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Nel
1998, sul dossier ufficiale diffuso in centinaia di esemplari in tutto
il mondo, l'Associazione Torino 2006 affermava "L'area di Torino e la
sua provincia non hanno precedenti di rischio di catastrofe idrogeologica".
Si
trattava indubbiamente di una affermazione falsa e noi la portavamo alla
luce costringendo il direttore del loro "reparto ambientale", Ivan Novelli,
a riconoscere l"'evidente errore" nel corso di una trasmissione televisiva.
Da
allora sono passati 2 anni e mezzo ma dimostrano di non aver capito la
lezione, infatti il
24
ottobre 2000 "La Stampa" (ex - sponsor di Torino 2006) intervista
Valentino
Castellani, sindaco di Torino nonchè
presidente di Torino 2006 (Comitato Organizzatore) e Franco
Corsico, assessore a Torino nonchè
consigliere di amministrazione di Torino 2006 (Comitato Organizzatore).
Domanda
di La Stampa: "Se le Olimpiadi fossero
domani, l’alluvione avrebbe comportato lo stop per alcune attività?".
Risposta
di Castellani e Corsico: "No, anche
il villaggio dei media sulla spina 3, vicino alla Dora, è su una
zona alta: non avrebbe avuto danni».
LA
RISPOSTA E' FALSA PER PIU' MOTIVI.
Se
le olimpiadi "fossero domani", a causa dell'alluvione non si sarebbero
potuti allenare gli atleti dell'hockey: infatti, sempre su La Stampa (stesso
articolo, poche righe più in alto) si legge "A Torre Pellice
l’alluvione ha provocato il crollo del palazzetto dell’hockey, per le Olimpiadi
sarebbe servito per gli allenamenti".
Se le
olimpiadi "fossero domani", a causa dell'alluvione sarebbe stata
inutilizzabile per "interruzione da frana instabile" (La Stampa, 26 ottobre),
la strada statale n.23 del colle del Sestriere che secondo Torino 2006
condurrà agli impianti per gli sport di: salto con gli sci, fondo,
combinata nordica. Interruzione confermata in "La Stampa" 5 novembre: "Sindaco
denuncia, impraticabile la statale per Sestriere".
Se le
olimpiadi "fossero domani", a causa dell'alluvione sarebbero state
sommerse dalle acque del torrente Chisone: le zone di atterraggio, parte
delle tribune ed i parcheggi dell'impianto di salto dal trampolino e combinata
nordica: questo se l'impianto dovesse sorgere a Pragelato, come risulta
dai documenti ufficiali e da recenti dichiarazioni del Toroc (Comitato
Organizzatore). E c'è, a proposito, la dichiarazione di una
donna che, presso lo stand "Val Chisone" al Salone della Montagna di Torino
domenica 12 novembre ci ha confermato la gravità di quanto sopra:
"in quella zona il torrente ha allagato tutto". Conferme? La Stampa di
18 novembre 2000: "chi frequenta la Val Chisone-Germanasca e pratica
lo sci, dovrà invece attendere i primi di dicembre per calzarli.
Non si scia infatti né a Pragelato , dove l’alluvione ha danneggiato
sia parte del tracciato per lo sci nordico che la partenza di una seggiovia
ed il baby, né a.."
Se le
olimpiadi "fossero domani", a causa dell'alluvione sarebbero state
pesantemente interessate dalle acque del torrente Chisone le infrastrutture
(stadio, piste, parcheggi) dell'impianto di sci nordico/sci di fondo, ubicato
secondo i documenti ufficiali di Torino 2006 a Pragelato. Conferme? La
Stampa di 18 novembre 2000: "chi frequenta la Val Chisone-Germanasca
e pratica lo sci, dovrà invece attendere i primi di dicembre per
calzarli. Non si scia infatti né a Pragelato , dove l’alluvione
ha danneggiato sia parte del tracciato per lo sci nordico che la partenza
di una seggiovia ed il baby, né a.."
Segnaliamo
a chiunque sia interessato che, ai sensi del P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico)
elaborato dalla Autorità di Bacino del Po, la zona di Pragelato
individuata nei documenti di Torino 2006 è sottoposta ad un vincolo
di inedificabilità assoluta. Qualsiasi intervento edificatorio in
tale zona, ove esonda il Chisone, costituirebbe quindi violazione del disposto
del P.A.I. (che in caso di contrasti supera il valore dei Piani Regolatori).
-
Se le
olimpiadi "fossero domani", a causa dell'alluvione sarebbe stato
fortemente rallentato ed i alcuni casi arrestato il traffico su tutte le
strade che conducono agli impanti, in Val di Susa, come in Val Chisone,
Pellice ed in Torino: i giornali locali aspettano solo d essere sfogliati.
Perchè
Castellani e Corsico hanno omesso questi "particolari"? Non ne erano
a conoscenza? Gli sponsor non devono sapere che Torino e la sua provincia
sono tra le zone a maggior rischio idrogeologico in Italia?
Noi
cerchiamo sempre di fornire il massimo di documentazione, anche perchè
alcuni di voi sono costantemente dubbiosi ed esigenti: quindi vi diamo
un pò di estratti da "La Valsusa.com" del 19 ottobre 2000.
E questo è il mondo del reale, ben distante dalle dichiarazioni
ufficiali degli uomini che leggete sopra. (Tra l'altro Torino 2006 non
ci risulta abbia accennato ai fatti alluvionali sul suo sito www.torino2006.it).
Siamo
sempre più convinti che i pubblici ufficiali debbano essere tenuti
alla veridicità delle proprie dichiarazioni e sanzionati qualora
dichiarino eventi e scenari falsati e che, certo, lo stesso debba valere
per i giornali...
SPECIALE
ALLUVIONE
La
Valsusa - 3 N. 39 - GIOVEDI' 19 OTTOBRE 2000 La Valsusa - 3
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|
SUSA
La
Dora e il Cenischia
isolano
la città. Tre ponti
chiusi,
intere vie allagate,
chiuse
le due statali
per
parecchie ore. 250
persone
evacuate presso
scuole
medie e convento
dei
frati. Danni ingenti
ad
aziende e privati |
VILLAR
FOCCHIARDO
Frana
sul rio Frangerello
che
straripa e minaccia
il
paese. Evacuate
250
persone.
Annullata
la Sagra del
Marrone |
BUSSOLENO
La
Dora esonda in vari
punti.
Allagata via Traforo,
la
Stazione, la linea ferroviaria,
la
zona Isolabella.
Cento
persone costrette a
lasciare
le case. Frazioni
isolate.
Aziende completamente
sommerse. |
MATTIE
Straripa
il
rio
Corrente.
Menolzio
isolata.
80
persone
evacuate |
NOVALESA
Sabato
mattina frana
sul
torrente Crosiglione
sulla
strada provinciale.
I
300 abitanti del paese
sono
isolati fino a mercoledì
mattina.
Energia
elettrica
ripristinata solo
martedì
sera.
|
BORGONE
Allagate
decine
di
abitazioni
in
via Abegg,
gravi
danni
alle
piccole
aziende. |
S.AMBROGIO
Onda
di piena
della
Dora domenica
pomeriggio.
Cento
persone
sfollate |
CONDOVE
La
Dora invade
la
zona della
Stazione
e
la
Statale 24.
Frane
sulla
montagna
e
strade
com-promesse |
AVIGLIANA
Allagati
corso
Torino,
via
Gramsci,
via
Matteotti
e la
zona
della
Stazione.
Chiusi
i ponti
sulla
Dora.
Problemi
per
l’acqua
potabile. |
|
EXILLES
Crollati
tre
ponti
A
causa di
due
frane è
tuttora
interrotta
la
linea
ferroviaria
Torino-
Modane |
COAZZE
Smottamenti
in montagna.
Evacuate
150 persone
nelle
varie borgate.
Tre
pastori con 100 capi
di
bestiame bloccati all’alpeggio
Palè. |
GIAVENO
Fatti
sfollare gli abitanti di Vesivera, Clin,
Re,
Prinsi e quelli vicini al Sangone. Crolla il
ponte
sulla provinciale
per
Cumiana. |
ALPIGNANO
Chiusi
i ponti
sulla
Dora.
Traffico
in
tilt.
45 persone
evacuate
in
via Matteotti. |
|
E'
innegabile. I danni ci sono stati e pesanti. Strade sconnesse e trasformate
in fiumi, frane, case allagate, attività economiche pesantemente
penalizzate. La causa: la pioggia insistente e incessante caduta per tre
giorni sull'intero Nord Ovest e, quindi,
anche
sulla Valle di Susa. "Un evento - spiega il presidente della Comunità
Monta- na Bassa Valle Antonio Ferrentino - che secondo gli esperti capita
una volta ogni 500 anni". Danni pesanti, dicevamo, e le prime stime parlano
di centinaia di miliardi, solo per la bassa Valsusa.
Qualche
cifra? Dieci miliardi solo a Villar Focchiardo,1 miliardo a Chianocco
sul Prebeq (gli argini sono da rifare), 2 miliardi e mezzo per il solo
torrente Cenischia. "Dovremo rifare il disalveo - dice Ferrentino - e togliere
dal suo letto una quantità di materiale stimata tra i 300 e i 400
mila metri cubi". C'è poi da dire che i lavori realizzati o ultimati
in bassa valle tra il '98 e il '99
hanno
salvato molti paesi: tra questi le arginature e i disalvei dei torrenti
Cenischia, Pissaglio (Bruzolo), Prebeq (Chianocco), Nicoletto (San Didero),
il completamento dei
canali
scaricatori a S.Antonino e a Chiusa S.Michele. Un solo esempio: "Se dal
Cenischia questa primavera non fossero stati tolti di mezzo 100 mila metri
cubi di materiali
-
puntualizza Ferrentino - probabilmente Venaus e Mompantero sarebbero stati
spazzati via". E adesso: "Abbiamo già fatto un giro nei luoghi maggiormente
disastrato.
I
comuni ci stanno inviando la stima dei danni subiti. Nel giro di pochi
il quadro sarà completo e bisognerà ripartire con i lavori.
Il territorio adesso è gravemente compromesso dal punto di vista
idrogeologico e bisogna
rimediare
in fretta". |
La
mappa dei danni
Centinaia
di miliardi di danni in Valle di Susa
Le
Strade Aperte
Autostrada
In
questi giorni di difficoltà alla circolazione stradale, la Sitaf
ha consentito di utilizzare gratuitamente l'autostrada Torino-Bardonecchia
fino alle 14 di ieri, mercoledì 18 ottobre. Con il ripristino di
gran parte della viabilità valsusina, è stata ripristinata
l'esazione ai caselli di Avigliana
e
Salbertrand.
Strade
Statali
(aggiornamento
alle 19 di mercoledì)
S.S.
n.24 - chiusa dal km. 40 + 000 (Villar Focchiardo) al
km.
53 + 500 (Bussoleno)
S.S.
n. 25 - chiusa dal km. 55 + 150 (loc. Giaglione) fino al confine
Strade
Provinciali
(aggiornamento
alle 15.30 di mercoledì
Rimangono
chiusi al traffico i seguenti ponti:
-sul
Sangone nell'omonima Valle, compreso quello crollato tra Giaveno e Cumiana
sulla Provinciale 193; il ponte sul Sangone sulla
Provinciale
143 Rivalta-Orbassano
-sulla
Dora Riparia ad Exilles e a Sant'Ambrogio Rimangono chiuse al traffico
le Provinciali: 192 a Forno di Coazze, 201 a Sant'Antonino di Susa, 207
a Mattie,
213
ad Exilles |
Siamo
solo noi a pensare che molto spesso informazioni rilevanti vengano passate
sotto silenzio o addirittura falsate? Forse no: basta leggere questo trafiletto
sempre di "La Valsusa.com" (19 OTTOBRE), intitolato "Ma qui non è
successo niente".
"Pronto,
è la redazione de La Valsusa?
Vorrei
sapere se questo fine settimana
sono
previste delle manifestazioni, visto
che
da voi non è successo niente".
La
telefonata è autentica e giunge da Torino
mercoledì
mattina. Già, in valle di Susa
sembra
proprio non sia successo niente,
a
parte qualche interruzione sulla linea
ferroviaria
internazionale. Questo, alme
no,
stando alle cronache di "Mamma
Rai",
di "Zia Mediaset" e dei grandi quotidiani
(compresi
quelli torinesi). Beh, che qualcosa
in
realtà sia successo lo documentano
le
pagine di questo numero de La Valsusa.
Crediamo
che i lettori non fatichino a credere
che
è tutto vero, anche se non l'ha detto la televisione.
MA CHE DISSE ESATTAMENTE
TORINO 2006 NEL 1998 A PROPOSITO DEL RISCHIO IDROGEOLOGICO ? TESTUALMENTE:
"The
area of Turin and its province have no history of risk of hydro-geological
catastrophe" e cioè
"L'area
di Torino e la sua provincia non hanno precedenti di rischio di catastrofi
idrogeologiche"
Cosa
trovammo noi?
“In
un quadro di pericolosità potenziale piuttosto elevata si collocano
[…] la maggior parte delle conoidi edificate dai torrenti sui fondovalle
[…] lungo quasi tutta la Valle di Susa e la Valle del Torrente Pellice.”
(Banca
Dati Geologica. CNR)
“Nel
territorio piemontese la catena alpina è costituita da diverse unità
strutturali […] che si contraddistinguono per una particolare predisposizione
al dissesto […] In particolare evidenza alcune aree ad elevata concentrazione
di grandifenomeni franosi coinvolgenti il substrato roccioso; situazioni
di questo tipo sono riscontrabili nell’alta Valle di Susa, nella parte
medio alta della Val Chisone ed in Val Germanasca.”
(Banca
Dati Geologica. CNR)
“Il
fenomeno alluvionale del 12-15 giugno 1957 fu, per estensione dei territori
interessati e per entità dei danni prodotti, uno dei più
gravi verificatisi nel Piemonte e Valle d’Aosta dal secolo scorso
fino a oggi.”
(Estratto
dagli Atti del XXI Congresso Geografico Italiano. Verbania 1971).
"[…]
E' confermato dai fatti che la conoscenza approfondita degli eventi passati
è base indispensabile sia in sede previsionale, per la scelta di
un certo tipo di difesa, sia in sede studio dei fenomeni attuali, per una
più valida interpretazione delle cause cui sono legati.[…] “Il disastroso
evento fu in stretta relazione con l’insieme dei fenomeni metereologici
che caratterizzarono quel periodo, ma tra le cause dei danni, come traspare
da quantodetto in precedenza, ebbero un ruolo importante alcuni fattori
legati all’intervento antropico."
(Estratto
dagli Atti del XXI Congresso Geografico Italiano. Verbania 1971).
“Sulla
base dei dati storici disponibili nonché sulla base di uno studio
commissionato dall’Autorità di Bacino del Fiume Po (1995) relativo
alla redazione diun atlante dei rischi idrogeologici interessanti il bacino
idrografico del Po, emergono per la frequenza sia di eventi idrologici
critici sia di eventi locali, i bacini della Dora Baltea e dell’Orco, in
associazioni più o meno combinate tre essi e con bacini limitrofi.
Gli eventi più gravosi si sono verificati nel 1886, 1920 e 1948
nel bacino della Dora Baltea Piemontese e nel 1938 e 1947 nel bacino dell’Orco.
In anni più recenti i due bacini sono stati interessati dagli eventi
del 1968 e del 1977, più intensi nei limitrofi bacini
nord-occidentali. […] In molti casi le situazioni di dissesto legate alle
dinamiche fluviali e torrentizie si sono manifestate con intensità
analoghe a quelle passate nonostante la presenza o meno di interventi sistematori.
Tale constatazione dovrebbe indurre a considerare con maggior attenzione
interventi non strutturali, finalizzati ad una migliore gestione del territorio.
Per quanto riguarda gli eventi locali, sulla base delle segnalazioni contenute
negli archivi della Banca Dati Geologica, processi di instabilità
dei versanti ed episodi di attività fluviale e torrentizia
si sono susseguiti nell’ultimo secolo, con ricorrenze medie di tre anni[…].
(“Gli
eventi alluvionali in Piemonte”, Regione Piemonte)
E poi, quell'estate, da "LA STAMPA":
Alta ValSusa
Turisti bloccati da frana
[8/98]
Preoccupazione per la frana di domenica: oggi incontro a Cesana promosso
dalla
Prefettura
ValSusa, summit per la statale a rischio
[20/8/98]
La statale 24 ancora bloccata Isolati da una colata di fango e sassi
Frana tra Cesana e Claviere. Un esperto: ”serve prevenzione”.
[18/8/98]
In pericolo un condominio, incassato nella montagna, e l’antico liceo Des
Ambrois
Oulx, il Borgovecchio a rischio frana.
[22/5/98]
Se
ci pensiamo bene, con questi dati di fatto e con queste chiare, calde raccomandazioni
istituzionali che invitano a NON AUMENTARE LE INFRASTRUTTURE
forse anche noi, al loro posto, cercheremmo di "coprire" la verità:
come potremmo altrimenti scodellare di migliaia di tonnellate di
calcestruzzo su torrenti, conoidi e boschi di montagna?
ULTIME NOTIZIE:
IL BOB E' UNA FRANA,
ANZI E' SOPRA UNA FRANA!
I problemi
legali pressochè insormontabili non sono soltanto per il salto a
Pragelato (SIC protetto dall'UE e PAI - Piano Assetto Idrogeologico, redatto
dall'Autorità di Bacino) ma anche per il bob-slittino-skeleton a
Oulx e Sauze d'Oulx:
Lo
stesso PAI vieta infatti le costruzioni sull'area individuata dal Toroc
perchè lì ci sta una frana. Si, frana!
Sentite
il Toroc:
"L'area
risulta essere sottoposta a forti limitazioni a causa della presenza di
un dissesto classificato come <<frana attiva>>, in conseguenza del
quale derivano forti limitazini all'attività edilizia".
Studio
di fattibilità, pag. 6, Toroc, Luglio 2001.
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