"Il
Comitato di Alta Sorveglianza e Garanzia ha poi svolto, attraverso gli
Organi competenti, un monitoraggio sulla regolarità di impiego della
manodopera e sulla sicurezza nei cantieri olimpici. Non vengono evidenziate
allo stato situazioni degne di nota".
Sito
internet Agenzia Torino 2006, documento valido sino al periodo febbraio-giugno
2004 (cfr. http://www.agenziatorino2006.it/dwd/accertamenti.pdf).
Questa
la versione sul mondo del lavoro di Agenzia Torino 2006, ovvero l’appaltante
pubblico della maggior parte delle opere olimpiche. Allo stesso modo era
stato ripetuto nei diversi incontri sul tema sicurezza sul lavoro in tanti
anni a Torino. Garantiremo, sorveglieremo, dicevano i responsabili delle
attività a 5 cerchi.
La
realtà è purtroppo diversa: per Torino 2006 al giugno del
2004 erano morti almeno due operai.
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Il 3 ottobre
2003 all'interno di uno dei cantieri montani delle olimpiadi del 2006,
quello della nuova seggiovia quadriposto La Coche-Colle Bercia-Serra Granet,
nel territorio dei comuni di Cesana Torinese e Claviere, muore un addetto
al taglio degli alberi. (La Repubblica, La Stampa, 4 ottobre 2003).
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Il 6 dicembre
dello stesso anno un altro incidente mortale di un operaio impegnato
nei lavori di ristrutturazione di Torino Esposizioni. (http://italy.indymedia.org/news/2003/12/440383.php)
Davvero
nessuna situazione degna di nota?
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Il 2 agosto
2004 il terzo incidente mortale nel cantiere del villaggio media
sulla Spina 3, vittima un operaio moldavo di 37 anni, centrato al capo
da un asse. (La Stampa, 3 agosto 2004).
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Il 2 maggio
2005 il quarto operaio, portoghese, è folgorato da una scarica
elettrica mentre era a bordo di una gru impegnato nelle opere sull’Autofrejus,
costruzione della quarta corsia da Oulx a Bardonecchia. (La Stampa e La
Repubblica maggio 2005).
Nonostante
queste ulteriori due vittime dei cantieri, sul sito di Agenzia Torino 2006
la pagina relativa agli "accertamenti" resta bloccata al 2004. Piuttosto
indignati iniziamo allora a inviare loro una serie di 2, 3, 4, 5 richieste,
perchè ci dicano se ora qualcosa in più da notare c'è.
Magari, piuttosto che qualcosa, che qualcuno, che qualche essere
umano c'è da notare perchè non c'è più. Risposte,
nessuna. A metà gennaio '06 perdiamo la pazienza e li avvisiamo
che se non pubblicano gli aggiornamenti ci rivolgiamo alla magistratura
(grande spauracchio, come si è già visto). Miracolosamente
il 9 febbraio, il giorno prima dell'inizio delle olimpiadi che quei lavoratori,
ora morti, hanno contribuito a realizzare, arriva la loro risposta: "Con
riferimento al messaggio del 13 gennaio scorso si informa che gli esiti
degli accertamenti effettuati sino al giugno 2005 sono pubblicati sul sito
dell'Agenzia Torino 2006. Il Comitato di Alta Sorveglianza e garanzia".
Corriamo a vederli e cosa scopriamo? Lo potete vedere anche da voi se
cliccate qui: o se leggete qui sotto.
"Nel
periodo luglio 2004-giugno 2005 il Comitato di Alta Sorveglianza e Garanzia
ha proseguito il monitoraggio delle opere da eseguire...ha poi continuato
a svolgere nel periodo considerato, attraverso gli Organi competenti, un
monitoraggio sulla regolarità di impiego della manodopera e sulla
sicurezza nei cantieri olimpici. Tale attività non ha condotto ad
evidenziare situazioni di grave irregolarità. Le inosservanze riscontrate
sono apparse piuttosto esigue e comunque sanzionate".
Ok.
Ora lo sappiamo. I portici di Via Po sono stati ridipinti, i graffiti sono
stati cancellati, le seggiovie funzionano. E' questo ciò che importa
di più.