Le prime
voci ufficiose su Torino olimpica, città per ospitare i "Giochi
Invernali" del 2006, iniziano a circolare durante i Campionati Mondiali
di Sci Alpino del febbraio 1997. Nasce in quel momento l'idea di Nolimpiadi!,
sulla preoccupazione che si ripeta proprio una nuova, più grande
Sestriere: altrove potrete conoscere alcuni pessimi precedenti in Valle
di Susa e a Torino.
La
propaganda giornalistica e politica - compatta - parla di occasione per
svincolare Torino dall'auto e dalla Fiat ma, al contrario, viene creata
un'Associazione pubblico privata "Torino 2006" il cui Comitato Promotore
presenta al vertice personaggi legati
o direttamente dipendenti dalla
galassia del Gruppo torinese e, come se non bastasse, Fiat
(e sue società) saranno il maggior sponsor.
Nel
tentativo di dare una spruzzata di verde vengono aggiunti alcuni rinnegati
dell'ambientalismo, ma la pubblicazione del primo dossier lascia intravedere
valli deturpate con mostri di cemento.
Piemonte-Fiat
2006 (così definita da Galan, presidente della Regione Veneto -
vedi "la Repubblica" 28 gennaio 1998 -) passa la selezione nazionale del
CONI a spese di Venezia, e si prepara a questa assurda gara mondiale tra
aspiranti città olimpioniche senza che mai (mai significa mai) venga
interpellata la popolazione.
Le
Associazioni Ambientaliste? Fiutano il pericolo.
Decisamente
contro Torino 2006 è Mountain Wilderness, mentre le regionali Pro
Natura, Italia Nostra, WWF e Legambiente iniziano con molta prudenza a
manifestare perplessità
che divengono col tempo giudizio negativo. Il regime
di oscuramento però è già
all'opera e delle loro critiche non filtra quasi nulla sui giornali ed
in televisione.
Poco
alla volta lobbies potenti mettono in moto le istituzioni: prima di tutte
il Governo italiano (che senza batter ciglio si impegna a pagare 1100 miliardi
se Torino dovesse "vincere"). Poi in Città, Provincia e Regione
sarà un susseguirsi di approvazioni di ordini del giorno, votazioni,
delibere consiliari e di giunte - senza distinzione di colore politico
- nella scandalosa, piena e diffusa ignoranza
di documenti, elementi relativi a precedenti edizioni, analisi di fattibilità
economiche ma anche, molto più semplicemente, di che cosa si celi
dietro le parole curling, biathlon, short track.
Comune
di Torino e gli altri enti territoriali versano nelle casse di Torino 2006
palate di miliardi (alla fine saranno più di 12): finiscono, tra
le altre cose, in viaggi intercontinentali dei promotori, ospitalità
miliardarie per membri del CIO e accompagnatori,
cena al "Cambio", cerimonie da favola superblindate alla Palazzina di Stupinigi.
E' tutto documentato.
Il
secondo dossier (1998) è quello della "coda di paglia", quello in
cui Torino 2006 presenta un'appendice c.d. ambientale, la famosa Carta
Verde - non richiesta dal CIO - e piena di ripetizioni, errori,
ovvietà, falsi fotografici.
Chi
come noi alza pacificamente voce contraria?
Subisce vari tipi di torti:
in
ordine sparso vi parliamo di striscioni
strappati di mano, limitazione e compressione delle libertà
di manifestazione, di movimento da parte delle forze dell'ordine, diniego
di accesso ad atti finanziari, contabili e amministrativi pubblici,
diniego d'ingresso a riunioni in luoghi pubblici.
A novembre
1998 scoppia il disastro planetario della corruzione CIO: più di
1000 gli articoli online e cartacei che abbiamo letto sulle malefatte dei
membri del Comitato Olimpico Internazionale, titoli del genere "Olimpiadi
vendute, olimpiadi comprate" si sprecano. Anche qui, è tutto documentato.
Indagini FBI negli Stati Uniti e fuori (addirittura qualcuno chiede l'abolizione
delle olimpiadi punto e basta). A denunciar lo scandalo e a cacciare
tutti nei guai è il membro anziano svizzero del CIO Marc Hodler.
In
un mondo di onesti sarebbe visto come un ottimo gesto, si potrebbe dire:
"un plauso a chi dall'interno scoperchia la pentola dei misfatti": il CIO
vive però in un altro pianeta, e questo andrà a danno della
superfavorita per il 2006: Sion, svizzera come chi ha cantato;
Il
vento gira dall'altra parte per la candidata elvetica: addirittura, per
le "necessarie riforme" dopo lo scandalo, nasce "CIO 2000" e vengono reclutati
personaggi famosi ma forse non molto neutrali come i due amici Henry
Kissinger e Giovanni Agnelli (Fiat).
A febbraio
del 1999, su spinta locale in parte nostra, nasce il "Coordinamento
Controlimpiadi Torino 2006", maggior network
nazionale mai esistito contro un'ipotesi di giochi olimpici: riunisce le
associazioni ambientaliste d'Italia - ad eccezione del CAI - personalità
del mondo culturale, universitario, politico, europarlamentari, deputati,
sindaci, centri di studi, gruppi spontanei e tanta gente comune; poco dopo
il Ministro dell'Ambiente Edo Ronchi abbandona
il Comitato d'Onore di Torino 2006 rendendo chiaro come la comunità
ambientalista nazionale abbia bocciato i progetti: sotto questo profilo,
per i promotori si tratta di una sconfitta senza appello.
A maggio,
in Via Roma a Torino spettacolare manifestazione
di Greenpeace che stende un lungo striscione
"Torino 2006 olimpiadi infernali".
Peccato
che l'ambiente conti zero per i business olimpici e che il famoso Avvocato
torinese si impegni sempre di più in publiche relazioni e finanziamenti...infatti
passano i mesi e, quando arriva il 19 giugno del 1999 a Seoul in Corea,
lontani da occhi indiscreti -un pò per vendetta verso lo svizzero
che cantò e un pò per chissà cos'altro- i soliti membri
del solito vecchio CIO assegnano contro ogni
pronostico le olimpiadi invernali del 2006
a Torino.
Quindi
53 stranieri fanno "vincere le olimpiadi". Ma fateci riflettere un attimo...
...53
voti
di
membri
di
una associazione
privata
straniera
senza
fini di lucro...
...impegnano
lo Stato italiano, la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, decine
di Comuni, per un evento sul quale milioni di cittadini non sono mai
stati consultati, un evento del quale non
esiste alcun documento o piano finanziario
che garantisca economicità e convenienza, un evento che cambierà
definitivamente ed in peggio l'aspetto delle montagne piemontesi, un evento
che aiuterà a portare nel mondo nefasti esempi di "sviluppo". Sembra
una brutta favola ma non lo è.
DAL
19 GIUGNO 1999 STIAMO URLANDO UN AVVERTIMENTO FONDAMENTALE: SE, IN QUALUNQUE
MOMENTO, QUALCOSA NELLE PROCEDURE DI CANDIDATURA (1997-1999) O NELLA VOTAZIONE
CIO DI SEOUL DEL 19 GIUGNO 1999 NON DOVESSE RISULTARE CORRETTO, IL CONTRATTO
TORINO - CIO DOVRA' ESSERE IMMEDIATAMENTE REVOCATO
/ ANNULLATO DAL GOVERNO ITALIANO.
Sperando
di avervi sollecitati su alcune delle tematiche più spinose, vi
invitiamo a sceglier da soli, dalla pagina principale, il percorso da seguire;
divertitevi
a scoprire... e se volete rivolgerci qualche domanda il recapito è
qui sotto.