IL RISCHIO  IDROGEOLOGICO



     Dal Dossier Ufficiale di Torino 2006 leggiamo:
"The area of Turin and its province have no history of risk of hydro-geological catastrophe."
Cioè:
        "L'area di Torino e la sua provincia non hanno precedenti di rischio di  catastrofi idrogeologiche."
 
 
 
 

AH SI' ?

                                         Ecco cosa abbiamo trovato noi:

Nel territorio piemontese la catena alpina è costituita da diverse unità strutturali […] che si contraddistinguono per una particolare predisposizione al dissesto.
[…] In particolare evidenza alcune aree ad elevata concentrazione di grandi fenomeni franosicoinvolgenti il substrato roccioso; situazioni di questo tipo sono riscontrabili nell’alta Valle di Susa, nella parte medio alta della Val Chisone ed in Val Germanasca.”
                                  (Banca Dati Geologica. CNR)
 
 

In un quadro di pericolosità potenziale piuttosto elevatasi collocano […] la maggior parte delle conoidi edificate dai torrenti sui fondovalle […] lungo quasi tutta la Valle di Susa e la Valle del Torrente Pellice.
                                 (Banca Dati Geologica. CNR)
 
 

Il fenomeno alluvionale del 12-15 giugno 1957 fu, per estensione dei territori interessati e per entità dei danni prodotti, uno dei più gravi verificatisi nel Piemonte e Valle d’Aosta dal secolo scorso fino a oggi.”
      (Estratto dagli Atti del XXI Congresso Geografico Italiano. Verbania 1971).
 
 
 

"[…] E' confermato dai fatti che la conoscenza approfondita degli eventi passati è base indispensabile sia in sede previsionale, per la scelta di un certo tipo di difesa, sia in sede studio dei fenomeni attuali, per una più valida interpretazione delle cause cui sono legati.[…]
“Il disastroso evento fu in stretta relazione con l’insieme dei fenomeni metereologici che caratterizzarono quel periodo, ma tra le cause dei danni, come traspare da quanto detto in precedenza, ebbero un ruolo importante alcuni fattori legati all’intervento antropico."
      (Estratto dagli Atti del XXI Congresso Geografico Italiano. Verbania 1971).
 
 
 
 

Sulla base dei dati storici disponibili nonché sulla base di uno studio commissionato dall’Autorità di Bacino del Fiume Po (1995) relativo alla redazione di un atlante dei rischi idrogeologici interessanti il bacino idrografico del Po, emergono per la frequenza sia di eventi idrologici critici sia di eventi locali, i bacini della Dora Baltea e dell’Orco, in associazioni più o meno combinate tre essi e con bacini limitrofi. Gli eventi più gravosi si sono verificati nel 1886, 1920 e 1948 nel bacino della Dora Baltea Piemontese e nel 1938 e 1947 nel bacino dell’Orco. In anni più recenti i due bacini sono stati interessati dagli eventi del 1968 e del 1977, più intensi nei limitrofi bacini nord-occidentali. […] In molti casi le situazioni di dissestolegate alle dinamiche fluviali e torrentiziesi sono manifestate con intensità analoghe a quelle passate nonostante la presenza o meno di interventi sistematori. Tale constatazione dovrebbe indurre a considerare con maggior attenzione interventi non strutturali, finalizzati ad una migliore gestione del territorio
Per quanto riguarda gli eventi locali, sulla base delle segnalazioni contenute negli archivi della Banca Dati Geologica, processi di instabilità dei versanti ed episodi di attività fluviale e torrentizia si sono susseguiti nell’ultimo secolo, con ricorrenze medie di tre anni.[…]
                    (“Gli eventi alluvionali in Piemonte”, Regione Piemonte)
 
 



    E poi, quest'estate,

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Affidabilità e fiducia, gente...


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