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6 agosto
1999/6 agosto 2007: più di 2900 giorni
senza verità su Pasquale Cavaliere,
consigliere dei Verdi morto impiccato in Argentina: la nostra pagina.
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20 luglio
2006 5 anni fa a Genova veniva assassinato
Carlo Giuliani. Nolimpiadi! non dimentica.
Carlo vive.
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18 luglio
2006 Bugiardi, bugiardi e ancora bugiardi.
I
promotori, gli organizzatori, i loro lacchè. Per 9 anni a ripetere
che le olimpiadi portano notorietà, immagine e quindi turismo.
Ma adesso addirittura il TG3 Regionale (scandaloso regno dei pro-Torino
2006) di fronte ad una debacle che peggio di così non poteva essere,
cala le braghe e con un servizio dalla sede di gare Bardonecchia
(18 luglio 2006,edizione delle ore 14) dichiara e fa dichiarare agli intervistati:
"il boom dei turisti non c'è...prima
estate deludente...crisi generale...il tutto esaurito non c'è".
Noi lo dicevamo già nel 1999 che quella del turismo era una balla
preconfezionata per i torinesi creduloni. Ci basavamo sulle esperienze
di Sestriere 1997, Mondiali di Sci che avevano portato 0
turisti in più in valle. Lo avevamo poi ripetuto dopo l'esperienza
negativa di Sydney
2000 e qualche anno dopo alla fine di Atene 2004 (fai "cerca" Atene
qui sotto). Chi aveva ragione, allora? Bugiardi, bugiardi e ancora bugiardi.
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14 luglio
2006 Non ce ne vogliano gli antiolimpici
"cugini", ma la soddisfazione è troppa,
ed è dedicata Evelina 2006: B-30.
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6 Luglio
2006 I media olimpici--
seconda puntata. Il settimanale Diario, interessato
a intervistarci sul dopo olimpiadi, si rifiuta
di accettare una semplice condizione, e cioè
che appaia nell'articolo il nostro disappunto per il loro tardivo interesse.
Ecco come è andata. A maggio 2006 veniamo contattati da un loro
giornalista che si dice interessato ad avere il nostro parere sul "post-olimpiadi"
per un articolo in preparazione. Ci viene subito in mente che per 9 anni
(Nolimpiadi! nasce nel 1997) Diario ci ha ignorati e non ha neppure risposto
alle email con cui chiedevamo un loro intervento sugli scandali di Torino
2006. Così, dopo una breve consultazione, decidiamo che siamo disposti
a farci intervistare purchè dall'articolo appaia il nostro disappunto
per il disinteresse dei media agli aspetti critici delle "olimpiadi", e
che tra i media superficiali ci inseriamo pure Diario. Per darvi un'idea,
chiediamo al giornalista che Diario scriva - o ci faccia dire in virgolettato
se è meglio - qualcosa del genere "questo
interesse sulle olimpiadi e su nolimpiadi della stampa, Diario compreso,
arriva a cose fatte, eppure noi esistevamo già nel 1997....".
Nulla di trascendentale quindi, ma se non sono disposti, rinunciamo volentieri
all'intervista. E aggiungiamo, per far capire che non siamo degli inutili
capricciosi: "a noi interessa evitare le cose
dannose, non divertirci a sparare critiche dopo...e cioè cerchi
di evitare il danno...siccome i danni olimpici erano evitabili (del tutto
o in parte) se ci fosse stata una campagna di stampa di allerta, non sono
disposto a "concedermi" ai media che potendo fare quella campagna, hanno
taciuto. E la mia indisponibilità cresce proporzionalmente alla
stima e all'ammirazione che nutro nei cfr. di alcune testate, Diario in
primis. Vorrei che i lettori sapessero queste cose e conoscessero il ns.
punto di vista. Se non si può fare (per comprensibili ragioni editoriali),
pace...".
Alla
fine il giornalista, comunque cortese a risponderci, ci fa sapere che la
redazione non accetta le nostre condizioni. Dunque non veniamo intervistati.
Per noi, nessun problema: siamo stati trascurati dalla stampa italiana
(con le eccezioni di Liberazione e Famiglia Cristiana) per 8 anni prima
del 2006, poi ricercati (al punto da non poterne più) da quella
straniera e da quella italiana per i mesi "olimpici". Non facciamo Nolimpiadi!
per lucro, e quindi non comparire su Diario non sposta una virgola del
nostro esistere. Inoltre comprendiamo le ragioni editoriali. Tuttavia ci
colpisce la mancanza di trasparenza: magari i redattori di Diario hanno
sentito il loro orgoglio ferito dalla nostra richiesta. Come osano questi
imporci delle condizioni? Eppure ci chiediamo: sarebbe stato così
sbagliato fare autocritica? Addirittura Repubblica - che a Torino per anni
ha rappresentato un baluardo formidabile per Christillin & Co. - ha
accettato questa nostra condizione e ha mantenuto la parola in un suo articolo
(Diego Longhin).
Dunque
qual è la morale? E' che a fare i censori o i saputelli dopo che
il reato è stato compiuto sono capaci tutti: con poco sforzo si
possono riscuotere grandi consensi. Il difficile
è sbattersi prima, quando il reato è ancora in preparazione,
quando alzare voce contraria è impopolare, ma magari potrebbe essere
utile alla società e all'ambiente. Diario ha preferito la popolarità
e ora assume anche il ruolo del moralizzatore: ricordando, in chiusura
di articolo, che Los Angeles 1984 è stata l'unica edizione recente
a non finire in deficit (vero): ma Diario questa notizia da chi l'avrebbe
presa?
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Luglio
2006. Franco Carraro, uno dei pilastri
di Torino 2006, e Calciopoli: "L'inibizione
per cinque anni con preclusione al diritto di ricoprire incarichi in Figc.
E' la richiesta del procuratore federale Stefano Palazzi nei confronti
dell'ex presidente della Figc Franco Carraro. Il procuratore ha chiesto
anche la condanna alla sanzione pecuniaria di 5mila euro per ogni episodio
di illecito sportivo contestato". Da calciomercato.com, 4 luglio 2006
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Giugno
2006. Magistrati torinesi e imparzialità
graniticamente "special park". Si preannuncia
un autunno di rivelazioni e scoperte storiche. Siamo tutti affacciati alla
finestra. Anime dei due suicidi comprese. Da Repubblica del 18 maggio 2006.
"Si legge nell'informativa: "Per completezza investigativa va,
altresì, evidenziato che Moggi è particolarmente attento
ai rapporti con la magistratura torinese tenuto conto anche della delicatezza
della posizione della Juventus in ambito giudiziario torinese (vedasi
ad esempio il processo doping). In particolare,
ad esempio, è stata censurata una conversazione".
È il 9 novembre 2004. La Juventus gioca la sua prossima partita
in casa e il procuratore aggiunto Maurizio Laudi contatta il club "per
chiedere in quella circostanza 4 biglietti e 2 special park (autorizzazioni
per parcheggi riservati e custoditi all'interno dello stadio)". Moggi ne
viene informato dalla segretaria Lella. Lella: "Poi,
il dottor Laudi che chiede quattro Ovest-primo e due special. Io ho detto
che non, che non sapevo che... chiedevo a lei".
Moggi: "Quattro Ovest-primo vanno bene! Uno special va bene... due mi
sembrano troppi. Ce li abbiamo noi due special?". Lella: "Sì".
Moggi: "E diamoli ah!".
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Giugno
2006. 17 giugno 2006, Comitato
Nolimpiadi! alla mitica
Festa di Radio Sherwood, Padova. Presentaz<ione
del nostro libro contro le olimpiadi. Grazie a Ivan e a tutta la radio!
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Maggio
2006. Dedicato a Evelina: gobbi ladri, la
definitiva conferma. E sopratutto: perchè, con una rete così
di magistrati amici del potere, continuiamo a stupirci se a Torino non
si fanno inchieste dirompenti sui deficit e sui lucri del mondo Torino
2006? O, qualora esistessero, del perchè nessuno ne parla?
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Aprile
2006. Nolimpiadi! non ha smesso.
Lasciateci riposare mentalmente dopo 9 anni di contrapposizioni e denunce.
Ancora qualche mese di pausa, il tempo di far decantare risultati di lunghe
riflessioni sul senso di quel che abbiamo fatto. Poi torneremo, perchè
siamo sempre qui, e a meno che distruggano le carte (possono farlo, ma
non possono distruggere tutto)anche loro sono sempre lì. I loro
scandali, le loro spese, le loro corruttele, sono lì. Basta andarle
a studiare. I loro meravigliosi manufatti sono intorno a noi, così
come i milioni di turisti che dopo febbraio hanno invaso Torino e la montagna,
la campagna, i laghi. Talmente tanti che Chiamparino ha istituito una nuova
divisione dei civich, la polizia municipale turistica, per smistare le
orde di australiani, argentini, scozzesi, messicani, statunitensi che assalgono
i nostri dehor, le vie, tutto. Scherziamo, naturalmente. Nel frattempo
l'Espresso
il 10 marzo 2006 pubblica un servizio su Torino
2006: e si scopre che oltre
a Pescante, del quale avevano già parlato
diversi giornali (circostanza non smentita da Pescante stesso) anche
la forzitaliota Manuela Di Centa ha avuto consulenze retribuite da Torino
2006. Se non vi ricordate le compromissioni,
vi diamo una mano: Manu di Centa, membro CIO, membro del CdA di Torino
2006, membro della Giunta del CONI. Perchè anche consulente? Perchè?
E chi altri? Lo scopriremo nei prossimi mesi. Per ora basta così
sulle olimpiadi, ma state sintonizzati.... Nel frattempo, siate uomini
e donne, ragionate con la vostra testa e fate di tutto (coinvolgendo amici,
giornalisti, conoscenti politici, la vicina di casa) per dire NO ALL'INVASIONE
DELL'IRAN.
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Marzo
2006. Hanno già costituito l'occasione
per guadagni vertiginosi nella fase di edificazione, ma ora si profila
una loro ulteriore redditività: stiamo parlando degli impianti
costruiti per le olimpiadi, che verranno affidati
ad una pubblica "Fondazione 20 marzo 2006" la quale li amministrerà/girerà
ad altre società per farli "rendere". C'è
un "ma" pesantissimo e che era prevedibile
ben prima che venissero costruiti: questi impianti, per l'enormità
delle dimensioni e l'impossibilità di attrarre interessi (perchè
la nostra città è è piccola e dispone già di
strutture sufficienti) hanno un deficit annuo
altissimo. Questi dati erano ben conosciuti
dagli organizzatori di Torino 2006, dall'Agenzia Torino 2006, dal Comune,
dalla Provincia e dalla Regione Piemonte sin dal 1997. Eppure li hanno
costruiti loro, lo stesso, senza mai dichiarare la loro intrinseca insostenibilità,
anzi: nel dossier di candidatura che portò alla scelta del CIO a
favore di Torino, una delle dichiarazioni ricorrenti era "l'unicità
dell’impianto ne garantisce l’utilizzo post-olimpico". Ora che il danno
è fatto, che i costruttori ci hanno lucrato, per la Regione è
di colpo naturale ammettere
che "è ovvio che per i primi anni
i bilanci saranno in deficit come è capitato a tutte le Fondazioni
analoghe nate negli altri paesi dove si sono svolti i Giochi ".
Capito? Batta un colpo chi si ricorda di averli sentiti dire cose del genere
nel 1999, nel 2000, nel 2003...Secondo Repubblica (21.02.2006) e La Stampa
i dati forniti dagli enti pubblici parlebbero di un deficit:
tra i 5 e i 7 milioni e mezzo l´anno per 5-6 anni. Al
punto che (Repubblica) "anche se non funzionanti il mantenimento delle
strutture ha un costo annuo di 6 milioni e 700 mila. Se invece gli impianti
ospitano attività sportive di base il costo sale a 16 milioni e
22 milioni se vengono organizzati grandi eventi. Per l´avvio della
Fondazione serve un capitale iniziale di 61 milioni". Avete capito?
la gestione non può che essere in deficit. Ci vogliono circa 13
miliardi l'anno per 7 anni, magari qualcosa in più. Soldi da buttare,
perchè gli impianti non hanno un futuro, sono stati progettati male.
A noi sembra chiaro che si tratti di una responsabilità
amministrativa e giuridica gravissima e incredibile,
che merita l'intervento della Procura della Corte dei Conti. Siamo inoltre
curiosi di capire perchè mai dovrebbero
essere delle società private (vogliamo vedere quali saranno...)
a prendere in gestione questi impianti. Perchè
se il costo di gestione (pulizia, riscaldamento, illuminazione condizionamento,
custodia...) lo paga il pubblico, è chiaro che debba essere solo
il pubblico a gestirlo. Altrimenti è troppo facile: basta avere
gli amici giusti in qualche giunta, farsi costruire uno stadio (ma potrebbe
essere un ristorante, un bar) con i soldi del contribuente, assicurarsi
che anche le bollette le paghi lo Stato e poi gestirlo privatamente. Questa
cosa, cari lettori, non è "un tassello che si va a inserire in
un grande disegno strutturale di promozione internazionale del Piemonte
e della citta' di Torino" ma ha secondo noi una collocazione ben precisa
nel codice penale: 323, Abuso d’ufficio.
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27 febbraio
2006: olimpiadi finite. I media del regime
olimpico (ovviamente) sostengono che è stato un successo straordinario.
Ha vinto la città. Il sogno è diventato realtà. Bla
bla bla. Lo stesso dicono i vertici dei partiti politici. D'altronde nel
2004 dopo il flop di Atene, Torino 2006 aveva avuto il coraggio di parlare
di un "clamoroso successo". Punti di vista, certo: se sei pagato
per dire che è andata bene, che altro puoi fare? A chi si affacciasse
fuori da Torino, a chi leggesse giornali diversi, apparirebbe però
una realtà diversa. Innanzitutto, che siano rimaste olimpiadi al
palo rispetto alle previsioni se ne è accorto anche il presidente
del CIO (proprietario dei giochi!), che si è limitato a chiamarli
"veramente magnifici " e non - come avrebbero voluto Castellani
e co. - "i migliori di sempre". Vediamo uno dei tanti perchè
il successone è una bufala. I "giochi"
di Torino (catapultati senza consultare la
popolazione italiana, costati 6 volte più del previsto, ambientalmente
devastanti nel nome di una manifestazione privata difesa da migliaia di
uomini armati) hanno venduto meno biglietti
di ciascuna delle ultime 5 edizioni tenutesi a partire dal 1998.
A tre giorni dalla conclusione infatti ne erano stati venduti 880.000 (Repubblica
23.2.2006) mentre questi erano i dati delle altre: 1988
Calgary: 1.6
milioni; 1992
Albertville: 0.9
milioni; 1994
Lillehammer: 1.2
milioni; 1998
Nagano: 1.275
milioni; 2002
Salt Lake City: 1.525
milioni, fonti C.I.O. alla pagina http://www.olympic.org/uk/organisation/facts/programme/ticketing_uk.asp).
Da
18
anni non si vedeva un risultato così
magro, e tra l'altro Torino 2006 è
anche la macchina organizzativa che ha sballato
maggiormente i conti: ha venduto
solo il 60% dei biglietti previsti (880.000
su 1,5 milioni) rispetto al 78% di Calgary, 75% di Albertville, 87,2% di
Lillehammer, 89,4% di Nagano e 95% di Salt Lake City, fonti C.I.O. stessa
pagina. Se vogliamo infierire ancora un poco, Innsbruck
’76 vendette 730.000 biglietti, ma 30 anni
fa, con costi organizzativi inferiori di 50 volte, il 30% di discipline
sportive e il 50% di atleti in meno da vedere (Cfr. J.L. Chappelet, A
tale of 2 olympic cities, What Torino can learn from previous Games in
the Alps? Atti del convegno all'Università di Torino, 24 febbraio
2005). Quanto poi al fatto che
- come hanno ripetuto incessantemente ieri sera i cronisti RAI - la
cerimonia di chiusura sia stata vista da 2 miliardi di telespettatori
nel
mondo (come suggeriva Torino 2006 su http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/news/news_ita150562.html)
abbiamo
i nostri franchi dubbi: come mai allora da
noi, in Italia paese ospite, lo share (dati www.auditel.it) è stato
solo del 29%? E cioè solo 2,5 punti in più di Amici della
De Filippi? Se le olimpiadi erano una cosa così travolgente,
perchè
nella vicina Francia la cerimonia d'inaugurazione
di Torino 2006 è stato solo il 5° evento della settimana dal
6 al 12 febbraio, sorpassata da due serie televisive, un film e persino
da un programma sui cabaret e i clown? (cfr. http://www.mediametrie.fr/resultats.php?rubrique=tv&resultat_id=237).
E
sopratutto come mai secondo
la Radio Televisione Canadese CBC gli
spettatori della cerimonia di chiusura sarebbero stati 500 milioni,
cioè un quarto di quanto dichiarato dalla RAI e previsto dal Toroc?
Come si può davvero credere che un abitante su tre della Terra l'altra
sera abbia visto questa cerimonia, quando negli U.S.A., la nazione più
interessata alle olimpiadi, le serate olimpiche sono state seguite in media
da 21 milioni di persone, e cioè meno del 10% degli abitanti totali?
Come si fa a credere che sia stato un successo quando proprio le riviste
di media statunitensi dicono
"Fact: This Olympics is the worst ever " ovverosia "fatto: queste
sono le peggiori olimpiadi di sempre "? Oppure quando le agenzia di
stampa come la Reuters
ricordano che la penetrazione nelle case U.S.A. di Torino 2006 nei primi
tre giorni è stata inferiore del 35% a quella di SLC 2002 e del
20% a quella di Nagano 1998, per non parlare di Lillehammer, e che "Desperate
Housewives" and "Grey's Anatomy" l'hanno bellamente sorpassata? E che dire
della NBC, proprietaria dei diritti, che a causa della minore appetibilità
di Torino 2006, rischia
di non ripagarsi con la pubblicità i costi pagati al CIO e potrebbe
trovarsi a offrire
spazi scontati ai suoi clienti per compensarli dei bassi indici di
ascolto dei nostri "giochi"?
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27 febbraio
2006: a sole 12 ore dalla chiusura, a dimostrazione
di quanto le Paralimpiadi siano disciplina trascurata, la NBC sbaracca
tutto il suo armamentario in Piazza San Carlo. Gru in azione anche in Medal's
Plaza, e cioè Piazza Castello.
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25 febbraio
2006: televisione pubblica e informazione
privata. Non lo diciamo per darci delle arie, ma per spiegare
quanto sia grave la situazione della televisione pubblica italiana e regionale.
Negli ultimi 30 giorni abbiamo avuto decine di interviste da media italiani
e stranieri. La Radio Svizzera di lingua italiana, la televisione e la
radio nazionale olandesi, il Tokio Shimbun, ma anche Radio Sherwood, Radio
Onda d'Urto, il Corriere della Sera, Liberazione, la radio e la televisione
nazionali canadesi CBC. In particolare CBC Canada trasmetterà lunedì
prossimo un'intervista nella quale il Comitato Nolimpiadi! spiega ai cittadini
di Vancouver (prossima sede dei "giochi" invernali) perchè le olimpiadi
sono negative. Insomma, è un pò come se la RAI avesse intervistato
nel 2002 i comitati che si opponevano a Salt Lake City, e se noi italiani
e torinesi avessimo potuto avere qualche informazione aggiuntiva. Così,
giusto per non credere che fosse tutto rose e fiori. Invece questi nostri
giornalisti pubblici dipingono la realtà che vogliono, e come hanno
taciuto l'esistenza dell'opposizione alle olimpiadi del 2002, altrettanto
hanno volontariamente trascurato noi per 8 anni. Volontariamente, non per
superficialità: su questo sito arrivano i contatti di gente da ogni
parte del mondo. Chi ci cerca sa perfettamente come trovarci.
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15 febbraio
2006: mancano 5 giorni alla scadenza del termine
(30 gg.) perchè Toroc
risponda alla nostra richiesta
di accesso agli atti. Abbiamo chiesto loro, oramai a tutti gli effetti
un ente pubblico, di comunicarci l'elenco di società e persone cui
hanno affidato incarichi e consulenze a partire dal 2000. Abbiamo inoltre
chiesto di conoscere l'ammontare di emolumenti e gettoni di presenza dei
membri del C.d.A. e dell'Ufficio di Presidenza, nonchè un elenco
completo dei loro dipendenti. Analoga
richiesta abbiamo rivolto il 21 gennaio 2006 (dunque il loro termine
per rispondere scade il 21 febbraio 2006) a Italiaevolution,
la società a capitale 100% pubblico intervenuta a coprire parte
del deficit di Toroc in diverse forme. Risponderanno? E se si, sarà
un libro dei miracoli? Vi teniamo aggiornati.
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10 febbraio
2006: Alla cerimonia di apertura delle olimpiadi
cosa appare sul palco? Una Ferrari che sgommando alza nuvole di fumo. Poco
invernale, senz'altro. E poi, un pò di pubblicità per la
casa del Cavallino Rampante, della quale è presidente Luca di Montezemolo,
incidentalmente anche Presidente d'Onore di Toroc.
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10 febbraio
2006: "dichiaro solennemente aperte le
XX olimpiadi invernali di Torino 2006 ". Sarà così che
il presidente Ciampi questa sera inaugurerà Torino 2006, fiera del
consumismo, dell'immagine, delle armi dei grandi sponsor. Iniziano le olimpiadi
con 15.000 agenti armati e missili terra aria in più...e 800.000
biglietti venduti in meno del previsto. E con loro, inizia anche la parabola
discendente di Toroc,
che tra pochi mesi non esisterà più lasciando dietro di sè
una scia di debiti clamorosa. Per 5 anni dichiaratamente privato per potersi
muovere sul mercato a modo proprio, oggi che mancano 500 miliardi di lire...
improvvisamente pubblico. Evelina Christillin,
vicepresidente vicario, ammette stamane a Radio
Svizzera che, dopo le olimpiadi, loro saranno
lì a rispondere personalmente di ciò
che è avvenuto. Garantiamo alla simpatica Elverina che ci saremo
anche noi, a ricordare come è nata questa storia e chi sono stati
i suoi condottieri. La gente vuole sapere...vuole sapere tutto.
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9 febbraio
2006: il presidente del Consiglio interviene
su Torino 2006: chi manifesta contro la staffetta olimpica è un
eversivo.
Probabilmente il capo del Governo non conosce il Codice Penale che invece,
come rappresentante delle Istituzioni, dovrebbe maneggiare con estrema
facilità (tra l'altro ci risulta che sia laureato in giurisprudenza).
Eversione? Art. 280 "Attentato per finalita' terroristiche o di
eversione .Chiunque, per finalita' di terrorismo o di eversione dell'ordine
democratico attenta alla vita od alla incolumita' di una persona".
Oggi ci sono centinaia di persone che manifestano pacificamente
per strada a mani nude, o con bandiere,contro un simbolo, la torcia olimpica,
che se mai ha avuto un significato positivo reale (e cioè oltre
la retorica, oltre lo slogan) lo ha comunque perso da tempo. Lo ha perso
perchè a) è parte di un evento mediatico finanziato da produttori
di armamenti b) perchè è sponsorizzato da un'industria
accusata di violazione
dei diritti umani e sindacali in Colombia. Inoltre Berlusconi ha scelto
la città peggiore per parlare di questo reato: già nel 1998
ci provarono un paio di P.M. della procura di Torino a carico dei c.d.
"Lupi Grigi", un gruppo che si voleva essere autore di una serie di attentati
in Valle di Susa in opposizione alla TAV.
Le accuse inziali (eversione) basate su prove "granitiche" caddero davanti
all'autorevole e non modificabile parere della Corte di Cassazione. Non
fatevi dunque trarre in inganno: qui non c'è nessuno che abbia intenzioni
eversive o sovversive.
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7 febbraio
2006: Castellani presidente Toroc su Repubblica
dice una delle cose più ridicole sentite in questi 8 anni: "Il
nostro obiettivo è di avere per ogni gara il 50% degli spalti occupati".
Domanda: ma allora perchè gli stadi sono stati costruiti così
grandi? Non avrebbe dovuto esserci una proporzione con gli spettatori?
E' come fare un'autostrada per servire due paesini, 1 chilo di pasta per
una sola persona, uno stadio da 160.000 persone per il Milan. Così,
senza criterio, ma guarda caso in eccesso. D'altronde, non
avendo loro mai fatto un'analisi ex-ante...
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6 febbraio
2006: Newsweek: "Torino's
2006 Winter Olympics could truly be remembered as the Forgotten Games".
Le
olimpiadi di Torino potrebbero davvero essere ricordate come le "Olimpiadi
Dimenticate".Brava Evelina, bravo Giuseppe Gattino, bravi Castellani, Bresso,
Saitta e Ghigo: per i giochi di Torino 2006, da voi amministrata, sono
stati spesi 3 miliardi di Euro di tutti gli italiani
e
questi sono i commenti dei famosi media internazionali che
dovevano dare lustro alla nostra città. Le vostre alchimie sono
fantastiche. Vi amiamo. (P.S. Newsweek fa parte del gruppo NBC che ha i
diritti TV su Torino 2006 ed è di proprietà di GE, mega sponsor
del CIO e del Toroc. Se lo dicono loro sarà vero, no?).
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5 febbraio
2006: con la fiaccola
tra le gambe le olimpiadi scappano dal confronto
con la gente. D'altronde rifuggire il confronto con la realtà e
con le opinioni della popolazione è una loro vecchia abitudine:
come nel 1998 ci hanno privati della libertà
di esprimerci su olimpiadi sì, olimpiadi
no, ora difronte
alle critiche sulla torcia, annullanno la
tappa in bassa Val di Susa. Grazie a tutti
coloro che ieri erano presenti e che hanno manifestato, si è evitato
che i territori storicamente antifascisti della Valsusa venissero attraversati
da un evento commerciale basato su una simbologia
di ispirazione nazista: la staffetta olimpica.
Intervistata da Repubblica, la signorina Giselle Davies, responsabile comunicazione
del CIO sminuisce l'episodio
e, per tranquillizzare i suoi sponsors dichiara: "I blitz dei contestatori
sono cose del tutto marginali. Ricordiamo invece che la fiaccola è
stata accolta da sette milioni di italiani: questa è la cosa più
importante". Una fantasia smisurata. Chissà come li ha calcolati
'sti sette milioni...forse come i 57.000 posti di lavoro a tempo indeterminato
che le olimpiadi avrebbero garantito? O come il milione di posti di lavoro
promessi dal Nano del Consiglio? Ci fanno un pò pena ...non hanno
capito che a questi numeri senza fondamento non crede più nessuno...
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3 febbraio
2006: è arrivato in libreria da qualche
giorno "Il libro nero delle olimpiadi di Torino
2006" scritto da due dei fondatori di Nolimpiadi!
e pubblicato da Fratelli Frilli
Editori. Se vuoi comprare il libro online vai su http://www.365bookmark.it
alla pagina
dedicata.
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1 febbraio
2006. Svelato un altro trucco del Comitato
Organizzatore. Vi dimostriamo come quatti quatti abbiano ridotto
in pochi mesi di almeno 500.000 persone la previsione di spettatori
che saranno presenti alle gare olimpiche. A febbraio 2005 gli spettatori
previsti dichiarati da Toroc sono un milione
e mezzo (vedi brochure) e tali rimangono nel settembre del 2005 (vedi
http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/news/news_ita144220.html). Poi
la modifica: negli ultimi mesi del 2005 e nelle prime settimane del 2006
sono solo più un
milione (vedi brochure e vedi loro sito internet, http://www.torino2006.org/ITA/OlympicGames/news/news_ita150070.html).
Sarà colpa dell'11 settembre? O della "stagnazione economica"? Si
tratta di 500.000 persone in meno! Così se alla fine ne verranno
700.000, di spettatori, i grandi strateghi del Toroc avranno sbagliato
di soli 300.000 e non del 50% e oltre. Ma non basta: ad ottobre del 2005
il loro mensiletto "Monitor" prevede 850.000
biglietti. I media sono pronti a fare da spalla e il 5 gennaio 2006
la Stampa "risponde" al Wall Street Journal (che aveva criticato lo scarsissimo
seguito su Torino 2006) dicendo che siccome i biglietti venduti sono circa
580.000 questo significa che manca al conto solo un 40% su un totale di
1.000.000, anzi meno perchè loro si accontentano dell'80% di 1.000.000.
Come abbiamo visto, questo non è assolutamente vero. Alla fine che
riflessione possiamo fare? Che le bugie hanno le gambe corte. Che
a questi personaggi basta stare dietro, leggerne
con attenzione i documenti, archiviare informazioni e poi ad un certo punto
i nodi vengono al pettine. Sono molto più deboli di quanto sembri.
Fuori le olimpiadi e fuori tutti i loro burattinai!
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1
febbraio 2006: chi
suona musica a favore di Torino 2006? Incredulità
a fiumi per la scelta di un nutrito numero di gruppi torinesi di associare
il loro nome a quello delle olimpiadi che
distruggono l'ambiente, ricevono soldi da produttori di armi, tolgono soldi
alle casse dello stato... per un business molto elitario. Prendiamo ad
esempio i Persiana Jones:
sono rimasti nella nostra pagina ringraziamenti ininterrottamente per 6
anni perchè nel 1999 ci avevano supportato moralmente dicendoci
che avrebbero suonato volentieri contro le olimpiadi a giugno di quell'anno,
non fosse stato per problemi di tournee. Ma pochi giorni fa abbiamo scoperto
con grande s-concerto (bel gioco di parole!) che i Persiana suoneranno
invece per le olimpiadi, in piazza Castello. Un
bel concertino che aiuterà i piccoli marchi equo e solidaliMc
Donalds, General Electric, Coca Cola, Finmeccanica,
Kodak...Bella musica per la vicepresidenza Christillin, sotto la presidenza
onoraria di Luca Cordero di Montezemolo. Ecco l'elenco ufficiale del Comune
di Torino dei gruppi
musicali che suoneranno per le olimpiadi.
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29 gennaio
2006. Minacce di morte al segretario
di Amici della Terra Friuli Venezia Giulia. Scritte che minacciano la morte
di Roberto Giurastante sono apparse oggi a Trieste. Leggi
la pagina dedicata e fai in modo, parlandone, che il fatto sia ben
noto alle "istituzioni" locali che lo devono proteggere.
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25 gennaio
2006. Flop dopo flop, anche l'Unità recepisce l'imperante disinteresse
nazionale e internazionale che colpisce Torino 2006. Un interessante
articolo di Oliviero Beha.
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25-18
gennaio 2006. Olimpiadi=valori
di pace? Ma per favore. Chiamparino ritiene
"imbecille" chi
boicotta la torcia olimpica sponsorizzata Coca Cola (clicca
qui per leggere come il 15.1.06 a Cremona il potere olimpico ha trattato
i contestatori). Per il sindaco di Torino se proprio una vuole contestare
la Coca Cola, faccia pure ma senza coinvolgere la fiamma di olimpia, che
secondo lui "è da sempre un segno di pace". Con il boicottaggio
"l'immagine che stiamo dando dell'Italia interrompendone il cammino
non è bella". Sapete perchè è tanto preoccupato
il buon Chiamparino? E come lui Pescante e l'entourage olimpico? Perchè
lui è uno del CdA di Torino 2006, cioè
l'ente che ha un accordo specifico
con Coca Cola e Samsung per fare
proprio
la manifestazione della fiaccola itinerante. Perchè le olimpiadi
si reggono esclusivamente sulla comunicazione, l'immagine, la manipolazione
dei valori in campo. Se crolla l'immagine crollano i giochi. E allora:
la questione della torcia come simbolo di
pace è una mistificazione storica e ci sarebbe da chiedersi chi
siano quelli che fanno brutta figura all'Italia.
Prego vedere sotto:
Questo
è il retaggio storico della manifestazione, o staffetta, della fiaccola
olimpica itinerante: un carrozzone propagandistico inventato da Carl Diem
ed entrato ex novo
nelle olimpiadi moderne con l'edizione del 1936
in Germania.
Questi due elementi vi suggeriscono qualcosa? La foto sopra ritrare l'estate
del 1936, quando a Dachau è già stato costruito il campo
di concentramento. Siamo a Berlino e sta arrivando l'ultimo tedoforo. Riconoscete
i simboli sullo sfondo? Sono svastiche.
Nello stadio è presente anche Adolf Hitler.
(Foto tratta dagli archivi dello United States Holocaust Memorial Museum
di Washington).
Quattro
anni dopo il C.I.O., priorietario
dei Giochi, è talmente amante della pace e talmente schierato per
i valori dell'umanità da assegnare nuovamente le
olimpiadi invernali del 1940 alla Germania nazista,
ci sono addirittura le loncandine pronte - vedi qui sotto (le bandiere
del CIO e quelle naziste sventolano insieme) -

Il
partito Nazionalsocialista nel settembre 1939 ha però invaso la
Polonia e dunque (esso, non il C.I.O.) ritira la sua disponibilità:
niente olimpiadi nel 1940. Negli anni successivi, finita la seconda guerra
mondiale e nonostante quella simbologia sinistra, nessuno si sogna di cancellare
la staffetta. Tutti continueranno ad attingere, esattamente come fanno
oggi le olimpiadi del 2006, a quell'idea di propaganda nazista.
Dunque il passaggio attraverso l'Italia della torcia deriva da una trovata
propagandistica
nazista.
Tanto dovrebbe bastare. Ma se invece non vi basta, potreste ricordare che
anche dopo i giochi nazisti le olimpiadi hanno rappresentato
tutto
tranne che ideali di pace: hanno tollerato
il
massacro di 300 persone
a Piazza del Tlatelolco a Città del Messico nel 1968 (in quel caso
addirittura Oriana Fallaci, nemica dell'Islam oggi, chiese da Città
del Messico il ritiro della delegazione olimpica italiana in segno di protesta
per quella incredibile carneficina governativa, ma nè il C.I.O.
nè il CONI fecero alcunchè). Più recentemente le olimpiadi
hanno schiacciato diritti umani
in diverse zone del pianeta, quelli dei coreani a Seoul nel 1988 o dei
Rom per Atene 2004, per esempio. E nell'attualità? General Electric
è uno sponsor che finanzia la Torino 2006 di cui Chiamparino
è membro. General Electric fornisce motori a più dell'80%
degli aerei militari statunitensi utilizzati in "Iraqi Freedom". Che fanno
questi aerei? Sparano, mitragliano (GE costruisce anche cannoni), bombardano,
uccidono. Se le olimpiadi fossero state veramente di pace, non si sarebbero
sporcate con le armi. Invece lo hanno fatto. A 360%: la televisione che
detiene i diritti TV di Torino 2006, la NBC, è di proprietà
della GE. E altri soldi vengono da un ulteriore produttore di armi, la
nostrana Finmeccanica. Morale?
Chiamparino, membro di Torino 2006 e re dell'antifrasi: non
basta enunciare un principio perchè questo diventi realtà.
L'invasione dell'Iraq si chiama Iraqi Freedom ma da 3 anni reprime le libertà
e i diritti civili della popolazione irachena. Non basta dunque dire che
la fiaccola è simbolo di pace perchè ciò sia vero.
Ci vogliono dei motivi, delle spiegazioni. Che invece non vengono mai date.
Li avete mai sentiti spiegare perchè la fiaccola dovrebbe
essere un simbolo di pace? Noi spieghiamo perchè no. E
buona riflessione a tutti coloro i quali si ostinano a boicottare
la torcia olimpica solo perchè è sponsorizzata
da Coca Cola. C'è molto di più fidatevi...
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18 gennaio
2006: WWF o Toroc? "Tutti gli impianti
hanno una destinazione d’uso post-olimpica, il villaggio olimpico è
coerente con il piano regolatore, la localizzazione di gran parte delle
strutture è in aree urbane dunque già antropizzate, poche
sono le cubature aggiuntive: insomma, il bilancio per l’ambiente - ha detto
Michele Candotti, Segretario generale del WWF Italia - si può considerare
positivo alla luce soprattutto di veri e propri scempi in aree naturali
che in passato si sono realizzati in occasione di alcuni grandi eventi
sportivi". Sembrerebbe un comunicato stampa del Toroc, l'ente che ha
diretto le distruzioni ambientali che vi abbiamo mostrato in queste pagine.
Invece ad esprimersi così è proprio il WWF sul suo sito internet
il 13 gennaio 2006. I casi sono due: o i panda ultimamente si sono fumati
un'erba davvero buonissima oppure qualcuno ha regalato loro degli spiccioli....
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17 gennaio
2006: e così i finanziamenti
pubblici diretti o indiretti a Toroc ammonterebbero
a 250 milioni di Euro
(La Stampa 16.1.06 citando dichiarazioni di Elda Tessore, assessore
"alle olimpiadi" - che sarebbe poi come dire assessore "ai mc donalds",
CIO e McDonalds sono infatti due enti privati stranieri). Un
breve riassunto di quello che hanno fatto
quelli del Toroc insieme al Comune di Torino e tutti gli altri enti pubblici
coinvolti. Nel 1998 il Governo Italiano dice al CIO: se gli organizzatori
vanno dal c*** interverranno le casse pubbliche, non vi preoccupate. Nel
2000
nascono quelli del Toroc e nonostante quella garanzia
di Prodi, nonostante abbiano i primi finanziamenti pubblici, nonostante
i loro amministratori siano pelopiù pubblici e i loro fondatori
siano esclusivamente pubblici,si autodefiniscono privati.
Nel 2002 quando
Nolimpiadi!, convinto che non possa essere così, intenta una causa
davanti alla Commissione Europea, le autorità italiane negano che
Toroc possa ricevere finanziamenti pubblici. Nel 2003
la legge 48, voluta dai parlamentari piemontesi, conferma la natura privata
e espressamente proibisce loro di ricevere finanziamenti pubblici. Sempre
in quel periodo insistono (in causa con un imprenditore) di essere privati.
Fanno
ciò che dovevano (cioè: ciò che volevano), aspettano
5 anni, accumulano debiti (ci interessa sapere quali debiti, e chi devono
pagare con i 500 miliardi di lire) e poi ora che i debiti bisogna pagarli...di
colpo scoprono che hanno una gran voglia di essere pubblici.
Così
almeno il pubblico estingue i loro debiti. Naturalmente è necessario
per tutti loro creare un pò di confusione
perchè il contribuente fregato non capisca di chi è la colpa,
che è invece solo loro e di tutti insieme: così il Comune
di Torino (fondatore di Toroc e rappresentato nel CdA) si lamenta del mancato
contributo da parte dello Stato (falsissimo: i "giochi" costano almeno
3 miliardi di Euro pubblici pagati perlopiù dallo Stato) e dice
che garantirà lui i debito Toroc. Con che soldi? Con quelli delle
vostre tasse, o con quelli tolti ai vostri servizi. La Regione Piemonte
(anche lei CdA Toroc) fa sostanzialmente lo stesso e oltre a garantire
il deficit si inventa a soli 20 giorni dalle olimpiadi di "sponsorizzare"
Torino 2006 dopo avere già sborsato decine e decine di milioni
di Euro in 7 anni. Ridicolo e fortemente illegale. La Provincia di Torino
(anche lei CdA Toroc...) fa finta di essere arrabbiata per la cattiva gestione
e dice che non pagherà, ridocolo anche questo: come se non lo avesse
già fatto (almeno 20 milioni di Euro negli ultimi 2 anni!). La magistratura
indaga su quelle che i giornali hanno definito consulenze
d'oro che pare siano state girate per esempioanche
a una società fondata da un membro Toroc (vedi
La Repubblica 16 gennaio 2006). Il Toroc dichiara addirittura di sentirsi
parte lesa. Pescante, viceministro di Berlusoni, se la prende con i magistrati
che (dopo anni di imbarazzante ritardo) si interessano ai conti sballati
del Toroc. Alla fine avevamo ragione noi. Lo dicevamo sin dal 1999: Albertville
chiuse in deficit e pagò lo stato. Lillehammer 1994 si concluse
con un deficit di 300 milioni di dollari e pagò lo stato. Vedrete
che capita lo stesso? I falsoni smentirono e negarono che la garanzia
pubblica data dal Governo Prodi nel 1998 affinchè lo Stato pagasse
ci sarebbe mai stata. Vergognosamente falsi.
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15 gennaio
2006: Mentre il moribondo e decotto mondo
"a cinque cerchi" cerca le ultime boccate d'ossigeno (e cioè soldi,
perchè ai loro conti sballati mancano decine di milioni di Euro,
che purtroppo verranno pagati illegalmente dallo Stato e con svendite /
ipoteche di immobili nuovissimi...o con i gratta
gratta che qualcosa vinci...) gli osservatori
stranieri, ed in particolare i giornalisti
statunitensi, stangano ancora una volta Torino
2006: il Wall
Street Journal, il più famoso e rispettato
quotidiano economico del mondo, da sempre portavoce dell'america che conta,
sfotte il gioco invernale italiano titolando "The
Olympic Games You Can Get Tickets To", e cioè "le olimpiadi
per le quali riesci a trovare un biglietto". Sintesi
di un concetto: nessuno se le fila. Parlano già tutti dei mondiali
di calcio di Germania di quest'estate. La defintiva conferma di quel che
si notava da anni: Torino 2006 interessa a un numero marginale di persone.
Tutto questo a costi ambientali vergognosi, violando leggi e diritti e
con la
militarizzazione
di Torino e delle valli (9.000 tra agenti di polizia e militari, centinaia
di agenti americani di FBI, missili, aerei militari...).
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11 gennaio
2006: il governo italiano "ha
fornito ai sindacati la stima di quello che sarà l'effetto occupazionale
dei Giochi: 57 mila nuovi posti di lavoro stabili a livello nazionale,
di cui 54 mila in Piemonte" (Repubblica,
11.1.06) I sindacati a quanto pare ci hanno creduto, perchè hanno
siglato una vendita del diritto di sciopero dei loro tesserati: niente
proteste durante i giochi. Indigeribile. Naturalmente la stima del Governo
è campata in aria tanto quella che lo stesso governo fece qualche
anno fa: ricordate il milione di posti di lavoro in più?
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10 Gennaio
2006: e grazie
tante che hanno sgomberato le case occupate Alcova e Rosalia: a 30 metri
ci sono ora dei tendoni temporanei del Toroc!
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Gennaio
2006: Costi complessivi pubblici per Torino
2006: il nostro
rapporto dice quintuplicati
da 1091 miliardi
a 5421 miliardi
di lire. Clicca per saperne di più. Clicca per svergognarli anche
tu.
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Capodanno
2005-2006. Permessi di soggiorno per
i membri della "famiglia olimpica" che vengono qui per sport, ma CPT ed
espulsioni per gli immigrati non olimpici in cerca di lavoro. Vergognose
discriminazioni create dalle istituzioni impegnate
in Torino 2006. Buon anno 2006?
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13 dicembre
2005. TAV e Torino 2006,
ecco le clausole contrattuali
olimpiche che obbligano le istituzioni a cercare la "tregua olimpica"
e a calmare gli animi del popolo NO TAV fino a che il sipario sarà
calato su Torino 2006. E dopo? Occhi e menti aperte, dunque!
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7-8 dicembre
2005. La manifestazione della Torcia Olimpica, invenzione
del regime nazista: appello di Nolimpiadi!
a tutti i lettori a 1) non partecipare2)
convincere i tedofori che inconsapevolmente
siano stati coinvolti a abbandonare l'incarico 3)
boicottare come fecero gli australiani nel
2000 a Sydney il passaggio della fiaccola e di tutti i suoi significati
nefasti. E che contrasti:
mentre i dignitari di Torino 2006, fautori dell'Alta Velocità, volano
ad Atene per prendere il "sacro fuoco" di olimpia in uno stadio talmente
vuoto da fare pena, portandolo a Roma con un aereo dell'Aeronautica Militare
neanche fosse un cuore da trapiantare...consegnandolo a Ciampi con la benedizione
di PapaRatzinger...in valle di Susa decine di migliaia di persone, molte
venute da fuori Piemonte, protestano contro la TAV rioccupando i terreni
presi solo l'altro ieri dalla polizia!
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6 dicembre
2005. La polizia attacca i manifestanti del
presidio anti-TAV di Venaus. Presidio
di Venaus attaccato nella notte. Tra le tre e le quattro la polizia ha
caricato duramente i manifestanti che stanno bloccando l’avvio del cantiere
Tav. Diversi i feriti. Tutti a Venaus! Info: www.notav.it
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5 dicembre
2005. Dopo averci trascurati per 8 anni, La
Stampa scopre improvvisamente il Comitato
Nolimpiadi! e pubblica addirittura l'indirizzo di questo sito internet.
Ma lo fa a modo suo, spiegando che qui sarebbero contenute "le analisi
politiche sulle ragioni della lotta" alle olimpiadi, all'interno di
un articolo dal titolo "Il sito di una coop di Ltf oscurato da una stella
BR" nel quale si parla di agguati telematici, ordigni esplosivi,
rivendicazioni anarco insurrezionaliste, minacce. Lo firma Massimo
Numa, con ogni probabilità il giornalista
della carta stampata più detestato nel vastissimo mondo torinese
"non allineato". Allora un paio di precisazioni. Primo,
questo sito cita fatti, documenti, numeri. Ricorda scandali e denuncia
truffe, ma non esprime analisi politiche. Quantomeno, se così vengono
interpretate, non è il nostro intento. Secondo,
il sito contiene i nostri punti di vista contro le c.d. olimpiadi
e non ci siamo mai arrogati il diritto di parlar per altri: a Torino e
in Italia si è finalmente diffusa una vasta e differenziata cultura
antiolimpica e sarebbe molto limitativo pensare che sia un solo sito internet
a comunicarne i motivi. Ne approfittiamo per ricordare che il nostro pensiero
è rigorosamente antifascista, antixenofobo e antirazzista. Terzo,
ma solo per una nota di colore: come abbiamo visto l'articolo parla di
"una stella BR" che oscurava il sito della CMC. A fianco del titolo c'è
l'immagine del sito "colpito" nella quale si vede benissimo che la stella
non è affatto quella delle BR (asimmetrica, fatta solo di linee,
cerchiata) ma una normale stella, interamente colorata, simmetrica...senza
cerchio. Un simbolo totalmente diverso. Non c'entra niente. Senza dimenticare
che Stella Rossa si chiama ancora oggi la squadra di calcio di Belgrado
e che così si chiamava una famosa brigata partigiana italiana. Chi
è allora, come dice Pisanu, che può essere intenzionato incendiare
a Torino le "miscele esplosive"? I pacifici oppositori della TAV e delle
olimpiadi, o i giornalisti che taroccano le parole inventandosi simboli
terroristici? Noi crediamo i secondi.
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23-25
ottobre 2005. Un elicottero della polizia,
con tanto di telecamera, continua a sorvolare la zona centro di Torino,
in particolare sopra Piazza Castello. Big brother filma, filma, filma.
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ottobre
2005. Il parlamento
italiano vota la nuova legge anti-doping. Sembra
finalmente una svolta nella lotta ai pericoli per la salute creati dai
farmaci che aumentano le prestazioni agonistiche falsando i risultati sportivi.
Pene detentive fino a 5 anni per chi vende, somministra, usa sostanze illecite.
Il C.I.O., superiore
gerarchico di Torino 2006, ha invece
una sua disciplina speciale che prevede solo sanzioni disciplinari. Dunque,
teme questa normativa rigidissima. Vediamo perchè: commento di Pescante,
membro del CdA di Torino 2006,
membro C.I.O., viceministro, supervisore del Governo per Torino 2006, nonchè
ex presidente del CONI ed membro dei Comitati d'Onore e Promotore di Torino
2006 : «Serve un'intesa tra Governo,
Parlamento e Cio perché altrimenti c'è il rischio di
assistere a gare dimezzate, senza atleti professionisti soprattutto
dell'America del Nord» (La Stampa, 18 ottobre 2005). In
sostanza Pescante vuole una deroga alla legge nazionale per i 15 giorni
di Torino 2006. Ma allora non c'è solo "qualche mela marcia", come
usano dire gli organizzatori olimpici dopo che i controlli antidoping hanno
escluso l’atleta di turno: qui, senza la scappatoia che Torino 2006 caldeggia,
un alto numero di professionisti - che evidentemente sono dopati
e rischiano di essere arrestati con loro i loro allenatori - se ne staranno
a casa. Dunque la gente di Torino 2006 ha devastato le montagne, calato
centinaia di migliaia di metri cubi di calcestruzzo, impoverito le casse
pubbliche per miliardi di dollari...per questa gente? Per questo tipo di
spettacolo? E' questa la loro vetrina? Incredibile. Hanno pure la
faccia di scrivere, loro, la stessa Torino
2006 di cui Pescante è massimo rappresentante,
al loro sito alla voce sport "Il sacrificio per partecipare. Il coraggio
profuso nella sfida. La lealtà dimostrata nel confronto agonistico"
.
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27 settembre
2005. Un movimento olimpico monolitico ed
illegale avanza come un blob: lunedì
26 settembre 2005 a Torino sono state sgomberate
dalla polizia altre due case occupate: Alcova
e Rrosalia, situate a poche decine di metri da quella centralissima Piazza
Castello soprannominata "Medal Plaza" in cui si svolgerano le premiazioni
delle gare il prossimo febbraio. L'intensità
crescente con la quale gli spazi fisici antagonisti
o di documentazione e informazione critica su olimpiadi e altri dannosi
eventi sono stati ridotti negli ultimi mesi (L.S.O.; i 3 Osservatori Ecologici,
la palazzina Fenix e il Tortuga di Collegno - quest'ultimo ad opera dell'ex
membro CdA Toroc Silvana Accossato-) confema
defintivamente che anche a Torino è all'opera la longa manu dei
"giochi". Si ripetono così, puntuali,
le vergognose, dirette violazioni dei diritti umani e civili che hanno
contraddistinto: Atene 2004 (Rom); Salt Lake City 2002 (oppositori); Sydney
2000 (homeless); Atlanta 1996 (homeless); Seoul 1988 (homeless, oppositori,
residenti in aree da olimpizzare) e Pechino 2008 (spostamenti di massa
di residenti nei quartieri rasi al suolo per far posto a stadi e villaggi
"olimpici"). Senza dimenticare Città del Messico (massacro di Piazza
Tlatelolco) e gli impatti indiretti che, per esempio a Barcellona, Sydney
e Salt Lake City, hanno costretto alti numeri di persone a spostarsi dalle
zone diventate "olimpiche" in cui risiedevano per i consistenti aumenti
degli affitti. Tanto per essere chiari la Repubblica Torino di lunedì
26 settembre 2005 sulla motivazione dello sgombero citava la Digos: "C'erano
rischi per la medal plaza olimpica". Ora la domanda seguente
è: si accontenteranno di questo?
Oppure (visto che l'Askatasuna è di fronte al Villaggio Media "Italgas"
e El Paso a due passi dal "Villaggio Olimpico" e dall'"Oval"), il sindaco
di Torino, membro del CdA del Comitato Organizzatore delle "olimpiadi"
e membro della Cabina di Regia 2006...farà marciare la polizia lì?
La pace olimpica potrebbe finalmente regnare.
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27 settembre
2005: E' necessaria la partecipazione di quante
più persone possibili per impedire
l'inizio dei sondaggi dei devastatori dell'illegale
TAV che hanno notificato i primi avvisi: per tutte le notizie e gli aggiornamenti
vai su http://www.spintadalbass.org/
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Settembre-ottobre
2005: la farsa della tregua olimpica ("sottoscritta
dal Comune di Torino) può essere letta da molti punti di vista.
Per noi non è che quella propaggine di marketing olimpico
che copre una realtà tremenda: ci sono
giganteschi
produttori di armi usate in guerre o in invasioni
come quella dello stato sovrano Iraq, armi che uccidono migliaia di persone,
che
sponsorizzano le olimpiadi, e questo naturalmente
rende ridicolo e insolente il tentativo di comunicare valori positivi.
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2 settembre
2005. Militarizzati.
10.000 uomini armati difenderanno l’anno prossimo gli interessi privati
del CIO e del Toroc. L’Espresso pubblica un articolo "Olimpiadi
da blindare" dai toni ultra minacciosi, cita il Ministro della Giustizia
Castelli che parla di "seri indizi di pericolo" (senza dire
di che tipo) per i giochi di Torino e fa sapere che "ci saranno oltre
10 mila tra militari, poliziotti, finanzieri e uomini comunque in divisa,
un numero impossibile da calcolare di paramilitari e agenti segreti, e
almeno 18 mila volontari civili di varie nazionalità, prudentemente
imbottiti di ex carabinieri, ex guardie di finanza, ex alpini". Oltre
a sorveglianza aerea dell’aeronautica militare americana, satelliti spia
"ormai in grado di leggere perfino le targhe d'auto", Echelon su
ogni tipo di comunicazione che contenga determinate parole chiave, migliaia
di microtelecamere per riconoscere i volti delle persone tramite la biometria.
Ecco, queste sono le olimpiadi. Fate uno sforzo: provate a pensare a Torino
2006 non come ve la raccontano i giornali o le televisioni, begli uffici
con tanta gente sorridente unita per un unico scopo...vedeteli come coloro
che, senza aver mai chiesto il parere della popolazione, distruggono risorse
naturali pubbliche, organizzano un grande gioco privato, facendoselo costruire
e pagare dal settore pubblico (con l’illegalità che ne consegue),
al quale invitano solo chi vogliono loro, lasciandolo per il resto aperto
a chi - comunque con le assurde
restrizioni da loro stabilite - può pagare lautamente per entrarci.
E che poi, dopo essersi barricati dentro quest’insensata e arrogante isola
di elitarismo, classismo, esclusività, si fanno vigliaccamente difendere
dai militari, dalle armi, dalle telecamere e dai satelliti spia. O no?
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6 agosto
1999/6 agosto 2005: più di 2000 giorni
senza verità su Pasquale Cavaliere,
consigliere dei Verdi morto impiccato in Argentina: la nostra pagina.
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22
luglio 2005: il 22 luglio 2005 è la
giornata mondiale di boicottaggio della Coca-Cola motivata
dalla morte di
9 sindacalisti e da altre attività antisindacali in Colombia. Il
Comitato Nolimpiadi! solidarizza con l'iniziativa e invita ad aderirvi,
ricordando che Coca Cola è uno dei TOP sponsors
di Torino 2006 e del Comitato Internazionale Olimpico, proprietario dei
diritti sulle olimpiadi. Dunque, per sapere cosa bevi informati su http://www.nococacola.info
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20
luglio 2005: dopo tanti piccoli avvertimenti
del Consigliere di Amministrazione di Torino 2006 e sindaco di Torino,
Sergio Chiamparino, viene sgomberato il Fenix, un centro sociale presso
il quale si svolge intensa attività di documentazione sui danni
causati da olimpiadi, TAV e altro.
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15
luglio 2005: il Consiglio Federale della Federcalcio,
presieduto dal consigliere di Amministrazione di Torino 2006 Franco
Carraro, non
ammette il Torino Calcio al campionato di calcio di serie A.
Ricordiamo solo che lo Stato italiano spende 3 miliardi di € pubblici
per i giochi organizzati dal Toroc, che per legge sempre denari pubblici
coprono defici privati del Toroc, che il Comune di Torino e gli altri enti
locali pagano centinaia di milioni di € per le olimpiadi aiutando
il privato Toroc. E ricordiamo che il Presidente onorario di Toroc era,
sino alla morte, Gianni Agnelli. Che vicepresidente del Toroc è
Evelina Christillin, gobba, ex dipendente Juventus e moglie di uno degli
amministratori delle società proprietarie della Juventus. In sostanza
se è Toroc i piccioli escono facili, se è Toro non esce un
quattrino e un pezzo di storia cittadina e nazionale ritorna in B o in
C.
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14
luglio 2005: "Torino 2006 rispetta l'ambiente!":
in occasione della presentazione di un libro sulla Valutazione Ambientale
Strategica, il responsabile ambiente del Toroc non si dimentica di sottolineare
che nel 2003 Legambiente ha assegnato bandiera
verde a Torino 2006 per gli impianti di neve artificiale
(La Stampa 14 luglio 2005). Secondo Parks.it, la rivista della Federazione
dei Parchi naturali italiani, la bandiera verde è un "riconoscimento
prestigioso" che nel 2003 l'associazione ambientalista "ha assegnato
soltanto a otto realtà italiane" tra cui il "Comitato organizzatore
Olimpiadi Torino 2006 per impianti di innevamento artificiale con attenzione
al risparmio idrico"; Complimenti a Legambiente per la sua scelta di
campo: ma voi non fatevi fregare e guardate cosa significano per
la natura i bacini
per l'innevamento artificiale a Cesana e Sauze
d'Oulx
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13
luglio 2003: in fondo basta stravolgere una
serie di concetti chiave, girarli a proprio favore e sperare che i media
facciano il loro mestiere, ossia pubblichino i comunicati stampa senza
approfondire le realtà che si nascondo dietro le dichiarazioni di
facciata, e senza mai mettere in rilievo aspetti critici. Prendiamo il
comunicato del Toroc (sul loro sito, 13 luglio 2005 all'url www.torino2006.org/passione/news2.php?idm=100505&idcom=120490):
se non ci fossero le nostre parole scritte in rosso, anche voi lettori
potreste essere convinti dei valori che Torino 2006 dice di rappresentare:
Provate a leggere prima solo in grigio, e poi con le nostre parentesi in
rosso.
Olimpiadi
all’Università – il progetto TOROC/MIUR
Mercoledì
13 Luglio 2005: Tre milioni di studenti impegnati sui temi dei Giochi
Le
Olimpiadi Invernali di Torino 2006 (proprietà
privata svizzera) entreranno nelle Università
(enti pubblici italiani),
coinvolgendo 3 milioni di studenti (3 milioni
di consumatori) sui valori tipici della competizioni
a Cinque Cerchi: l’amicizia (ricordate le
pugnalate di Tonia Harding a Nancy Kerrigan?),
la pace (sponsor olimpici producono armi)
la solidarietà (ricordate le violazioni
dei diritti degli homeless a Seoul '88 e Atlanta '96?)
. Questo è il fulcro della collaborazione tra il TOROC e il Ministero
dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Il progetto, che
prevede numerose attività da proporre in ogni angolo d’Italia, è
stato presentato ai giornalisti il 13 luglio, a Roma, presso la sala della
Comunicazione del MIUR.
L’appuntamento,
con la presenza del sottosegretario Maria Grazia Siliquini (di
AN, un partito con origini democratiche...)
e il supervisore dei Giochi Mario Pescante (pure
lui sottosegretario del Governo Berlusconi)
è servito per illustrare, tra le diverse iniziative, il diario Olimpico
e la giornata della bandiera (amarcord del
Ventennio?)...
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7
luglio 2005: il ministro Pisanu ricorda che
è illegale appendere le bandiere della pace dai palazzi pubblici,
che devono quindi sparire (La Stampa, settimana 7 luglio 2005). Se invece
le bandiere che pendono (come dal Municipio di Torino da 3 anni) sono quelle
delle privatissime e straniere olimpiadi, tutto ok. Leggi
la risposta del Governo italiano data dal viceministro D'Alì
al Senato il 7 luglio: qualunque vessillo non istituzionale è illegale!
Fuori le bandiere "olimpiche" dal Comune di Torino e da tutti gli altri
edifici pubblici!
-
7
luglio 2005: il senatore dei Verdi Zancan
(torinese) insieme ad un altro parlamentare verde presenta un'interrogazione
sul conflitto di interessi Ministro Lunardi/Rocksoil/progetto di linea
TAV Torino Lione: eppure in 8 anni nessun parlamentare torinese ha
mosso un dito in parlamento per i conflitti di interessi dei membri di
Toroc e Agenzia.
-
25
giugno 2005: una delle regole dei bambini:
frignare per conseguire un risultato. Ecco che il potente Sindaco di Torino
Sergio Chiamparino, già all'interno di un ginepraio di incompatibilità
(amministratore di Torino 2006, membro della Cabina di Regia Torino 2006,
membro dell'Associazione Torino Città Capitale Europea che finanzia
attività per Torino 2006) ottiene dopo anni di capricci e proteste
"i poteri speciali"
per le olimpiadi. E promette di usarli nei confronti degli occupanti
dei centri sociali (e cioè contro le uniche persone che oltre
a noi denunciano gli scandali e le distruzioni olimpiche): per conferma
cfr. Repubblica Torino, settimana del 20 giugno 2005, e sito
Comune di Torino: "ha ribadito che durante il periodo olimpico,
la serena convivenza sarà garantita da provvedimenti straordinari
e da un aumento delle forze dell'ordine (utilizzando il decreto che gli
garantisce poteri speciali)". Vi siete chiesti se la "serena convivenza"Chiamparino
la garantisce ai cittadini torinesi o agli sponsor
olimpici? Ricordate che il CIO e Torino 2006 non accettano "alcun genere
di dimostrazione o propaganda di carattere politico, religioso o razziale
all'nterno delle aree Olimpiche". Art. 61, Carta Olimpica http://ftp.torino2006.it/uploads/pdf/carta_olimpica.pdf
(una sorta di costituzione del CIO che, nonostante sia palesemente fuorilegge
verrà fatta illecitamente rispettare dal Comune di Torino e dal
Toroc con l'aiuto di forze dell'ordine ed esercito). Bello.
-
4
giugno 2005: tutti a Susa contro il TAV! Appuntamento
ore 09,00 davanti alla stazione FS di Susa (TO) per la marcia contro il
TAV che si concluderà a Venaus.
-
2
maggio 2005: nuovo incidente mortale sul lavoro
- Torino 2006. E' almeno il terzo operaio
morto nei cantieri delle "olimpiadi" del 2006,
anche se crediamo che i numeri possano essere più alti - chi ha
notizie ci contatti per aggiornare. Questa volta la vittima è portoghese,
rimasto folgorato da una scarica elettrica mentre era a bordo di una gru
impegnato nelle opere sull’Autofrejus, costruzione della terza corsia da
Oulx a Bardonecchia. Notizia tratta da "La Stampa" e "La Repubblica" di
martedì 2 maggio 2005.
-
27 aprile
2005: le banche entrano in FIAT. La
società ha deciso di convertire il debito contratto nel 2002, per
un mega-prestito, in azioni del gruppo: da settembre 2005 divengono pertanto
proprietari di FIAT (storico partner di Torino
2006, e ben rappresentato nel Comitato Organizzatore),
Banca Intesa (6% circa), Unicredit (5,8%), Capitalia (3,9%), Sanpaolo
Imi (sponsor principale di Torino 2006, erogatore
dei finanziamenti all'Agenzia Torino 2006, con il 3,7%, che si aggiunge
al 2% già in portafoglio), Bnl e Mps (2,8% ciascuno), Abn Amro e
Bnp Paribas (1,4% a testa). Notizia e dati tratti da ANSA 27 aprile citata
da http://it.biz.yahoo.com/050427/2/37c7f.html.
-
19 aprile
2005: sgomberato dalla polizia l'Osservatorio
Ecologico 2006 e oltre: Cambia
il presidente della Regione (da Ghigo di destra a Bresso di "centrosinistra")
ma non cambiano le abitudini repressive (contro chi ha il torto di raccontare
ai cittadini instupiditi la verità su devstazioni ambientali, olimpiadi,
TAV). La gente dell'Osservatorio si sposta allora in un altro luogo abbandonato?
Anche il nuovo centro viene preso di mira. Tutto questo mentre gli sponsor
di Torino 2006, indisturbati e anzi protetti dal Comune e dai suoi vigili,
girano a ripetizione spot televisivi bloccando via Roma per ore intere.
Leggi
qui e qui tutti
i vergognosi aggiornamenti.
-
Aprile
2005: risate a scena aperta: richiesta una
normativa "antitarocco" a tutela dei gadgets "olimpici"! Nulla di più
buffo di una tutela di oggettini semiconosciuti: chi volete che ci spenda
soldi a imitarli?
-
Aprile
2005: Torino e le elezioni regionali 2005.
I
candidati Bresso (centrosinistra) e Ghigo (centrodestra) si sfidano per
le elezioni regionali piemontesi del 2005. I due, rispettivamente Presidente
della Provincia di Torino e della Regione Piemonte sin dal 1997, sono da
quell'anno tra le cinque persone più
importanti delle "olimpiadi torinesi": ideatori,
promotori, finanziatori, organizzatori e consiglieri d'amministrazione
di Torino 2006.
Secondo
noi votando Bresso o Ghigo (e/o i partiti che li sostengono) assolvete
esplicitamente il loro pluriennale operato a favore di Torino 2006. Ne
approvate le conseguenze negative (questo sito può aiutarvi a trovarne
alcune) e date ossigeno alle loro impostazioni per i prossimi anni, ad
esempio sulla TAV. In sostanza, se siete contrari all'insensata devastazione
degli habitat naturali, ai falsi, all'influenza dei cheeseburger sulla
vostra vita, sappiate riconoscere i vostri avversari... e privateli del
vostro voto.
Marzo,
Aprile 2005: camionette
dell'esercito presidiano le zone olimpiche: militarizzazione inutile (se
non a provocare) nelle zone dei nuovi stadi e villaggi, come Corso Tazzoli
e Piazza d'Armi. Proteste dei cittadini.
Marzo
2005: Quando gli aggressori della natura cercano
di darsi una ripulita: il tentativo fallito degli organizzatori di far
portare la "torcia olimpica" (n.b. retaggio dell'epoca nazista) a persone
che l'ambiente lo difendono e non lo devastano: leggi
di come l'offerta di Torino 2006 è stata rifiutata!
-
19 Febbraio
2005: e' morto Mario Contu, consigliere regionale
di Rifondazione Comunista. Dopo Pasquale
Cavaliere e Elio Marchiaro un'altra memoria storica degli scandali
"a cinque cerchi" ci abbandona. Mario Contu, uomo politico battagliero
e determinato, rimarrà fra l'altro nella storia come uno dei soli
3 (TRE) consiglieri comunali di Torino ad avere votato contro l'istituzione
del Toroc nelle scandalose votazioni del dicembre 1999. Lo ricorderemo
sempre con grande simpatia e riconoscenza. Comitato Nolimpiadi!, 20 febbraio
2004.
12
febbraio 2005: udite udite, prime
avvisaglie di cultura non olimpizzata. Su
http://www.interezza.it/
la novità più interessante dell'inizio 2005: donne e uomini
che portano per strada uno spettacolo colorato, inedito e coinvolgente
a tema "olimpico"... Andate a vederli: l'associazione culturale "L'Interezza
non è il mio forte" (speriamo di averlo scritto giusto...) dimostra
che si può essere burloni e sagaci anche senza dare necessariamente
ragione al potere costituito...Voto: 9,5.
"VIII
anno dell'era olimpica": un ironico buon 2005
a tutti coloro che permettono la realizzazione di stadi giganteschi e inutili,
la devastazione di habitat naturali, la pubblicizzazione di marchi di guerra
e violenza accanto a simboli di enti pubblici, l'impoverimento dei servizi
essenziali. Un saluto particolare ai membri dei partiti politici piemontesi
di ogni colore che da anni accolgono servilmente le richieste dei grandi
sponsor: Ralph Nader nel 2000 disse "l'unica differenza tra Bush e Gore
è la velocità con la quale le loro ginocchia toccano terra
quando le multinazionali bussano alla porta". Oggi a Torino, nel 2005,
possiamo dire che non ci sia neppure quella piccola differenza...!
Fine
novembre 2004: secondo i quotidiani La Stampa
e La Repubblica sarebbe un esposto del Comitato Nolimpiadi! ad avere attivato
un'iniziativa della magistratura penale di Torino sul Toroc. Per farvi
capire quanto emergano liberamente le notizie sui quotidiani cittadini
sappiate che il nostro esposto era già in loro possesso da tempo,
ma evidentemente non meritava spazio. Invece, una volta che la Procura
della repubblica manda la guardia di finanza al Toroc la notizia diventa
automaticamente ghiotta e il nostro esposto appare di importanza centrale...
18
novembre 2004: indagati il direttore generale
e il vicedirettore tecnico dell'Agenzia
Torino 2006 insieme a altre 7 persone nell'ambito di un'inchiesta (incredibile!)
della magistratura torinese sulle opere infrastrutturali in Piemonte. Notizia
tratta da La Repubblica Web 18.11.2004
novembre
2004: aggiornata la pagina sponsor con l'arrivo
nella squadra di "Torino 2006" di Garret
(fornitore di metal detector per la polizia militare americana in Iraq),
scopri
chi sono e cosa fanno nel mondo.
settembre
2004: dopo più di 12 mila miliardi
di lire pubblici consumati, 19 vite di operai travolte, innumerevoli luoghi
naturali deturpati le c.d. "olimpiadi" di Atene 2004, militarizzate (con
l'aiuto di NATO e CIA), lasciano la scena in mezzo a stadi vuoti, meno
turisti dell'anno precedente, migliaia di camere d'albergo invendute, più
di metà dei biglietti invenduti (ca.3 milioni) e squalifiche di
atleti per doping all'ordine del giorno. Cosa dice Torino 2006, sorella
italiana di Atene 2004? Che sono state un "clamoroso successo".
Risate a scena aperta. Non siamo riusciti a trovare alcun altro giornale
o sito internet nel mondo che le abbia definite tali, non l'ha fatto nemmeno
il Presidente del CIO (proprietario delle olimpiadi) che tradizionalmente
celebra l'ultima edizione come "la migliore". Ma si sa, è propaganda,
e allora eccoli i nostri torinesi doc a ricordare - con un entusiasmo e
un seguito che restano confinati nel palazzo dove hanno sede - "Le prossime
olimpiadi siamo noi". (Loro sito internet, agosto 2004). La realtà
è che i "giochi" perdono colpi, la gente capisce cosa sono veramente
e l'interesse cala: lo conferma lo stesso CIO, lamentandosi dello scarso
seguito a livello nazionale nei cfr. di Torino 2006. E lo conferma anche
la RAI, che dimentica addirittura di nominarli nella telecronaca della
cerimonia di apertura di Atene, facendo scattare il nervoso alla bionda
"condottiera" torinese. (Tra le svariate fonti su diversi fronti del clamoroso
flop
di Atene 2004 potete provare http://www. anti2004.net, olimpiadi.sport.tiscali.it/archivio,
http://it.sports.yahoo.com/040711/25/23ei.html, http://www.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=44998
www.repubblica.it/2004/e/rubriche/ uninviatoalgiorno/10agos/10agos.html
http://www.repubblica.it/2004/e/rubriche/uninviatoalgiorno12ago2/12ago2.html
http://www.repubblica.it/2004/e/rubriche/uninviatoalgiorno/jumat/jumat.html
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Sport/2004/08_Agosto/03/Atene.shtml).
agosto
2004 l'assessore regionale con delega al Turismo,
Sport e Olimpiadi Ettore Racchelli è indagato dalla procura di Verbania
per l'ipotesi di corruzione. Si tratta di un'inchiesta su contributi pubblici
ricevuti da un imprenditore per la ristrutturazione di un residence sul
Lago Maggiore, in cambio dei quali, secondo la magistratura, gli arredi
della struttura alberghiera sarebbero stati acquistati in aziende legate
alla famiglia dell'assessore. Questi, che stando alle notizie ha negato
ogni addebito, si dice sereno e sicuro del lavoro svolto da lui e dal suo
assessorato. Ricordiamo ai signori lettori che Racchelli Ettore, già
membro del CdA di Toroc-Torino 2006, è membro della Cabina di Regia
Torino 2006 (struttura pubblica creata con legge dello Stato e con il compito
di coordinare il lavoro di Enti pubblici, Toroc etc,). Notizie apprese,
tra l'altro, da Adnkronos il 19 agosto 2004.
"...Appare
quindi pienamente condivisibile l’affermazione del Comitato resistente
(Toroc, n.d.r.) secondo cui i Giochi Olimpici
invernali non sono un servizio pubblico alla
cui gestione il TOROC sia preposto (né direttamente, né per
delega) dalla Città di Torino o dal CONI: sono invece un singolo
evento la cui organizzazione, come si è prima visto, è compito
di un soggetto che la città ospitante deve - per obbligo contrattuale
e non per compito istituzionale - far nascere entro un tempo predeterminato.
[...] Giova inoltre rilevare che il C.I.O. - titolare dei Giochi Olimpici
sulla base della Carta Olimpica (avente natura di trattato internazionale)
- è a sua volta un’organizzazione internazionale non governativa,
che ha la forma giuridica dell'associazione privata, dotata di personalità
giuridica, in conformità a quanto disposto dagli articoli 60 e ss.
del codice civile svizzero (regola 19 della Carta Olimpica): lo
stesso soggetto titolare dei Giochi Olimpici è quindi un soggetto
di diritto privato, il quale ne ha delegato l’organizzazione ad un altro
soggetto di diritto privato, il Comitato Organizzatore;
neppure nella disciplina contrattuale, pertanto, è dato ravvisare
alcuna disposizione idonea a rendere pubblicisticamente rilevante l’attività
del TOROC. Orbene, tornando al caso di specie, ritiene il Collegio che
riguardo
al TOROC siano ravvisabili tutti i richiamati indici sintomatici della
sua finalità commerciale o industriale
e che, anche per questa ragione, lo stesso non rientri nella categoria
degli organismi di diritto pubblico.
I...]
è evidente come il Comitato, [...] debba improntare la propria azione
a criteri di economicità, efficienza e rendimento. Sentenza
362/04 TAR Piemonte, 22 gennaio 2004. Dovevano essere (stando alle dichiarazioni
ufficiali) i "giochi" per la convenienza, il benessere e gli interessi
di tutti, quindi servizi pubblici per interessi pubblici.
Enti pubblici avevano creato una struttura, il Toroc, in cui
la maggioranza dei membri del CdA era (e rimane) di nomina pubblica.
3 Governi italiani (Prodi, D'Alema, Berlusconi) avevano accettato di finanziare
migliaia di miliardi di lire pubblici, (e scusate l'insistenza)
che sarebbero stati allocati là dove diceva il Toroc secondo il
suo piano degli interventi: localizzazione, priorità, caratteristiche
tecniche e funzionali delle opere. Detto questo però - e non è
poco - secondo i magistrati torinesi non esiste alcuna norma"idonea
a rendere pubblicisticamente rilevante l’attività del TOROC".Dunque
la sua attività non rileva ai fini pubblicistici. Ohibò.
E cos'è allora il Toroc? E a che titolo siedono nel suo CdA il Sindaco
di Torino, il presidente della Provincia, il presidente della Regione?
E i loro assessori e i rappresentanti delle Comunità Montane? E
perchè mai, se l'attività non ha rilevanza pubblicistica,
il Governo italiano avebbe dovuto garantire al CIO (come ha fatto)
che si sarebbe accollato tutti gli eventuali debiti Toroc? Se il vostro
negozio di dischi, o di alimentari, o il vostro studio di ragioneria, o
la vostra impresa falliscono, i debiti ve li paga lo Stato? No. E infatti
stiamo assistendo a un fenomeno che vede il concetto di pubblico
confuso, mescolato e affumicato assieme a quello di privato, e questo grazie
a rappresentanti politici sulla cui onestà sarà bene interrogarsi
a fondo...senza dimenticare il gruppo di giornalisti - in evidente conflitto
di interessi - che da anni prona a raccontare frottole. Voi, nel frattempo,
siete disposti ad accettarlo?
6
agosto 1999/6 agosto 2004: più di 1600
giorni senza verità su Pasquale Cavaliere,
consigliere dei Verdi impiccato in Argentina: la nostra pagina.
22
luglio 2004, ma
quanto costa esattamente lo stadio di bob a Cesana? Incredibile,
ma non lo sanno neppure loro! Secondo Torino
2006 (link alla pagina 33 di http://ftp.torino2006.it/uploads/pdf/info_giu04_ita.pdf)
circa
64 milioni di €;
secondo
l'Agenzia Torino 2006 (link alla pagina http://www.agenziatorino2006.it/opere/media/u10/index.htm)
61,45
milioni di €.
Ci sono
2,55 milioni di € di differenza - quindi
4 miliardi e 900 milioni di lire. Dove sono finiti? Quanto stiamo pagando?
Chi tiene i conti? Mamma mia!
21-25
luglio 2004, Campeggio NO TAV a Condove (TO),
località Gravio. Per il quinto anno consecutivo gli uomini e le
donne che ragionano, capiscono e agiscono si ritrovano a Condove all'abituale
incontro per
fare il punto sulla situazione
nella sempre più condivisa lotta all'orrifica TAV,
Treno ad Alta Voracità. Massima, totale solidarietà di Nolimpiadi!
e per info campeggio@notav.info,www.notav.info
(presto online) e www.ecn.org/askatasuna.
16
luglio 2004, benvenuto al nuovo
Ministro dell'Economia Siniscalco, colui che
5 anni fa predisse per Torino 2006 un futuro glorioso con (gli ormai
diventati leggendari nel senso che sono solo una leggenda) "20.000
miliardi di giro d'affari e 20.000 posti di lavoro".
Lo ricorderemo con piacere anche per aver redatto il codice
etico anticorruzione di Torino 2006 (chissà
senza cosa sarebbe capitato!) e per aver curato la presentazione della
relazione
ambientale di Torino 2006 al CIO. E infatti
l'aspetto ambientale, come potete vedere dalle immagini sul sito, è
uno di quelli che lascia chiaramente intendere con chi abbiamo a che fare.
10
luglio 2004: i danni ambientali causati dalla costruzione di piste da sci
nel comune "olimpico" di Sauze
d'Oulx
luglio
2004, aggiornata la pagina infrastrutture
e stadi con le schede sugli orrendi impianti del freestyle
(Sauze d'Oulx) e degli innevamenti programmati di Cesana
e Sauze d'Oulx,
oltre ai villaggi media e olimpici ex Italgas e Spina 3 (a Torino).
giugno
2004, l'affare Caselle: a soli 10 anni da
una carissima ristrutturazione costata 200 miliardi, l'aeroporto
di Torino - Caselle (grande per spazi e strutture,
ma modesto e in calo per traffico negli ultimi anni)
si appresta a essere ulteriormente ingrandito con altri 180 miliardi
da buttare letteralmente alle ortiche "in vista di Torino 2006". Scoprite
cosa c'è che non quadra alla pagina
dedicata
maggio
2004, un altro legame tra Torino 2006 e la
Fiat: alla CCST, società del Gruppo, l'analisi per il Piano di Mobilità
Sostenibile dei "giochi invernali del 2006". Link
per approfondire
marzo
aprile 2004, e continuava la devastazione:
gli amministratori locali allargano il campo d'azione anche a quei territori
montani lasciati sino ad ora vergini dai giochetti sporchi e
decidono
di asfaltare la strada del colle delle Finestre e dell'Assietta per farci
passare il Giro d'Italia! Come se nulla fosse,
nel silenzio totale e senza proteste, chilometri delle strade di alta montagna,
in luoghi bellissimi e rigorosamente in terra verranno ricoperti di asfalto
per la decisione di un gruppetto di persone privo di qualunque autorità!
Clicca
per saperne di più!
marzo
2004, sarà la multinazionale cinese
Lenovo, sponsor CIO, a fornire a Torino 2006 4.500
computer da tavolo, 600 portatili e 500 server di rete.Sito
Torino 2006, 24 marzo 2004 "Tecnici Lenovo
sono già al lavoro al TOROC: durante i Giochi lo staff dell’azienda
cinese a Torino sarà di oltre 50 persone. Lenovo è leader
di mercato in Cina nel settore delle tecnologie informatiche e tra i principali
esportatori nei mercati asiatici. Ha appoggiato la candidatura di Pechino
2008 ...".
E meno male che le "olimpiadi" portavano sviluppo economico, rilancio e
occupazione alla comunità locale. In provincia di Torino abbiamo
visto negli ultimi anni chiudere la OP Computers - ex Olivetti, con centinaia
di posti di lavoro perduti e famiglie rimaste senza reddito per poi riaprire
con un terzo dei dipendenti (ca. 300 su più di 1000). 5600 computer
avrebbero fatto la differenza? Probabilmente no, ma di certo non del male.
gennaio
2004, Torino 2006 (loro sito, 8 gennaio) impegnata
in una difficile operazione d'immagine: secondo loro l’approvazione della
c.d. Carta di Intenti "rafforza l'importanza ed il valore della Carta
Olimpica, del Codice Etico del CIO e dei principi fondamentali in esso
contenuti...Dalla lettera e dallo spirito di queste solenni affermazioni
emerge la stretta connessione esistente con il sistema generale di promozione
e tutela dei diritti umani". Peccato però che razzolino male:
capite il perché scoprendo che tra
gli sponsor "olimpici" c'è anche chi produce cannoni, tecnologia
militare e energia per basi aeree in Afghanistan...
*
* * Nuovo anno 2004. A tutti i dipendenti
di Torino 2006 (e non agli amministratori!): riflettete, perchè
non abbandonate il carro? Perchè non lasciate ad altri il non invidiabile
compito di impattare negativamente su diritti sociali e ambiente? Pensateci,
potreste accorgervi che in fondo lavorare per il Toroc, per il CIO e per
tutti i loro begli sponsor, non è poi così edificante...*
* *
16
dicembre 2003, Bardonecchia: alla presentazione
di "Noi 2006", ovvero il programma dei 25.000 c.d. volontari che Torino
2006 recluterà per sostenere l'impegno delle c.d. "olimpiadi", gli
Inflessibili Valsusa manifestano e contestano l'iniziativa, vai qui per
la notizia intera su Indymedia http://www.italy.indymedia.org/news/2003/12/446889.php.
5
dicembre 2003: un
altro incidente mortale nei cantieri "olimpici":
a distanza di soli 2 mesi dal decesso dell'addetto al taglio alberi a Cesana-Claviere,
muore a Torino un operaio impegnato nei lavori di ristrutturazione di "Torino
Esposizioni". (Notizia da: http://italy.indymedia.org/news/2003/12/440383.php).
Una vergogna ancora più grande ripensando agli incontri, convegni,
protocolli d'intesa in cui in tutti questi anni precedenti l'inizio dei
cantieri i responsabili delle attività "a 5 cerchi" ed il mondo
politico si erano riempiti la bocca di parole compiacendosi (sempre tra
di loro) per le soluzioni che credevano di aver trovato in materia di sicurezza
sul lavoro. Da "Piemonte informa" (Agenzia della Giunta Regionale), 8 ottobre
2003 "Cantieri a cinque cerchi, protocollo sanitario
Promozione
dell'immagine dei Giochi a livello nazionale e internazionale
La
Giunta regionale ha approvato, un protocollo d' intesa tra la Regione Piemonte
e l' Agenzia Torino 2006 - l' organismo responsabile della realizzazione
delle opere olimpiche - relativo alla prevenzione degli infortuni nei cantieri
di Torino 2006 ed alla assistenza sanitaria dei lavoratori. Lo ha annunciato
l' assessore regionale alle olimpiadi, Ettore Racchelli, nell'ultima riunione
del Comitato di regia dei Giochi olimpici invernali Torino 2006. Erano
presenti gli Assessori alle Olimpiadi della Regione, Ettore Racchelli,
e del Comune di Torino, Elda Tessore, il Direttore dell'Ufficio Speciale
Torino 2006 del Coni, Giuseppe Rinalduzzi, il rappresentante del Governo,
Pasquale De Salvia, il Vice-Prefetto di Torino, Francesco Garsia, il Presidente
ed il Vice-presidente del Toroc, Valentino Castellani e Rinaldo Bontempi,
i Vice-direttori dell'Agenzia Torino 2006, Mario Piovano e Giuseppe Amelio".
22
novembre 2003: cittadini 1, Comune di Torino
e business olimpico 0: il TAR accoglie provvisoriamente la richiesta dei
ricorrenti a blocca i lavori di
espianto degli alberi nel cantiere che dovrebbe aprire il tunnel di Corso
Spezia.
19
novembre 2003: la polizia interviene per interrompere
le legittime proteste dei residenti che si oppongono all'espianto degli
alberi (foto 1, foto2,
foto3)
a Torino in Corso Spezia!
16
novembre 2003: un Comitato di residenti, 14
residenti in proprio e 3 associazioni ambientaliste ricorrono al TAR per
bloccare il sottopasso veicolare di Corso Spezia a Torino
1
novembre 2003: 2729 persone contro una delle
opere "olimpiche" più insensate che si possano immaginare: il sottopasso
di Corso Spezia a Torino, tunnel da 100 miliardi di lire che aumenta l'inquinamento,
mette in crisi un mercato rionale ...e finisce contro un muro delle ferrovie!
Presto qui su nolimpiadi.8m.com novità interessanti...
novembre
2003: due indagati per la morte dell'operaio
specializzato travolto da un larice nel cantiere "olimpico" per la seggiovia
quadriposto La Coche-Colle Bercia-Serra Granet (Repubblica Torino, novembre
2003).
novembre
2003, Coca Cola sponsor olimpico di "Torino
2006": aprite gli occhi e le menti, scoprite che cosa bevete e chi pagate!
Informatevi sulle azioni di boicottaggio che nascono in tutto il mondo
su Sinaltrainal, Tmcrew
e killercoke (oppure consultate
italy.indymedia.org,
27 ottobre 2003)
10
ottobre 2003, Atene 2004; incidenti sul lavoro:
sono già 11 gli operai morti
in incidenti sul lavoro nei cantieri "olimpici" di Atene. (Da Il Manifesto,
10 ottobre 2003).
3
ottobre 2003, Torino 2006; incidente sul lavoro:
all'interno di uno dei cantieri montani delle olimpiadi del 2006 (nuova
seggiovia quadriposto La Coche-Colle Bercia-Serra Granet, territorio di
Cesana Torinese e Claviere) è morto un addetto al taglio degli alberi.
(Da La Repubblica, La Stampa, 4 ottobre 2003).
settembre
2003, Torino la superdotata: utilizzo "post-olimpico"
dei nuovi impianti sportivi; facciamo due
conti in tasca ai nostri "amministratori"...
settembre
2003, Agenzia Torino 2006 aggiudica a Fiat
Engineering, Impresa Costruzioni Rosso Francesco & Figli e Keltermica
Cordero l'appalto (base di gara 29,6 milioni di Euro) per il secondo lotto
del Palavela a Torino. Ma guarda...
6
agosto 1999/6 agosto 2003: più di 1300
giorni senza verità su Pasquale Cavaliere,
consigliere dei Verdi impiccato in Argentina: la nostra pagina
mentre il nuovo presidente Kirchner revoca le leggi che impedivano giustizia
contro i macellai della junta militare!
luglio
2003, città in mano alle multinazionali
straniere senza sapere come e perchè: il Comune di Torino, dopo
4 anni dall'inizio della "fantastica avventura olimpica", chiede
aiuto ad uno studio legale privato...per capire cosa dicono le clausole
del contratto (capestro)
che Castellani, allora sindaco di Torino, oggi presidente Toroc, ha stipulato
con il CIO nel 1999.VERGOGNA!
(Notizia da La Bugiarda e La Repubblica, 22 luglio).
luglio
2003: la devastazione ambientale creata dai
giochi sporchi continua: da Cesana
e Pragelato le immagini per voi in tempo quasi reale.
giugno
2003: volontari privati con poteri di pubblica
sicurezza per i giorni delle private "olimpiadi 2006"??? Questo e altro
trapela dai comunicati istituzionali: ancora una volta, i torinesi miseramente
scopiazzano quello che è già stato fatto nelle antidemocratiche
edizioni di Salt Lake City 2002 e Sydney 2000. Bravi!
28
aprile 2003: promotori delle "olimpiadi" in
modo disinteressato? Provate a chiederlo a
Giorgetto Giugiaro, dal 1997 al 1999 presidente di Torino 2006 e nel 2003
co-costruttore con il suo gruppo del Villaggio Media per Torino 2006...
(dal sito dell'Agenzia Torino 2006 "...firmato il PROTOCOLLO DI INTESA
anche con il secondo dei due raggruppamenti privati che si impegnano a
costruire il Villaggio Media in Torino, di “Spina 3” sull’area denominata
“Vitali”, di proprietà della società Cimi-Montubi S.p.A.
Il raggruppamento, costituito da imprese torinesi, è formato da:
Impresa Costruzioni Rosso S.p.A., DE-GA S.p.A., Ed.Art. S.r.l., Martini.Com
S.r.l., Zoppoli & Pulcher S.p.A., CO.IM.PRE S.a.s., Gruppo Giorgetto
Giugiaro; costituite per l’occasione in R.C.P. S.r.l. ...").
13
aprile 2003: la Commissione Europea
accoglie il reclamo
del Comitato Nolimpiadi! aprendo una procedura
d'infrazione contro il governo italiano per
gli atti dell'Agenzia Torino 2006 che ha affidato a trattativa privata
(anzichè ad evidenza pubblica europea) la progettazion |