 contro gli 800 di Milano (all'epoca in classifica era ancora al 9°posto per traffico passeggeri). Ma quanto a scaricare masse di gente interessata a visitare Torino e la sua provincia, nulla di nulla. 

L'aeroporto dunque perde colpi. Ma dove? Sempre secondo l'articolo della Stampa del 24 marzo 2004, "In calo sarebbero sopratutto i movimenti internazionali, passati nel giro di due anni da 29.314 a 19.042".

Uh questa si che è bella: Caselle perde colpi nei movimenti internazionali. Strano, avevamo capito dai giornali e dalla televisione regionale TG3 che la nostra città, grazie a Torino 2006, fosse costantemente e sempre di più invasa da orde di turisti stranieri. Boh, verranno tutti in automobile, treno o in bicicletta.

Il dilemma ora è: Caselle non decolla perché i governanti di Torino e i loro mefistofelici progetti di promozione internazionale non funzionano, oppure la promozione internazionale non decolla - visto che diminuiscono i transiti internazionali - per colpa dell'aeroporto? 

E pensare che Caselle sembra avere tutto: ha le piste omologate per l'operatività con nebbia e visibilità a 75 metri, ha un enorme parcheggio per auto, ha la tangenziale che termina proprio in corrispondenza dell'aeroporto, ha una linea di treni verso Lanzo e una verso Torino centro con la stazione di Caselle città costata 54 miliardi di lire nel 2001. E sopratutto, come abbiamo detto, ha delle strutture che hanno appena 10 anni di età del tutto sottosfruttate. Quindi, evidentemente, l'equazione enorme=più redditizio non funziona: e come gli stadi sportivi, neppure gli aeroporti sopravvivono quando non si ha una vera, effettiva base di RICHIESTA.

 

La Stampa, cronaca di Torino - Specchio dei tempi, 7 aprile 2003


«Perché non decolla l´aeroporto di Caselle?» - 

Un lettore ci scrive: «Ricordo che quando la Sagat venne (parzialmente) privatizzata c´erano legittime aspettative che l'arrivo di partner privati portasse allo sviluppo dell'aeroporto attraverso un incremento della offerta di voli in partenza ed arrivo a Torino ed in tale modo si migliorasse la scarsa accessibilità alla nostra regione. Elemento che puntualmente tutte le ricerche e studi individuano tra i fattori di declino economico della città. «Ora a quasi tre anni di distanza constato che l'offerta di voli (con l'eccezione di quelli per Roma) per le destinazioni sia nazionali sia internazionali raggiungibili da Torino è di fatto diminuita ed il traffico passeggeri non registra aumenti, segno questo che i piemontesi continuano ad usare scali di altre regioni. Molti aeroporti con dimensioni simili a quello di Torino (vedi Verona, Bologna, Venezia, Firenze) hanno nel frattempo aumentato considerevolmente sia l'offerta di voli sia i passeggeri. «Lo scalo di Caselle non riesce a divenire una nicchia del traffico aereo quale quello dei voli regionali o dei charter (con una rosa di voli in partenza da Torino quasi inesistente) oppure dei voli a basso costo che si stanno diffondendo in tutta Italia. In considerazione del ruolo strategico che un aeroporto gioca sullo sviluppo di un'area, sarebbe auspicabile un rapido decollo di questo scalo». 
 

Non siamo noi il lettore che ha scritto su Specchio dei tempi- La Stampa, garantito. Eppure la sostanza è proprio quella: Torino-Caselle è un aeroporto che, pur dopo tutte le carissime ristrutturazioni ed ampliamenti dei primi '90, non decolla.

Ora, noi non la pensiamo così, ma lo diciamo per voi che vi immedesimate nella città e che alle città date una personalità: non c'è alcunché di male ad accontentarsi, non sarebbe peccato il dire "ci basta ed avanza un aeroporto di queste dimensioni, anzi abbiamo già bruciato troppi soldi nel 1993!!", perché il gigantismo non serve a nulla. Perché mai un sistema aeroportuale del genere dovrebbe migliorare il suo rendimento con ulteriori, enormi, spropositate spese che si ripropongono PROPRIO di ingrandirlo ancora?

Ripetiamo la domanda, allora: perché in un aeroporto già funzionante, sovradimensionato e collegamento di una città che ha un chiaro limite fisiologico all'afflusso di turisti...devono essere spesi ulteriori 88 milioni di Euro? (Fonte sull'entità: comunicato stampa SAGAT - Aeroporto di Torino/Caselle - 30 ottobre 2002, riportato in The Italian Aerospace Information Web, by Aeromedia, http://www.fly-net.org/aeromedia/limfwork.html, ma abbiamo visto che a marzo del 2004 Torino 2006 parla di 98 milioni di €).

Forse che la risposta - e siamo al nocciolo della questione - stia nell'origine dei finanziamenti, pubblici? Che il segreto di tanto spendere sia motivato da questo crescente far west di imprenditori che rischiano...col denaro altrui?

Può essere, e vediamoli, allora, questi finanziamenti: degli 88 milioni (98 secondo Toroc)

- più di 35 sono a carico di SAGAT, che è un'azienda recentemente privatizzata con gli enti pubblici al 51% del capitale: Comune di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte.

Gli altri azionisti,

Edizione Holding Spa (Gruppo Benetton) 24,39% 
IMI Investimenti S.p.A. 12,40% 
Camera di Commercio di Torino 4,71% 
Aeroporto G. Marconi di Bologna Spa 4,13% 
Sicind Spa (Gruppo FIAT) 2,00% 
Sea Spa 0,96% 
Aviapartner Spa 0,41% 

(Fonte: SAGAT - Aeroporto di Torino, suo sito internet 9 gennaio 2003).
 

- i restanti 53 milioni di € sarebbero erogati a fondo perduto da Ministero dei Trasporti, ENAC (Ente Navigazione Civile, pubblico), Comune di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte...questi ultimi tre però già intervenuti in quanto soci di Sagat!
 

Leggiamo l'articolo citato sopra: 

 
Interventi a Torino/Caselle per le Olimpiadi Invernali del 2006
 
La SAGAT, società di gestione dell'aeroporto di Torino/Caselle, nel quadro delle opere connesse agli interventi di miglioramento dello scalo in vista delle Olimpiadi del 2006, ha firmato il contratto con il raggruppamento capeggiato da INECO SA. risultato aggiudicatario della gara per i servizi di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva e direzione lavori relativi al centro logistico per bagagli, attrezzature e merci, all'ampliamento dell'aerostazione passeggeri con nuovo centro servizi ed alla riconfigurazione dell'aerospazione per l'aviazione generale, con annessi piazzali di parcheggio aeromobili privati.

Il costo delle progettazioni per le opere di cui sopra (affidate al raggruppamento composto da INECO s.a., Systra s.a., Systra-Sotecni spa, A.I. Engineering srl, Ing. Quaranta, Ing. Gargiulo e Dr. Alessio) è interamente a carico della SAGAT. Inoltre, tra i progetti per le Olimpiadi da realizzare entro il 2005 e già presentati da SAGAT, ci sono le opere infrastrutturali connesse alla viabilità in prossimità dell'aeroporto con l'ampliamento delle aree attrezzate a parcheggi autobus e trasporti pubblici e privati. Per la sistemazione di queste aree è prossimo un accordo con la Regione Piemonte, la Provincia di Torino ed il Comune di Caselle.

Nella sua globalità, si tratta di un programma di interesse nazionale non sostenibile interamente dalla SAGAT. La Società ha infatti già presentato i relativi programmi al Ministero dei Trasporti, all'ENAC, al Comune di Torino, alla Provincia di Torino, alle Regione Piemonte e al Toroc. Con questi enti si sta perfezionando, in questi giorni, un'intesa preliminare finalizzata all'accordo di programma per la realizzazione delle opere connesse alle Olimpiadi, dal costo di 88 milioni di euro. La SAGAT si è impegnata per più di 35 milioni, mentre i restanti 53 dovrebbero essere erogati a fondo perduto dagli enti pubblici citati.
 

Proseguiremo sull'analisi dell'Aeroporto di Caselle fino a che il caso non diverrà di dominio pubblico. Nel frattempo voi ricordate che tra gli enti pubblici principali che finanziano Caselle sia direttamente sia tramite Sagat ci sono Comune di Torino, Provincia di Torino e Regione Piemonte. E che il Sindaco è Sergio Chiamparino, membro del C.d.A. di Torino 2006, presidente della Provincia è stata sino al giugno 2004 Mercedes Bresso, membro del C.d.A. di Torino 2006, e presidente della Giunta Regionale è Enzo Ghigo, membro del C.d.A. di Torino 2006.
 

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