I torinesi vivono di olimpiadi...perchè lo dicono loro i giornali e RAI 3.
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Un evento che esiste solo grazie al quarto potere.

Effettivamente a Torino e in Piemonte la libera circolazione delle idee - presupposto fondamentale di ogni stato o comunità che voglia dichiararsi democratica - è resa difficile dalla presenza dominante del pensiero pro olimpiadi. 
Questo pervade non solo i giornali che per motivi strettamente aziendali sono direttamente coinvolti nell'organizzazione dei "giochi" e dai quali pertanto l'adesione incondizionalta era attesa: ma molto più gravemente, pervade la televisione nazionale regionale.

Precisazione: RAI 3 Piemonte è preziosa alleata di Torino 2006 fin dal 1998, lo è stata poi nel cruciale 1999, nel 2000 e nel 2001 quando in Italia il governo era di "centrosinistra", e nulla è cambiato con l'arrivo di quello di "centrodestra"; non conosciamo e non ci interessano le opinioni politiche dei singoli giornalisti di RAI 3 Piemonte: questo per dirvi che la nostra denuncia non ha alcuna finalità di schieramento politico, ma che semplicemente giudica dai fatti.

Evidentemente ci sfuggono i motivi più profondi per cui i responsabili di una rete di proprietà statale, al servizio pubblico (di tutti), abbiano dovuto deliziare le nostre serate, negli ultimi 4 anni, con volti sorridenti, toni suadenti da trailer cinematografico, costruendo, pompando nella fantasia degli spettatori l'aspettativa...verso un evento non di tutti che, per stessa ammissione degli organizzatori, è amministrato da un ente privato in collaborazione con un altro ente privato, facendo pubblicità diretta o indiretta a sponsor privati stranieri. Una televisione regionale che ha invitato a più riprese nei propri studi Evelina Christillin, Valentino Castellani, Sergio Chiamparino (tutti nomi Toroc): grandi sorrisi, grandi promesse, grande ottimismo, fiducia nella causa "olimpica", lo sviluppo e il bene della città il bene delle olimpiadi le migliaia di posti di lavoro, il "consesso" del CIO, la signora degli anelli...: mitizzazione di nomi e personaggi con una unicità di vedute che ricorda propagande di altri tempi.

Non c'era da stupirsi d'altronde: è lo stesso incredibile, caldo, vicino entusiasmo che la redazione regionale RAI ha sempre manifestato per i promotori dell'Alta Velocità Ferroviaria, la orrifica TAV (guarda caso, con dietro occhio e croce gli stessi gruppi indstriali): sul ruolo RAI nell'affaire TAV, resta per noi memorabile un appassionato intervento di Ferrentino, presidente della Comunità Bassa Valle di Susa. Speriamo di ritrovarlo e mettervelo a disposizione.
 

Passiamo ai giornali: i media della carta stampata con cronaca della città sono, per quanto ci risulta:
- una folcloristica, penosa edizione a tendenza neofascista: ve ne evitiamo il nome; 
- Leggo;
- Torino Sera;
- Il Giornale del Piemonte.

Ma quelli che "tirano" sono i soliti due, La Stampa e La Repubblica. 

Le loro cronache hanno riversato sui lettori torinesi migliaia di articoli a tema "Torino 2006": 
certo, di tanto in tanto pubblicano cronache di litigi, di scaramucce politiche per i "ritardi" (spesso create ad arte per giustificare leggi speciali o modifiche urgenti...), più di rado scandali giudiziari, ma in buona sostanza una trattazione pro olimpiadi a senso unico.
 

I motivi sono chiari; per "La Stampa":

il Presidente onorario dell'"Editrice La Stampa" è stato per anni Giovanni Agnelli, e l'appartenenza al Gruppo FIAT ne ha fatto e ne fa uno strumento, o meglio una compagine aziendale non terza e non imparziale rispetto all'evento "olimpico": come abbiamo visto, la FIAT ha interessi immobiliari ed economici diretti su Torino 2006 e uno dei membri della famiglia Agnelli, coproprietaria del giornale, è addirittura dentro il Comitato Organizzatore. Per la cronaca, La Stampa è stata sponsor di Torino 2006 nella fase di candidatura.
 

Discorso un pò meno evidente ma altrettanto plateale per "La Repubblica":

appartiene al gruppo editoriale/industriale l'Espresso/CIR/DeBenedetti. CIR sino al 2001 controllava il 99,84% della Compagnia Immobiliare Lasa, che a sua volta controlla il 100% di Sansicario Immobiliare S.p.A., che ha edificato nel comune di Cesana Torinese il centro turistico Sansicario 1700, nel quale ha "costruito e venduto in vent'anni più 1700 appartamenti oltre al centro commerciale..." mentre oggi vende appartamenti nel nuovo "Residence  R 21". (loro sito internet settembre 2002).
Il territorio di questo comune viene investito ora da una spesa di centinaia di miliardi pubblici per il 2006: numerose saranno le gare olimpiche (in alcuni casi l'arrivo è praticamente ai piedi delle costruzioni), quindi rinnovo o nuova costruzione degli impianti di risalita, allargamento delle piste da sci, incremento dell'innevamento artificiale, rifacimento della viabilità: l'utilità per la Sansicario Immobiliare S.p.A. è evidente e loro non ne fanno mistero: in bella vista sulla home page del sito www.sansicario.it campeggia il logo Torino 2006.
Che poi l'evento "olimpico" faccia nutrire ulteriori aspettative è confermato dall'interessamento che la società dimostrò alla Regione Piemonte quando nel corso del 2001 inviò alcune "osservazioni" nelle quali, tra le altre cose, ricordava di essere proprietaria di una enorme quantità di terreni e vecchie frazioni nel Comune di Cesana (VAS Torino 2006 Regione Piemonte, aprile 2001). 

(PS: i legami del Gruppo CIR erano interessanti anche in Torino città: fino qualche tempo fa CIR controllava Aedes Immobiliare, società di costruzione e gestione patrimoni immobiliari (Panorama del 12 febbraio 1999: un banchiere "punta l'attenzione sul recente acquisto della società immobiliare Aedes, tramite la Carlo De Benedetti & C: 'Palazzi a parte, l'Aedes non è una immobiliare qualunque, è una società quotata in borsa. Anche la Cir, una volta, era una conceria. Poi è diventata una leva finanziaria...").
Aedes, che però nel frattempo ha cambiato azionista di riferimento e risulta essere in mano di un gruppo tedesco (Munich Re) e di altri minori, è coinvolta insieme a FIAT - guarda un pò - nella gestione del complesso il Lingotto: infatti controlla l'80% di Iupiter (il restante 20% FIAT, tramite Piemongest)  (www.aedes.it, settembre 2002) la società cui FIAT cedette l'anno passato il pacchetto di controllo).

Aggiornamenti 2001 e 2005 su cambi di proprietà. 

Come vi dicevamo, CIR ha controllato Sansicario Immobiliare S.p.A. sino al 2001. Nel 2001 Compagnia Immobiliare Lasa S.p.A. e dunque Sansicario Immobiliare S.p.A. passano a Merrill Lynch, colossale banca d'investimenti americana. 
 

http://www.wayitalia.net/root/impresa_partnership_866.html
"Per quanto riguarda gli investimenti stranieri c'é da segnalare che il Belpaese è amato soprattutto dagli americani (oltre il 50% delle operazioni eseguite in Italia), con la Dow Chemical che ha acquistato la divisione poliuretano dell'Eni e la Merrill Lynch che ha acquisito l'immobiliare Lasa"

conferma su http://www.trend-online.com/?stran=izbira&p=rs&id=7523 che cita Repubblica del 16 febbraio 2001
"Cir vende Lasa a Merrill Lynch La Cir (grafico ha ceduto l'intero pacchetto azionario della Compagnia Immobiliare Lasa a società del gruppo Merrill Lynch per 79 miliardi di lire, sulla base di una valutazione del complesso immobiliare di 135 miliardi. (pagina30)

conferma ancora su Bilancio Consolidato CIR 2000: http://www.borsaitalia.it/media/borsa/db/pdf/997.pdf
"Si segnala infine l’uscita dal perimetro di consolidamento del gruppo Lasa, ceduto a terzi il 15 febbraio 2001...La voce “Prodotti finiti e merci” al 31 dicembre 1999 includeva gli immobili destinati alla vendita del gruppo Lasa, per un importo di lire 93.580 milioni"
 

Nel 2005 infine, dopo appena 4 anni un altro passaggio di mano:
 
7 giugno 2005 su www.grupponorman.com/news.asp
"Storico passaggio di mano della Compagnia Immobiliare Lasa ceduta da Merrill Lynch che la possedeva dal 2001 e acquisita per circa 57 milioni di euro dalla famiglia Cimatti. Alla famiglia Cimatti fanno capo tre rami di attività: gestione di patrimoni immobiliari con Norman 95, il polo industriale tessile che fa capo a Bemberg Cell e i servizi di archiviazione documentale cartacea ed elettronica della società FDM.
La Compagnia Immobiliare Lasa, nata nel 1986, è una società molto nota fra gli operatori del settore e possiede tre società cui fanno capo significativi asset immobiliari: • San Sicario Immobiliare S.p.A., proprietaria di immobili e aree edificabili a San Sicario (TO), nota località sciistica piemontese, sito ufficiale delle olimpiadi invernali di Torino 2006, per cui è già definito un piano di sviluppo turistico-immobiliare da realizzare nei prossimi anni; • ISI Montelupo S.p.A., proprietaria di strutture ricettive site in Trieste • Immobilière des Orleandres, società belga proprietaria di un’importante porzione del World Trade Center di Bruxelles. L’operazione è stata realizzata tramite una newco costituita dalla famiglia Cimatti che ha stipulato un contratto preliminare di acquisto dell’intero capitale sociale di Lasa da Ortensia Srl, facente capo a Merrill Lynch. Il perfezionamento dell'accordo è previsto entro il 15 giugno 2005. Il pacchetto immobiliare di Lasa ha un valore stimato di mercato di 66 milioni di euro mentre il progetto di sviluppo dell'area di San Sicario si stima produrrà nell'arco dei prossimi cinque anni ricavi per circa 200 milioni di euro. L'operazione di acquisizione rappresenta un passo importante per la famiglia Cimatti e per il percorso di consolidamento delle loro attività storiche. Una volta perfezionata l'acquisizione, la famiglia Cimatti intende promuovere un percorso di integrazione di Lasa nell'ambito delle proprie attività svolte nel settore immobiliare".


E concludiamo: sempre per La Repubblica, e La Stampa un dato trascurabile, ma che fa comunque piacere ai bilanci, viene dalle pubblicazioni delle decine di bandi di gara dell'Agenzia Torino 2006, obbligata per legge a darne notizia: spesso transitano sulle pagine Repubblica e La Stampa. A pagamento, supponiamo.

Chi conoscesse altre interessanti notizie è vivamente pregato di darcele. Grazie.
 

E ora, le buone notizie.
I media non allineati in questa vicenda, diciamolo per una volta, esistono: non tutti leccano i piedi, non tutti si prostrano in ginocchio bramando per un briciolo di notorietà. Non tutti servono e riveriscono il padrone a cinque cerchi, a volte è la "testata" a garantire l'indipendenza, a volte la volontà della singola persona, la sostanza è che qualche giornalista contemporaneamente anche uomo esiste e le sorprese non mancano.

Liberazione, Famiglia Cristiana: una volta si sarebbe detto "il diavolo e l'acqua santa". 
Oggi, semplicemente, sull'argomento "Torino 2006", i loro giornalisti dicono le cose come stanno, non mentono e danno spazio. Compiono l'incredibile sforzo di scrivere in veste critica ed imparziale, addirittura si permettono di contestare, quando scoprono scampoli di verità. Credeteci, rispetto al buio pesto dei giornali nazionali e delle televisioni, controllate o pagate per tacere, è un gran bel risultato.
Famiglia Cristiana, 16 dicembre 2001 "Torino 2006, Olimpiadi Invernali: tutto in famiglia?", Alberto Chiara e Pino Pignatta; Liberazione, 1 marzo 2002 "Torino 2006, le mani sulla città", Fabio Rosati.

La7. Anche l'ex-Telemontecarlo ha tirato in ballo le "olimpiadi" in una puntata di settembre 2002. Probabilmente ai prestigiatori dei "giochi" non deve essere riuscito di bloccarla (come hanno invece fatto con un pezzo di Fulvio Grimaldi), e così si è trattato del primo vero servizio televisivo negli ultimi anni ad aver messo virtualmente "difronte" le teorie di pro e contro; il risultato è stato molto misero per la gente di "Torino 2006"...
Il pezzo, ben pensato, ideato e documentato, ha messo sul piatto della bilancia dati e numeri e probabilmente alcuni si devono esser chiesti... come sia potuto sfuggire al pensiero totalizzato...

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