Relazione sintetica piano generale per Torino 2006 
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VAS OLIMPIADI 2006
VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA DEL PROGRAMMA PER LE OLIMPIADI INVERNALI DEL 2006
DOSSIER DI VALUTAZIONE
SINTESI DEL RAPPORTO

La presente Sintesi, redatta in linguaggio non tecnico, tende a facilitare la comprensione dei principali risultati emersi dalle analisi e   valutazioni operate e ad orientare la consultazione del Rapporto complessivo, al quale necessariamente rinvia per ogni specificazione. 

1. Cos’è il Programma Olimpico, a cosa serve la VAS.

2. Che cosa prevede il Programma Olimpico, e dove. 

3. Che problemi solleva il Programma  Olimpico

4. Che obiettivi deve perseguire il Programma Olimpico

5. Che effetti, positivi e negativi, potrà generare il Programma Olimpico

6. Come mitigare o compensare gli effetti negativi del Programma Olimpico

7. Come sviluppare il Programma, per rafforzarne gli effetti positivi e ridurne quelli negativi
 
1. Cos’è il Programma Olimpico? A cosa serve  la Valutazione Strategica Ambientale?
 
 

Il Programma per le Olimpiadi Invernali del 2006 (o, più brevemente, Programma Olimpico) è un documento, predisposto dall’apposito Comitato Organizzatore, che definisce e coordina un insieme di interventi atti a creare, a Torino e nelle sue montagne, le migliori condizioni per ospitare i Giochi Olimpici. Esso si propone di potenziare e migliorare le dotazioni esistenti di attrezzature, servizi e spazi naturali, la viabilità e i trasporti, eliminando od alleviando le carenze, le strozzature e le situazioni di rischio che potrebbero pregiudicare od ostacolare il loro svolgimento. Il Programma specifica quanto già contenuto nel Dossier di candidatura - sulla base del quale il Comitato Internazionale Olimpico ha scelto in Torino il luogo dei prossimi Giochi - con alcune variazioni non sostanziali resesi opportune per la miglior fattibilità degli interventi e con riferimento alla L.285/2000 con la quale sono stati decisi gli stanziamenti per gli interventi stessi ed è stata costituita l’Agenzia per gestirli.
Sebbene la maggior parte degli impianti, delle attrezzature e dei servizi necessari per lo svolgimento di tutti i Giochi invernali  sia già  esistente, gli interventi di completamento e miglioramento previsti, che nell’insieme comportano un investimento pubblico e privato di oltre 2000 miliardi, potranno avere effetti importanti sull’ambiente fisico, socio-economico e   culturale di Torino e dei territori interessati. Da un lato tali interventi potranno, già in fase di costruzione, determinare - se non adeguatamente controllati - effetti indesiderabili sugli spazi e le risorse naturali (a cominciare dall’acqua, dall’aria e dai suoli), sul paesaggio e le condizioni di vita delle popolazioni. Dall’altro essi potranno - se adeguatamente controllati - concorrere a  migliorare la qualità ambientale e soprattutto le opportunità di sviluppo durevole delle popolazioni stesse, a rilanciare l’immagine e la capacità d’attrazione di Torino e delle sue valli, con effetti che si faranno sentire ben oltre lo svolgimento dei Giochi. 
La Valutazione Strategica Ambientale (prevista dalla legge regionale 40/1998 e dalla stessa legge nazionale sopra citata, oltre che dalle direttive europee del 1998) ha perciò lo scopo di considerare ed evidenziare  tutti gli effetti, positivi e negativi, che l’attuazione del Programma potrebbe generare sull’ambiente fisico, socio-economico e culturale dei territori interessati, per  far sì che siano evitati o minimizzati gli effetti negativi e rafforzati quelli positivi.  Essa deve perciò valutare non soltanto ciò che succederà in preparazione dei Giochi e durante i Giochi, ma anche ciò che potrà succedere dopo il loro svolgimento, per effetto degli interventi attuati. Essa, d’altra parte, deve valutare il Programma nel suo complesso, prendendo in considerazione i singoli interventi previsti solo in quanto parte integrante di tale Programma: la valutazione riguarda cioè il sistema e non le singole opere. E’ qui che la Valutazione Strategica si differenzia nettamente dalle Valutazioni d’Impatto Ambientale ormai correntemente applicate ai singoli progetti. Ciò anche in considerazione del  fatto che i singoli interventi  sono per ora definiti solo in prima approssimazione, poichè i progetti veri e propri potranno essere predisposti solo dopo la prima fase della Valutazione Strategica.
Conformemente a quanto previsto dalle direttive europee e dalle Linee Guida del Ministero dell’Ambiente, la Valutazione Ambientale Strategica, infatti,  non si esaurisce in un atto di valutazione, ma consiste in un processo che deve accompagnare tutto lo sviluppo del Programma, dalla fase dei progetti a quella della loro realizzazione e della gestione delle opere realizzate. In questa fase il presente Rapporto illustra gli  studi del Politecnico di Torino atti a supportare la Valutazione preventiva  (o ex-ante) con cui la Regione Piemonte, d’intesa col Ministero, è chiamata ad esprimere il “giudizio di compatibilità” che deve consentire al Comitato Organizzatore di procedere allo sviluppo del Programma.
 

2. Che cosa prevede il Programma Olimpico? E dove?

Il Programma prevede un’ampia gamma di interventi, ai quali la Legge apposita assicura copertura finanziaria: precisamente 1550 miliardi, di cui 800 per gli impianti sportivi ed opere connesse e 750 per la viabilità. Nell’insieme, gli interventi possono essere suddivisi in:
-interventi strettamente necessari per consentire lo svolgimento di tutti i Giochi Olimpici,
-interventi integrativi, non strettamente necessari ma utili per rafforzare le ricadute positive che il Programma potrà generare ai fini dello sviluppo locale,
-interventi indotti, utili o necessari per migliorare le condizioni in cui si svolgeranno i Giochi e, più in generale, la qualità ambientale dei territori interessati.

Gli interventi sono orientati in due direzioni principali:
a) il potenziamento e la qualificazione dell’offerta sportiva, ricreativa e ricettiva, parte in  Torino, parte nelle Valli. In Torino sono previsti tre gruppi di interventi: il primo nell’area Lingotto-Mercati generali (per il pattinaggio velocità, il pattinaggio artistico, il curling, l’hockey, il Villaggio Olimpico atleti, la residenza della Famiglia Olimpica, il centro stampa, ecc.), il secondo riguardante i Villaggi per i Media distribuiti in varie aree di recupero prevalentemente centrali, il terzo riguardante i siti per le cerimonie ufficiali (Palazzina di caccia di Stupinigi, Stadio delle Alpi). Nelle Valli, i due interventi più innovativi riguardano il trampolino del salto (Pragelato) e la  pista del bob (Oulx) mentre vari interventi per lo sci alpino riguardano Sestrière, Cesana-Sansicario, Bardonecchia, Sauze d’Oulx, e, anche per quello di fondo, Clavière e Pragelato; sono inoltre previsti due Villaggi Olimpici, a Sestrière e Bardonecchia, mentre per le discipline del ghiaccio sono interessati Pinerolo e Torre Pellice. 
b) il miglioramento dell’accessibilità e della mobilità. Gli interventi in Torino riguardano principalmente il completamento del Passante ferroviario, le connessioni dell’area Lingotto con il contesto metropolitano, e la ferrovia di Caselle; mentre quelli nelle Valli riguardano adeguamenti funzionali e realizzazione di nuove strade (quali circonvallazioni per Cesana, Pragelato, e lungo la SS23 tra Pinerolo e Perosa), messa in sicurezza di vari tratti soprattutto della SS23 e della SS24 e la realizzazione di centri di “interscambio” (per favorire il trasferimento da una modalità all’altra di trasporto, in particolare dai mezzi individuali alla ferrovia o comunque al trasporto collettivo) a Pinerolo, Oulx e Cesana. Sebbene i movimenti di persone e merci in corrispondenza dell’evento Olimpico non rappresentino incrementi significativi di quelli che normalmente si verificano per l’accesso alle grandi stazioni turistiche delle Valli,  e possano essere in parte assorbiti da servizi appositi di trasporto collettivo, sono anche    previsti interventi per meglio organizzare la mobilità e i trasporti, con innovazioni (anche per le informazioni ai viaggiatori) che potrebbero generare miglioramenti, soprattutto nelle situazioni d’emergenza, anche dopo i Giochi.

E’ importante notare che gli effetti generati dal Programma non riguarderanno solo le località in cui si realizzerano gli interventi, ma territori assai più vasti, come ad esempio quelli attraversati dai traffici connessi ai Giochi ed esposti agli inquinamenti atmosferici od acustici che potrebbero derivarne (le basse Valli) o quelli influenzati dagli sviluppi turistici stimolati dai Giochi. Questo contesto territoriale ampio e dai confini assai vaghi (poichè variano al variare dei problemi che si considerano) è già oggi interessato da problemi,  dinamiche e cambiamenti che determinano situazioni spesso notevolmente critiche, in gran parte dovute agli sviluppi industriali, turistici e infrastrutturali che si sono determinati nella seconda metà del secolo scorso. Queste situazioni, che si manifestano talora in modo particolarmente acuto (alluvioni, dissesti, congestioni, inquinamenti, devastazione  paesistica, ecc.) devono essere tenute ben presenti perché potrebbero essere aggravate o, viceversa, attenuate con gli interventi in Programma.
 

3. Che problemi solleva il Programma Olimpico?

Occorre distinguere tra i problemi che il Programma può profilare nel suo insieme (e con riferimento quindi all’insieme dei territori interessati) e quelli che riguardano invece più specificamente le singole località interessate.Tra i primi, occorre anzitutto notare che il Programma, globalmente considerato, non potrà non avere significative ripercussioni sui fenomeni  d’inquinamento (già oggi assai seri sia nell’area torinese che in Valsusa) e sui consumi energetici nelle Valli, in termini che potranno e dovranno essere tenuti sotto stretto controllo. Ma più specifico interesse assumono le problematiche connesse con:

a) il potenziamento dell’offerta sportiva e dell’innevamento artificiale, che incrocia problemi quali i rischi idrogeologici, diffusi soprattutto in Valsusa, per viabilità, impianti, piste; i disboscamenti e le asportazioni del suolo superficiale per la modellazione delle piste ecc.; il disturbo alla fauna conseguente all’espansione delle aree sciabili, ecc.; il consumo di acqua ed energia per la neve artificiale, spesso in situazioni già di grave penuria (al di sotto dei minimi necessari per la vita di fauna e flora); l’inquinamento addebitabile all’eventuale uso di additivi per la produzione della neve; l’aggravamento del disordine paesistico già determinato nel recente passato dalla diffusione degli impianti sciistici e delle seconde case e, per contro, l’opportunità di cogliere l’occasione del Programma Olimpico per riqualificare il paesaggio alpino;

b) il complesso degli interventi di riuso e trasformazione per gli impianti e le attrezzature previsti nell’area torinese, che si inseriscono (con effetto di potenziale “accelerazione”) in un quadro di più generali trasformazioni riguardanti la progressiva realizzazione della cosidetta “spina centrale” già prevista dal Piano Regolatore, gli interventi sul sistema della viabilità e dei trasporti attorno al nodo del Lingotto (quali il sottopasso di C.Spezia o l’interscambio tra ferrovia e metropolitana), il potenziamento delle sedi universitarie, del polo fieristico del Lingotto e del sistema alberghiero, il rafforzamento degli impianti sportivi; 

c) l’insieme degli interventi sulla viabilità e i trasporti che, prescindendo dall’area torinese di cui s’è detto, configurano in generale la possibilità di risolvere od alleviare parte dei problemi critici in atto, nella direzione già individuata dai piani e programmi nazionali, regionali e provinciali; ponendo tuttavia la pressante esigenza di riorganizzazioni nei sistemi di trasporto ed innovazioni nei sistemi di gestione, soprattutto ai fini di favorire, anche dopo i Giochi,  il previsto spostamento dei movimenti delle persone  e delle merci  dai mezzi individuali ai mezzi collettivi, in primo luogo la ferrovia esistente;

d) l’insieme degli interventi sulle attrezzature turistiche e ricettive, che presentano molte connessioni coi programmi di sviluppo delle Comunità Montane, rispetto ai quali il Programma Olimpico si profila come un’occasione strategica per innescare nuove forme durevoli di sviluppo, atte a migliorare le prospettive occupazionali e a ridurre gli attuali fattori  di crisi (ad esempio l’eccessiva stagionalità dei flussi turistici, gli squilibri territoriali che ancora penalizzano alcune aree e in generale le basse valli, il sottoutilizzo di gran parte del patrimonio abitativo anche di recente costruzione); non senza introdurre, tuttavia, ulteriori fattori di rischio, come quelli generati da nuovi insediamenti fuori dei centri abitati e in aree sensibili.

Molto più articolati sono i problemi che il Programma solleva nelle diverse località direttamente interessate dagli interventi. Tali problemi sono analiticamente esposti nelle schede inserite nel presente studio, così articolate:
a) schede (n.13, una per ciascuna delle località più direttamente interessate) relative agli interventi di potenziamento dell’offerta sportiva ed all’innevamento artificiale;
b) schede (n.6) relative ai corsi d’acqua interessati dai prelievi idrici connessi ai suddetti interventi;
c) scheda relativa agli interventi di rifunzionalizzazione nell’area torinese;
d) schede (n.7, una per ognuna delle principali località interessate) relative agli interventi per la mobilità e i trasporti;
e) scheda relativa alle singole tratte stradali interessate dagli interventi per la mobilità e i trasporti;
f) schede (n.8, una per ciascuna delle località più direttamente interessate) relative agli interventi di sviluppo turistico e insediativo.
 

4. Che obiettivi deve perseguire il Programma Olimpico?

A fronte dei problemi sopra richiamati, il Programma non può evidentemente ridurre i propri obiettivi all’organizzazione e alla predisposizione di tutto quanto occorre per il buon svolgimento dei Giochi. Esso infatti non può mancare di   concorrere al miglioramento delle condizioni di vita e delle prospettive di sviluppo delle comunità locali e della stessa comunità regionale. Sebbene  le azioni perseguibili col Programma siano necessariamente limitate nell’ambito definito dall’apposita legge nazionale, volta a dare concreto e tempestivo riscontro alle decisioni del Comitato Internazionale Olimpico, il contributo che esso può portare in questa direzione non può certo essere sottovalutato: non soltanto perché il miglioramento delle situazioni ambientali rappresenta  una condizione imprescindibile per la sua attuabilità; ma anche perché le risorse mobilitabili e la dimensione spaziale investita conferiscono comunque al Programma Olimpico una grande potenziale incidenza sui processi di trasformazione e di sviluppo che potranno aver luogo nei prossimi anni nei territori interessati, sia in termini di attivazione diretta dei processi che in termini di effetti dimostrativi. Si tratta di cogliere appieno l’occasione straordinaria che si offre per incidere positivamente sulle politiche più vaste ed articolate riguardanti l’intero contesto economico e territoriale. Un’occasione tanto più rimarchevole in quanto, dato l’anticipo di 5-6 anni con cui si è costretti a muoversi, si apre concretamente la possibilità di innescare una feconda interazione tra il Programma Olimpico  e gli strumenti “ordinari” di governo del territorio, dal Piano regionale (con l’”approfondimento” già avviato dalla Regione  per la Valsusa) al Piano territoriale di coordinamento della Provincia, ai Piani urbanistici locali. Questa interazione può infatti consentire di affiancare le azioni previste dal Programma  con le azioni di “accompagnamento” che possono essere promosse ed attuate da altri soggetti, primi fra tutti la Regione e gli Enti locali. Di tale “accompagnamento” è quindi opportuno tener conto nella stessa definizione degli obiettivi; senza tuttavia che  le carenze o i ritardi nelle azioni di accompagnamento possano costituire un alibi per la mancata attuazione di quanto al Programma  direttamente compete in termini di qualità ambientale. 

Gli obiettivi da perseguire possono essere distinti in: 
a) obiettivi che potremmo definire “di mitigazione”, che  mirano essenzialmente a contenere o ridurre i guasti attuali o temuti, a mitigare gli effetti negativi, a non peggiorare le situazioni in atto con opportune misure tecnologiche o a riparare i danni con interventi di risarcimento, bonifica o recupero che tuttavia non intervengono nei processi e non agiscono sulle cause;
b) obiettivi che potremmo definire “di razionalizzazione”, che mirano a rendere i processi di trasformazione compatibili col rispetto dell’ambiente e ad affrontare in modo più sistematico e complesso i fattori di fondo che influiscono sulle condizioni  ambientali;
c) obiettivi che potremmo definire “di sostenibilità”, che mirano non solo a non aggravare le criticità in atto ma ad imprimere radicali miglioramenti, puntando ad un’elevazione concreta e duratura, ancorchè graduale, della qualità ambientale e delle condizioni di sviluppo.  

Tale distinzione può essere ripetuta per tutti i settori d’intervento, di cui alla lista seguente; tenendo presente che gli obiettivi da perseguire in ciascun settore sono sempre più o meno interconnessi con quelli degli altri settori ed è quindi necessario individuare le priorità ed in particolare evidenziare quegli obiettivi che devono  rappresentare punti irrinunciabili di riferimento.
1) Energia: il Programma deve contribuire  a migliorare i bilanci energetici, sia nell’area  torinese che nelle  due testate di valle, mediante la riduzione degli sprechi e del cattivo uso delle risorse primarie, il contenimento della domanda energetica a parità di soddisfacimento dei bisogni, lo  spostamento della produzione e dei consumi verso fonti rinnovabili, i miglioramenti tecnologici per la riduzione delle pressioni ambientali e delle conseguenti produzioni di inquinanti e per l’efficienza nei sistemi e processi di trasformazione energetica, la gestione integrata dei reflui, la riutilizzazione energetica dei rifiuti, la razionalizzazione della localizzazione degli impianti  di trasformazione energetica e delle reti di distribuzione.
2) Acque e suolo:  il Programma deve contribuire al miglioramento della stabilità e della gestione del suolo e delle acque, mediante il recupero o ripristino delle aree interessate da frane e dissesti, la riduzione e prevenzione dei rischi di dissesto idrogeologico, il miglioramento della stabilità dei versanti, l’eliminazione o riduzione delle diverse forme di inquinamento idrico superficiale e sotterraneo, la riduzione e prevenzione dei rischi alluvionali, il miglioramento della qualità e funzionalità degli ambienti acquatici, l’eliminazione o riduzione dei prelievi idrici dannosi, la razionalizzazione complessiva, a livello di bacini, dei prelievi idrici.
3) Biodiversità e paesaggio: il Programma deve contribuire alla tutela della biodiversità, al  miglioramento della qualità e dell’efficienza ecosistemica, alla valorizzazione del paesaggio, mediante l’eliminazione o riduzione dei fenomeni di inquinamento nocivi, le innovazioni tecnologiche atte a minimizzare gli effetti negativi  delle attività antropiche (in particolare quelle connesse alle pratiche sportive ed allo sviluppo del turismo), il  potenziamento  delle interconnessioni vitali per la flora e la fauna, la riduzione dei fattori di degrado visivo, il recupero e ripristino dei paesaggi devastati, la tutela della diversità, leggibilità e fruibilità paesistica, la creazione di aree di protezione specifica della natura e di “sviluppo naturalistico”connesse a quelle esistenti, la rivalorizzazione dei caratteri identitari del territorio.
4) Mobilità e trasporti: il Programma  deve contribuire al miglioramento dei rapporti tra i costi e i benefici  recati complessivamente dai sistemi di mobilità e trasporti, mediante la  riduzione dell’impatto ambientale delle infrastrutture e del traffico, lo spostamento  dei flussi dai mezzi individuali a quelli collettivi (e soprattutto da strada a ferrovia) la riorganizzazione integrata della mobilità e dei trasporti, con azioni sistematiche e interconnesse sulla viabilità, le ferrovie, gli impianti a fune e la mobilità “sci ai piedi”, pedonale, ciclabile ed equestre, la messa in sicurezza delle reti di trasporto, l’adeguamento funzionale delle diverse reti di trasporto, la riduzione della domanda di mobilità a parità di intercomunicazioni  richieste, le  limitazioni del traffico, soprattutto pesante, nelle situazioni e nei momenti critici, con misure appropriate sperimentabili in occasione dei Giochi.
5) Sviluppo locale sostenibile: il Programma deve contribuire all’attivazione di processi di innovazione e di sviluppo  locale endogeno e  sostenibile, mediante il  contenimento degli sviluppi turistici ed urbanistici ad alto impatto ambientale (con particolare attenzione per i grandi impianti sportivi e per la diffusione delle seconde case), la redistribuzione razionale dell’offerta turistica ricettiva, la riqualificazione dei centri di servizi ed attrezzature esistenti, la  valorizzazione turistica, integrata e coordinata tra le diverse stazioni, il miglioramento dell’utilizzazione del patrimonio esistente (edilizio, urbanistico, infrastrutturale), la rivalorizzazione delle attività economiche tradizionali atte alla manutenzione del territorio, la  redistribuzione territoriale delle opportunità di sviluppo sostenibile, la promozione della “cultura dell’accoglienza”.
 
 
 

5. Che effetti, positivi e negativi, potrà generare il Programma Olimpico?

In linea generale, allo stato attuale di definizione, il Programma non risulta poter generare effetti negativi, non eliminabili o mitigabili,  tali da contraddire gli obiettivi assunti e da sconsigliare quindi la realizzazione del Programma stesso. Più precisamente, con riferimento ai suddetti obiettivi:
1) Per quanto riguarda l’energia, gli incrementi di domanda prodotti dagli interventi e dalle attività previste (trascurabili ovviamente nell’area torinese ma non irrilevanti nelle valli) potranno essere notevolmente contenuti con le misure suggerite nel presente studio di Valutazione e, soprattutto, con quelle da definirsi nella fase di progetto secondo i criteri qui indicati, misure destinate comunque a produrre un progressivo miglioramento della situazione complessiva.
2) Per quanto riguarda il suolo e le acque, gli interventi nelle valli, sia per gli impianti e gli spazi sportivi, sia per la viabilità, possono determinare nel loro insieme un aumento non trascurabile della pressione esercitata sui sistemi esistenti, che profila in qualche caso effetti inaccettabili, evitabili con opportune alternative di localizzazione (come nel caso di alcuni dei laghetti di accumulo dell’acqua per l’innevamento, o dei prelievi idrici in alcune località) o con opportune cautele  progettuali (come nel caso delle aree a rischio di frana o della previsione di notevoli sbancamenti di terra) o con adeguate misure di mitigazione, come si vedrà più avanti. E’ importante notare che l’aumento complessivo della pressione sulle acque e il suolo è in buona misura attribuibile ad interventi non strettamente essenziali per i Giochi ma di carattere “integrativo”.
3) Per quanto riguarda la biodiversità e il paesaggio, si profilano impatti e interferenze diffuse, che tuttavia solo in pochi casi appaiono inaccettabili e perciò tali da consigliare o imporre alternative di localizzazione (come nel caso dei laghetti d’interesse naturalistico, da non utilizzare ai fini dell’innevamento artificiale), mentre più spesso si tratta di adottare opportune cautele progettuali ed esecutive (come quelle utili a ridurre i varchi e le interruzioni nella copertura boschiva, o ad assicurare il perfetto ripristino dei reticoli idrografici e degli strati superficiali, o a guidare le inevitabili trasformazioni del paesaggio verso un miglioramento complessivo od anche - come per il trampolino di salto - verso la creazione di nuovi valori simbolici e spettacolari) od opportune misure di mitigazione, o di controllo o di limitazioni gestionali. Anche per questi aspetti, va notato che la diffusione degli effetti negativi dipende soprattutto dagli interventi non strettamente essenziali. Inoltre grande importanza deve essere attribuita, già nella fase di progetto, ai cantieri di costruzione che potrebbero, in molti casi, avere un impatto sulla flora e sulla fauna assai più grave delle opere finite e delle stesse attività previste.
4) Per quanto riguarda la mobilità e i trasporti,  da un lato l’incremento dei movimenti turistico-sportivi in occasione dei Giochi, dato il loro carattere essenzialmente “di evento mediatico”,  appare contenuto o contenibile (anche in base alle strategie già previste di organizzazione logistica, di trasporti speciali, di sistemi informativi, ecc., particolarmente complesse per le situazioni imprevedibili d’emergenza) e tuttavia tale da richiedere la tempestiva rimozione di numerose strozzature e situazioni critiche ancora esistenti sia nell’area torinese (soprattutto per gli accessi alla concentrazione del Lingotto in momenti di punta), sia nelle valli (anche per i danni ed i rischi di frane e dissesti). Dall’altro lato, gli interventi previsti configurano un generale miglioramento delle situazioni in atto e, se si seguiranno con determinazione gli obiettivi ed i criteri assunti, l’avvio di più sostanziali cambiamenti nell’attuale assetto dei trasporti nell’area urbana e nelle valli, soprattutto in termini di consolidamento del ruolo del trasporto pubblico su ferro (che dovrebbe ridurre, a parità di flussi complessivi, l’inquinamento atmosferico ed acustico ed i disturbi ambientali) e di adeguamento razionale delle reti (che dovrebbe migliorarne l’efficienza a parità di impatti). 
5) Per quanto riguarda lo sviluppo locale sostenibile, in generale il Programma d’interventi pare orientato a creare alcune condizioni favorevoli a tale sviluppo, che potrebbero essere notevolmente rafforzate dalle misure d’accompagnamento di competenza della  Regione e degli Enti locali e da iniziative promozionali coordinate, per il “marketing territoriale” e per il “Management ambientale” (peraltro già avviato dalla Provincia). Tali misure sono importanti anche per scongiurare il rischio di effetti negativi, come il consolidamento del “vecchio” modello di sviluppo basato sulle grandi stazioni di sci,  l’ulteriore espansione edilizia a danno dell’ambiente e del paesaggio, l’aggravamento degli squilibri nelle opportunità di sviluppo delle diverse aree territoriali, in particolare tra le alte e la basse valli. E’ importante notare che gli effetti positivi che il Programma può generare ai fini dello sviluppo locale dipendono crucialmente dalla possibilità di utilizzazione degli impianti, dei manufatti, delle attrezzature e  dei servizi predisposti per i Giochi, dopo il loro svolgimento. Ciò sembra (pur in carenza di progetti operatvi) assicurato per molti di essi, soprattutto nell’area torinese, mentre ancora non si dispone di precise assicurazioni riguardo ad alcune strutture molto particolari (come tipicamente il trampolino di salto e la pista di bob) per le quali le stime operate non lasciano prevedere consistenti bacini d’utenza futura. Poiché la mancata utilizzazione potrebbe rapidamente tradurre gli effetti positivi in negativi, occorrerà procedere in fase di progetto a verifiche più convincenti, considerando anche l’eventuale alternativa dello smontaggio di tali impianti dopo i  Giochi, col ripristino delle situazioni originarie o con nuove e diverse utilizzazioni, oppure la possibilità di coprire eventuali passivi della gestione post-Olimpica mediante l’utilizzazione di quote degli utili derivanti dall’intervento, mediante un apposito Consorzio, onde non gravare sui bilanci comunali. 

Effetti più precisi e impatti più critici si profilano in alcune delle località interessate dal Programma, in primo luogo le seguenti:
- prelievi idrici: incompatibile l’impianto sul T.Chisonetto presso Borgata per l’innevamento di Sestriere (alternativa di localizzazione più a valle o recupero di acque reflue con impianto di depurazione); scarsamente compatibile per la portata il prelievo dai T.Clotes e Gad per l’innevamento di Sauze d’Oulx (da verificare l’utilizzo integrativo di una derivazione dalla Dora);
- bacini di accumulo: incompatibili le localizzazioni dei bacini B16, B17, B19 con l'utilizzo dei laghi esistenti a Clavière.  Si tratta di zone umide  ad alto valore naturalistico. Vanno di conseguenza ricercate alternative di localizzazione;
- impianto del Salto da Trampolino a Pragelato: l'impianto insiste su un'area fluviale potenzialmente esondabile. La rilevanza  degli impatti riguarda: significativi movimenti di terra, con problemi indotti di trasporto e collocamento del materiale di scavo; alterazione della morfologia del versante con formazione di possibili fenomeni erosivi; distruzione di vegetazione arborea, erbacea, arbustiva; possibili disturbi alla fauna dovuti all'effetto barriera; rilevante impatto paesistico dell'opera; rischio di abbandono e degrado post-olimpico;
- impianto di Bob e Slittino a Oulx: interventi di distruzione della vegetazione; disturbi alla fauna dovuti all'effetto barriera dell'impianto con presumibile aumento degli investimenti di animali sulla vicina S.S.; rilevante impatto paesistico dell'opera; rischio di abbandono e degrado post-olimpico;
- nuovo Palasport a Torre Pellice: si tratta di zona sismica di 2^ categoria; occorre rilocalizzare il nuovo impianto sul terrazzo morfologico non inondabile;
- impianti integrativi di arroccamento di Cesana/San Sicario, Pregelato, Oulx: distruzione della vegetazione arborea ed erbacea per costruzioni impianti e apertura varchi; disturbi alla fauna; possibili effetti erosivi del suolo; rilevante impatto paesistico delle opere;
- rifunzionalizzazione dell'area torinese: i maggiori impatti riguardano l'area urbana Lingotto. Impatti negativi sono prevedibili in fase di cantiere in particolare sulla mobilità (per durata e dimensione dei cantieri) e sull'inquinamento atmosferico ed acustico, effetti sul mercato immobiliare nelle fasi pre e post-olimpiadi. Ulteriori problemi potrebbero nascere dalla mancata ultimazione dei cantieri della metropolitana. Ricadute positive sono ricollegabili ai processi di riqualificazione di aree dismesse e dell'intero settore urbano con evidenti positività relativamente alla rifunzionalizzazione della mobilità urbana e metropolitana nello svolgimento dell'evento olimpico e in fase post-olimpica;
- infrastrutture, mobilità, trasporti: gli interventi sulla grande viabilità (autostrada TO-Bardonecchia 4^ corsia, svincolo di Bardonecchia, collegamento TO-Pinerolo) produrranno effetti positivi sulla funzionalità del sistema di accesso alle valli e di collegamento intervallivo sia durante lo svolgimento dei giochi olimpici sia in fase post-olimpica. Per quanto riguarda gli interventi per tratte e per località è possibile rilevare le seguenti criticità: per la tratta Villar Perosa-Perosa Argentina persistono ragioni di criticità riferite al superamento del nodo idraulico e idrogeologico alla confluenza dei Tt. Chisone-Germanasca e PS.FF; per l'accesso ai siti di gara di Pragelato si osserva una viabilità di tipo residenziale con un tracciato tortuoso e sezioni limitate; nel tratto Cesana-San Sicario occorre una attenta verifica delle alternative, tra le quali quella di attraversamento dell'abitato; per la variante di Clavière occorre analizzare con attenzione l'attraversamento dell'abitato da parte del traffico pesante. In fase di cantiere, per tutti gli interventi sulla rete, vi sarà un aumento del traffico pesante e leggero con effetti di maggior inquinamento acustico, atmosferico, idrico e minor sicurezza della circolazione stradale. Nella fase di gestione post-olimpica è prevedibile un aumento dei flussi di traffico leggero e pesante con le inevitabili ripercussioni sui livelli di inquinamento, a fronte di una maggiore fluidità del traffico intercomunale e maggiori livelli di sicurezza nei centri abitati;
- sviluppi turistici e insediativi nelle valli: durante la realizzazione delle strutture, per tutte le località, sono possibili impatti negativi sulle presenze turistiche sino a pochi mesi prima dell'evento, sul paesaggio sino al ripristino delle aree destinate ai cantieri, su possibili incrementi dei valori immobiliari; in relazione al luogo e al tipo di intervento sono possibili impatti positivi su livelli occupazionali e aumento del reddito distribuito. Dall'inizio delle gare internazionali, fissato nella stagione 2004/05, sino al termine dei giochi olimpici si avrà una congestione delle strutture di servizio, commercio, ricettività con un aumento della pressione sui prezzi di beni e servizi. Nella fase di gestione post-olimpica in relazione all'ampliamento quanti-qualitativo dell'offerta sportiva e ricettiva e della messa in sicurezza degli impianti e delle attrezzature, per tutte le località, è prevista una maggior capacità attrattiva e l'inserimento in un circuito sportivo internazionale anche grazie ad un uso integrato delle strutture del comprensorio.    
 

6. Come mitigare o compensare gli effetti negativi del Programma Olimpico?

La prima e la più sostanziale mitigazione degli effetti negativi diffusi (a parte quindi quelle da adottare nelle singole località interessate) può consistere nella riduzione o nella eliminazione di quegli interventi integrativi, non strettamente necessari per i Giochi, che concorrano non marginalmente alla produzione di tali effetti: espansione spaziale e temporale dell’innevamento artificiale fuori delle aree e del periodo direttamente impegnati dai Giochi e dai relativi allenamenti, espansione delle piste e degli impianti di risalita non necessari, attrezzature ricettive o di servizio in località già sufficientemente dotate, interventi viabilistici non essenziali, ecc. E’ evidente che questa strategia di mitigazione può entrare in contrasto con l’esigenza o il desiderio di cogliere l’occasione dei Giochi per migliorare stabilmente le situazioni locali e le prospettive di sviluppo locale: ad esempio sembra difficile negare l’opportunità di una connessione al sistema sciistico alpino principale,  con nuovi impianti di risalita da Oulx e Pragelato, ancorché tali impianti e le relative piste di discesa configurino impatti non trascurabili. Nel corso del presente studio di Valutazione, sulla base del confronto tra i diversi effetti (positivi e negativi) prevedibili, si è tentata una prima indicazione a questo proposito, che potrà e dovrà essere verificata in base alle più precise valutazioni operabili sulla scorta dei progetti esecutivi.   

Altre importanti mitigazioni degli effetti negativi temuti possono essere attuate nella fase  del progetto vero e proprio degli impianti e delle attrezzature in programma. Il presente studio contiene numerose indicazioni preliminari per tale fase, concernenti sia specificamente le opere da realizzare, sia i loro rapporti coi contesti ambientali e territoriali in cui dovranno inserirsi. Nel caso di Torino, la necessità di una visione progettuale allargata assai al di là delle singole opere - in particolare, per la concentrazione del  Lingotto, estesa alla vasta area degli ex-Mercati generali e della Stazione ed alle sue connessioni col contesto urbano - sembra già implicita nell’approccio seguito in sede di riprecisazione da parte del Comitato Organizzatore del programma precedentemente inserito nel Dossier di candidatura. Ma analoga esigenza si pone in altri casi, in primo luogo quelli di Pragelato e di Oulx, nei quali l’inserimento delle opere previste per i Giochi in progetti assai più ampi (che includano nel primo caso l’intero ambito interessato dalla fascia fluviale e dalle aree latistanti per tutto il tratto pianeggiante a ridosso dell’abitato; nel secondo l’intero versante affacciato sul nucleo urbano) è condizione obbligata per risolvere correttamente i delicati problemi che la realizzazione di tali opere profila. E’ importante notare che proprio tali progetti potranno evidenziare gli interventi “indotti” necessari per assicurare un corretto inserimento ambientale delle opere in programma, e le attività di “accompagnamento” che gli altri soggetti istituzionali dovrebbero intraprendere.

Altre misure di  mitigazione possono essere adottate in fase di realizzazione, con particolare attenzione, come si è già avvertito, ai cantieri di costruzione (localizzazione e delimitazione, limiti temporali delle attività, cautele nei processi costruttivi, ecc.). Anche a questo riguardo il presente studio fornisce alcune prime indicazioni che potranno ovviamente essere precisare e arricchite nella fase di progetto. Ulteriori misure di mitigazione riguardano la fase di esercizio - durante e dopo i Giochi - nella quale occorre tenere sotto controllo (anche mediante i sistemi di “monitoraggio” previsti) gli effetti ambientali: ad esempio, per quanto concerne i sistemi di preparazione delle piste o il divieto d’uso di additivi per l’innevamento artificiale o i limiti stagionali nei quali è possibile praticarlo. 

Come si è già notato, sebbene  molti degli effetti negativi temuti possano essere evitati o mitigati con le misure qui suggerite (e con quelle che emergeranno nelle fasi successive), è chiaro che il Programma nel suo complesso configura un aumento della “pressione ambientale” che già grava sui territori interessati. Anche se tale aggravamento può essere giustificato dalle ricadute positive che il Programma dovrebbe produrre (ai fini dello sviluppo locale e dell’immagine complessiva di Torino e della sua regione), i “bilanci ambientali” di tali territori, vale a dire la somma delle condizioni che ne definiscono la qualità ambientale, rischiano di peggiorare. Di qui l’esigenza di misure di “compensazione” che controbilancino le eventuali somme negative degli effetti positivi e negativi del Programma, assicurando comunque un miglioramento dei bilanci complessivi. Tale miglioramento può certamente prendere tempi lunghi, poiché molte delle azioni da realizzare non possono avere effetto nei tempi brevi ed in particolare entro la scadenza dei Giochi. Tuttavia la loro previsione nel contesto del Programma Olimpico (come peraltro già previsto dalla Green Card che accompagnava il Dossier di candidatura) dovrebbe assicurare che, entro quella data, siano già compiuti passi concreti nella direzione desiderata. 
E’ evidente che, essendo tali misure  esterne alla logica del Programma e  volte ad assicurare un miglioramento duraturo delle condizioni locali, è soprattutto alle comunità locali, insieme con le altre parti sociali interessate,  che spetta la scelta delle misure di compensazione ritenute più opportune. Tuttavia nel presente studio di Valutazione sono già contenute alcune indicazioni in proposito, quali:
- azioni in campo energetico volte a ridurre i consumi delle utenze esistenti nei territori interessati (con interventi ad esempio sull’isolamento termico degli edifici o sull’uso diffuso del solare fotovoltaico) o ad utilizzare nuovi impianti di produzione energetica concertati con gli enti competenti;
- azioni di prevenzione e riduzione dei rischi di dissesto idrogeologico in situazioni di drammatica criticità, anche esterne o slegate dal Programma Olimpico;
- azioni volte al miglioramento delle caratteristiche attuali dei corpi idrici e delel fasce fluviali;
- azioni volte a consolidare la  tutela della  biodiversità nelle aree protette (parchi, riserve e siti d’interesse comunitario) e in altre aree critiche o di particolare sensibilità;
- azioni volte al miglioramento della “connettività ecologica” dei territori, anche con interventi di “de-frammentazione” o di rinaturalizzazione di aree degradate;
- azioni volte allla valorizzazione dei sistemi agro-silvo-pastorali di montagna;
- azioni volte all’eliminazione o alla riduzione degli elementi di degrado paesistico, in particolare lungo i principali percorsi di fruizione turistica.
 

7. Come sviluppare il Programma Olimpico, per rafforzarne gli effetti positivi e ridurne quelli negativi?

Le valutazioni operate segnalano la possibile insorgenza di numerosi problemi e criticità, sia di carattere generale che relativi a singole località, che devono essere superati se si vuole assicurare il successo del Programma, evitando effetti indesiderabili e concorrendo invece  al miglioramento della qualità ambientale e delle opportunità di sviluppo sostenibile a livello locale  e regionale. Gli obiettivi, i suggerimenti ed  i criteri che a tal fine sono indicati dal presente studio - e che dovranno essere precisati e verificati nel corso della progettazione e della realizzazione degli interventi - possono essere riassunti nelle raccomandazioni seguenti.

a) Prospettive post-Olimpiadi e interventi integrativi.
Gli interventi del Programma Olimpico vanno pensati non soltanto in funzione dei Giochi, ma anche in funzione delle successive utilizzazioni ed in connessione con gli interventi “integrativi”, previsti dallo stesso Programma  o comunque attesi dalle comunità locali. Tali interventi,  pur essendo in generale utili a migliorare le ricadute economiche e sociali del Programma, possono però aggravare le pressioni  ambientali  e creare problemi aggiuntivi, e dovranno quindi essere severamente selezionati. Tale selezione può basarsi in primo luogo sulle controindicazioni già emerse in questa sede (evitando cioè quegli interventi integrativi che profilano impatti indesiderabili) e, nella successiva fase di progettazione, su accurate verifiche della loro utilità post-Olimpiadi e del loro impatto aggiuntivo. Tale verifica deve tener conto anche delle politiche territoriali che Regione ed Enti locali intendono perseguire per la valorizzazione integrata del territorio e la diversificazione del turismo, evitando di subordinare ad interessi campanilistici il successo del Programma Olimpico.

b) Integrazione ambientale del PO ed interventi indotti.
E’ invece necessario concentrare sforzi adeguati, anche sotto il profilo finanziario, sugli interventi necessari per assicurare una buona “integrazione ambientale” del Programma, sia per mitigare o superare quelle situazioni di criticità in atto che potrebbero aggravarsi in occasione dei Giochi e  pregiudicarne il successo, sia per conseguire quel miglioramento della qualità ambientale complessiva che rappresenta un obiettivo irrinunciabile del Programma. Essi devono far parte integrante del sistema di controllo e monitoraggio da predisporre per la gestione dell’evento Olimpico, che potrà quindi essere utilizzato, anche dopo l’evento stesso, come strumento permanente di gestione delle emergenze e delle situazioni critiche e, più in generale, di gestione “ordinaria” del territorio. 

c) Pianificazione e gestione del contesto.
Il notevole anticipo (5 anni) con cui gli interventi del Programma  debbono essere definiti, offre uno spazio prezioso di manovra - che non va sprecato - per coordinare tali interventi  con gli strumenti locali, provinciali e regionali di gestione e pianificazione del territorio, evitando le consuete pratiche deleterie degli interventi “in deroga” e delle scelte dettate dall’emergenza e prevedendo un insieme organico di “misure d’accompagnamento”, comprendenti:
c1, la definizione consensuale di  un’Agenda strategica dei lavori,
c2, l’attivazione della  concertazione inter-istituzionale e della partecipazione sociale,
c3, la definizione di accordi di pianificazione tra i soggetti istituzionali interessati,
c4, lo snellimento delle  procedure di formazione e approvazione dei piani e varianti,
c5, il monitoraggio delle variazioni degli strumenti urbanistici,
c6, la creazione di un’Agenzia di sviluppo sostenibile.

d) Problematiche generali.
E’ necessario affrontare con visione complessiva i problemi connessi al  potenziamento e  miglioramento dell’offerta sportiva e turistica, soprattutto per quanto concerne:
d1, l’ampliamento dei domaines skiables e la diramazione territoriale dei sistemi di risalita, da ridurre allo stretto indispensabile in quanto determinano impatti solo parzialmente mitigabili sulla vegetazione e sul paesaggio, consumi idrici ed energetici, problemi di accessibilità veicolare e di attestamento (e per conseguenza di inquinamento acustico ed atmosferico), e, non per ultimo, sollevano interrogativi circa la sostenibilità futura di sviluppi turistici concentrati sulle tradizionali pratiche dello sci alpino;
d2, l’innevamento artificiale, che, pur tenendo conto dei crescenti problemi climatici, deve  essere rigorosamente contenuto onde evitare prelievi idrici insostenibili, sprechi energetici  e rischi di inquinamento, realizzazione o trasformazione di bacini di raccolta delle acque in aree sensibili, come analiticamente esposto nel presente studio.

e) Ricettività e riuso. 
Il potenziamento e la qualificazione della ricettività, sia per le Olimpiadi che, soprattutto per dopo, devono tendere alla miglior utilizzazione delle strutture edilizie ed urbanistiche esistenti, tenendo conto anche del necessario riassorbimento del fenomeno delle seconde case (oggi largamente sottoutilizzate), evitando nuove edificazioni per strutture ricettive soprattutto se staccate dai contesti già urbanizzati, e favorendo programmi integrati di recupero e riqualificazione di complessi insediativi sottoutilizzati o male utilizzati, o di impianti ed edifici riutilizzabili. Ciò anche al fine di propiziare lo sviluppo di forme di turismo basate sulla “qualità totale” dell’offerta e sulla valorizzazione dei caratteri identitari del territorio. 

f) Progetti locali d’intervento.
Gli interventi in situazioni critiche richiedono in generale un drastico spostamento dell’attenzione dalla progettazione delle singole “opere”  a quella dei “contesti” più ampi nei quali le opere sono inserite. Tale spostamento è indispensabile per affrontare in modo corretto ed efficace i problemi sollevati dagli interventi, sotto molteplici profili, da quelli idrogeologici ed idraulici, a quelli ecologici, paesistici, urbanistici, infrastrutturali, ed economici. Un’organica soluzione di tali problemi con progetti estesi è in particolare condizione di accettabilità per l’intervento del trampolino a Pragelato e per quello della pista di bob a Oulx.

g) Requisiti e qualità dei progetti.
Tutti i nuovi interventi edilizi ed impiantistici (ivi compresi quelli relativi alle piste ed alle sistemazioni del terreno), nonché quelli di rifunzionalizzazione o potenziamento, dovranno, fin dalla fase d’impostazione, essere progettati in modo tale  da ridurre al minimo i consumi energetici,  le emissioni inquinanti, i rischi idraulici e idrogeologici, le interferenze con gli ecosistemi e gli impatti paesistici, seguendo gli obiettivi, i criteri e i suggerimenti espressi dal presente studio di Valutazione, con le specificazioni che potranno essere apportate nelle fasi successive di sviluppo del Programma. A tal fine si rende necessario in particolare: 
g1, definire preliminarmente per ciascun intervento il quadro delle esigenze da soddisfare e dei vincoli da rispettare;
g2, attivare procedure specifiche di controllo della qualità del progetto;
g3, attivare sistemi di monitoraggio quali quelli già indicati, con le precisazioni e le integrazioni che si renderanno possibili nelle successive fasi del Programma.

h) Misure di compensazione.
A fronte di effetti  negativi solo parzialmente mitigabili o eliminabili, è necessario adottare opportune misure di compensazione, atte a  migliorare la qualità ambientale complessiva da cui dipende il successo delle Olimpiadi e, nel contempo, a compensare almeno in parte gli squilibri derivanti dall’ineguale distribuzione dei costi e dei benefici, dei vantaggi  e degli svantaggi, tra le diverse aree territoriali (in particolare tra l’alta e la bassa Valle) e tra i diversi gruppi sociali. Tali misure, data la loro rilevanza  sociale nell’orizzonte post-Olimpiadi, possono costituire un importante terreno di confronto e concertazione tra le  parti sociali, ivi comprese le associazioni ambientaliste.

i) Sensibilizzazione e formazione.
Dati gli intrecci tra gli interventi direttamente gestiti nell’ambito del Programma e quelli attuabili nel contesto da parte di una pluralità di attori e di soggetti istituzionali, è necessario coinvolgere precocemente sia le amministrazioni locali e gli enti di controllo, sia le popolazioni e le associazioni, al fine di provocare una forte tensione nei confronti delle problematiche ambientali, e di sollecitare conseguenti modificazioni nei processi decisionali e negli stessi comportamenti individuali e collettivi. A fianco delle iniziative di sensibilizzazione e di comunicazione sociale, sono altresì da prevedersi attività formative, soprattutto per quel che concerne la promozione e la crescita di una nuova “cultura dell’ospitalità” che potrebbe trovare, nell’evento olimpico, un significativo banco di prova.
 
 
 
 
 

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