Referendum
su Torino 2006: perchè una cittadinanza che partecipi è possibile!
Ecco
il progetto tutto incentrato sui diritti fondamentali delle persone e sulle
leggi:
due
referendum, 1 torinese ed 1 regionale; obiettivo: abolire Torino 2006,
risparmiare l'ambiente e dedicare le risorse "salvate" a progetti che veramente
aiutino le persone.
Ecco
i punti salienti di quella che potrebbe essere la campagna di referendum
per l’abolizione delle olimpiadi in territorio torinese e piemontese.
Innanzitutto,
e’ un diritto costituzionale della cittadinanza esprimersi
su eventi di simile rilevanza, ed esprimersi prima che certe decisioni
vengano definite: ma a Torino ed in Italia per le olimpiadi del 2006 questo
non lo ha fatto nessuno: Torino 2006 e gli enti locali se ne sono
ben guardati: ora potrebbero pentirsi di questa scelta.
Su
questo punto lo stesso Mario Pescante, membro di Torino 2006, del Coni
e del CIO, già nel 1998, in piena candidatura, aveva chiarito: “Sulla
parola consenso l’unica certificazione valida è quella che può
dare un referendum popolare” – Repubblica, 28 gennaio 1998 -.
Non
esiste quindi, di fatto, alcuna prova che la maggioranza dei cittadini,
una volta correttamente e pienamente informata su tutti gli aspetti economici
finanziari ed ambientali, sia favorevole allo svolgimento dei “giochi”
in Piemonte…
Dal
lato pratico, le difficoltà certo sono rilevanti, ed è il
motivo per cui, almeno inizialmente, non si farà ricorso ad una
consultazione nazionale; comunque, per prima cosa, le firme da raccogliere:
15.000 per la votazione consultiva comunale, 50.000 per quella
abrogativa regionale; principalmente, però, sarà dura da
scalfire l’”uniformità culturale” cui sono stati costretti i piemontesi
in questi 4 anni dai quotidiani e dalla tv locale.Se il 50% più
uno dei votanti nel referendum regionale si dichiarerà contrario
al progetto “Torino 2006” il contratto con il CIO dovrà essere annullato.
Ma
dalla parte del referendum sono anche i numeri (la sequela di tracolli
finanziari e contabili di ultime edizioni è documentata e disponibile)
ed un fondamentale precedente: l’unico referendum che si registri
avvenuto ad olimpiadi già assegnate, si tenne a Denver (USA)
nel 1975 e si risolse con la vittoria dei promotori e col trasferimento
dei “Giochi” fuori dagli Stati Uniti.
(Le
olimpiadi furono dichiarate dalla città inammissibili dopo
che la popolazione venne informata sui i contraccolpi economici
che sarebbero ricaduti sulle casse della città, sull'impatto
negativo per ilturismo invernale e, non ultimo, sui disastri ambientali
che avrebbero subito gli ecosistemi delle Montagne Rocciose: a carte finalmente
scoperte più del 60% dei denveriani si dichiarò contrario,
il contratto fu annullato ed il C.I.O. costretto ad “emigrare” ad
Innsbruck - che, per la cronaca, dopo aver ospitato per la seconda volta
i giochi invernali, nel 1997 si è a sua volta pronunciata definitivamente
per non ospitare più olimpiadi -).
INFORMAZIONI
LEGALI
Tenendo
presenti i Diritti Fondamentali ex articoli 1, 2, 3 Costituzione, per quanto
riguarda i referendum comunali, questi si terranno in attuazione degli
articoli: 1, 2) punto a, 3) punti b, c, i, Titolo I, nonché in osservanza
dell’articolo 10, Capo I, Titolo II, così come regolati dall’articolo
17 punti 1 e 2)b dello Statuto Città Torino.
Per
quanto riguarda i referendum regionali si svolgerebbero invece in base
ai diritti previsti dall’articolo 123 Costituzione, dalle norme dello Statuto
Regione Piemonte nonché dalla Legge regionale 16 gennaio 1973, n.
4 e successive modifiche. E’ in corso uno studio per valutare modi e tempi
di presentazione di un referendum nazionale ai sensi dell’articolo 75 Costituzione.
Da notare che una nuova legge dei primi mesi del 2000 garantisce ora piena
parità fra I comitati del NO e quelli del SI: tot minuti televisivi
per uno, tot minuti televisivi per l’altro.
SCHEDA
RIASSUNTIVA
Referendum su
"Torino 2006", perchè SI.
-
Perchè
"Torino 2006" non ha mai dimostrato il supporto della popolazione:
si è limitata a un paio di insignificanti sondaggi telefonici nel
lontano 1998 e 1999 raggiungendo - si e no - qualche migliaio di persone.
A te l'hanno mai chiesto?
-
Perchè
di 6 città candidate alle olimpiadi del 2006 Torino è stata
l'unica (assieme ad Helsinki) a non aver svolto un referendum prima di
presentare la candidatura.
-
Perchè
addirittura Mario Pescante (attualmente viceministro e membro di Torino
2006) quando era presidente del CONI reputò necessario che si svolgesse
un referendum per provare il supporto della popolazione: questo referendum
non è mai stato fatto.
-
Perchè
lo Stato italiano prevede di stanziare non meno di 2500 miliardi pubblici
per le olimpiadi del 2006...ma non sono in alcun modo dimostrati i vantaggi
che eventualmente ne deriveranno: è quindi assolutamente giusto
che i cittadini si possano esprimere su questo punto.
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Perchè
le opere che verranno realizzate comporteranno una distruzione ambientale
senza precedenti in Piemonte.
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Perchè
l'Agenda 21 firmata dall'Italia a Rio de Janeiro nel 1992 prevede la consultazione
preventiva delle popolazioni che potrebbero essere danneggiate da
impatti ambientali rilevanti.
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Perchè
quello al referendum è un diritto costituzionalmente garantito.
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Perchè...mettici
tu un perchè, siamo sicuri che abbia valore!
Referendum su
"Torino 2006", perchè qualcuno dice di NO?
-
Perchè
negli uffici di Via Nizza...dovrebbero iniziare a preparare le valigie...
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Perchè
troppo grossi sono gli interessi di pochissimi: guai a che la gente comune,
quella che paga le tasse e subisce l'inquinamento, possa metterci le mani
sopra!
-
Perchè
hanno paura di perdere: Denver, Innsbruck, Cortina, Aosta sono alcuni esempi
di città che hanno legalmente votato un referendum ed escluso le
olimpiadi!