Il potere olimpico alza le mani sui manifestanti. Cremona 15.1.06
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Alleghiamo pari pari la nota deicoordinatori dell'iniziativa di boicottaggio sui gravi fatti accaduti a Cremona domenica 15 gennaio 2006 in occasione del passaggio della fiaccola olimpica.
 
"Come avrete certo appreso dalla stampa locale, domenica 15/1/2006 in occasione dell’arrivo della fiaccola in piazza del duomo a cremona si  è verificato un episodio  molto grave: la polizia ha caricato in modo ingiustificato una parte dei manifestanti. I fatti non sono avvenuti come la stampa ha riportato: quella è semplicemente la versione della questura di cremona.
Oggi  pomeriggio abbiamo convocato una conferenza stampa  presso la Provincia di Cremona (dove era in corso la seduta del consiglio provinciale) per chiarire come si sono svolti effettivamente i fatti.
Il presidio era stato promosso dal coordinamento dei comitati contro le autostrade cr- mn e ti-bre e le centrali turbogas, dal centro sociale Dordoni, dal centro sociale Kavarna, dai giovani comunisti e da progetto comunista.In piazza erano inoltre presenti esponenti dei verdi di Cremona (tra cui il consigliere comunale Matteo lodi) di rifondazione comunista e della rete di Lilliput.
Ezio Corradi aveva presentato regolare comunicazione in questura per segnalare il  nostro  presidio  in piazza del duomo ed in piazza stradivari.
Ci siamo dati appuntamento alle ore 12,00 in piazza del duomo. Abbiamo esposto i nostri striscioni,fatto volantinaggio e con un impianto voci espresso le ragioni della nostra protesta.
Circa un’ora prima dell’arrivo della fiaccola, in  venti/venticinque  persone  (i ragazzi dei centri sociali ed alcuni del coordinamento dei comitati, tra cui il sottoscritto,) ci siamo spostati,percorrendo la via baldesio (una via di circa 40 metri che collega le due piazze sopra menzionate), all’imbocco della stessa con piazza stradivari.Nessuno di noi aveva il viso coperto e, oltre agli indumenti,  eravamo muniti  soltanto di bandiere e striscioni,oltre al solito impianto voci riposto in un carrello per la spesa del supermercato.L’unica attività svolta, durante quei quindici minuti per i quali ci è stato consentito di restare, è stata un breve comizio volante per ribadire le ragioni della nostra presenza,lo sventolio delle bandiere, l’accensione di un fumogeno ed il volantinaggio alle pochissime persone presenti .
A quel  punto il reparto di polizia in tenuta antisommossa che stazionava in piazza stradivari si è mosso verso di noi comandato da un dirigente della questura di cremona.Giunti a due passi da noi e mentre chi li comandava  stava pronunciando le prime parole per chiederci di spostarci , alcuni poliziotti hanno cominciato a colpire : cinque ,sei, sette manganellate inferte con violenza ad alcuni di noi mentre tra l’altro, nonostante fossero passati solo cinque o sei secondi, stavamo già muovendo i primi passi per sgombrare la strada.
Ci hanno poi costretti sotto i portici adiacenti alla via da cui ,aggirando lo stabile,ci siamo mossi per ritornare in piazza del duomo dall’ingresso di via solforino.Ma naturalmente qui abbiamo ritrovato gli stessi poliziotti che ci hanno sbarrato la strada.Qui siamo rimasti fino all’arrivo della fiaccola per poi scioglierci.
Rispetto alla dinamica dei fatti sopra esposti esistono le testimonianze dirette di persone che erano presenti a pochi metri e che si sono già dette pronte a testimoniare .
Riteniamo si tratti di un fatto di una gravità assoluta se si considera che la nostra presenza era assolutamente pacifica, che la fiaccola è arrivata dopo oltre mezz’ora e che non ci è stato dato il tempo di spostarci.
Ogni altro commento lo lascio a voi.
Con grande solerzia la questura ha già inviato gli atti alla procura ed i reati ipotizzati sono cinque:
resistenza a pubblico ufficiale,corteo non autorizzato,accensione di fuochi nella pubblica via,inottemperanza all’ordine dell’autorità,radunata sediziosa.
I giornali in questi giorni hanno ospitato solo le dichiarazioni e le lettere di chi ha gioito per le manganellate e che addirittura ci ha già sommariamente processato indicando anche il valore della multa ed il tempo di detenzione che meritiamo. 
Chiediamo alle forze politiche, sociali ed ambientaliste e ad ognuno di voi una presa di posizione forte e chiara ed  un impegno per denunciare con forza, in ogni sede ed in ogni modo possibile, la gravità di quanto è accaduto".

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