Stadio del trampolino: un orrendo salto nel buio da decine di milioni di Euro.
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In questa pagina troverete sia immagini sull'avanzamento lavori che nostre descrizioni e commenti adi una delle opere simbolo dell'assurdità dei c.d. "XX Giochi Olimpici Invernali - Torino 2006" (nel 1999 commentavamo così i progetti: "Assieme all'impianto di bob-slittino-skeleton, quella del salto è l'infrastruttura ideale per chi a Torino ed in montagna vuole vincere la palma d'oro della stupidità"). Come al solito, un'avvertenza: gli anni sono passati anche per questo mostro, le prime cose le scrivemmo nel 1999 e pertanto, verso il fondo della pagina, troverete frasi coniugate con tempi che ... stonano con la realtà. 

Nell'estate del 2002 Torino 2006 ha iniziato i lavori di distruzione e abbattimento di centinaia di alberi e movimentazione terra per lo stadio del salto; successivamente sono iniziati i lavori di sbancamento della montagna, proseguiti nel 2003 con le fondamenta, la cementificazione del versante e nel 2004 con l'edificazione di torri per i giudici, torri di partenza per gli atleti, albergo/tribune. Questa devastazione ambientale legalizzata ha luogo a Pragelato (TO) in parte dentro un luogo protetto dall'UE (IT1110068, DIR 92/43/CEE "Habitat"). Che pena pensare che i rappresentanti locali al vertice Rio+10 di Johannesburg siano stati Mercedes Bresso e Giuseppe Gamba: presidente e assessore della Provincia di Torino, entrambi amministratori di Torino 2006. Loro lì a parlare, a vantarsi di poter discutere di "salvaguardia dell'ambiente", proprio mentre la loro Torino 2006, con i loro voti, avanzava inarrestabile nel distruggere per sempre questo angolo di ambiente naturale. Ma questo è ovviamente sviluppo sostenibile, sempre che pensiate che alla civiltà moderna sia ancora necessario uno "sviluppo" e che quello proposto da Torino 2006 sia sostenibile....

Vi ricordiamo che quest'infrastruttura è emblematica (oltre che per la sua inutilità e distruttività ambientale) perchè nel 2001 l'Agenzia Torino 2006 ha violato la legge italiana ed europea affidandone illegalmente l'appalto per la progettazione a trattativa privata

E' inoltre una conferma della qualità di Torino 2006 di rappresentare previsioni false per il futuro: Chiamparino, Ghigo, Christillin, Castellani Bresso e company in fase esecutiva hanno infatti violato le "garanzie" che la loro Torino 2006 aveva dato in fase di promozione, come potete vedere dalla foto sotto confrontata con le dichiarazioni del 1998. 

La frase che segue (nostra traduzione dalla versione in francese e inglese) compariva a pagina 92 della "Green card-pastille verte" edita da Torino 2006 nel 1998, parte integrante della documentazione ufficiale della candidatura. La foto (da noi rimpicciolita) viene invece direttamente dal sito dell'Agenzia Torino 2006.

"SALTO CON GLI SCI 

In molti casi gli impianti di salto sono una ferita sul territorio causata dalle caratteristiche stesse dell'installazione, e cosciente di questo rischio il Comitato Promotore ha valutato diverse alternative di installazione....avendo come base la minimizzazione dell'impatto ambientale. La proposta di Pragelato fornisce diverse garanzie su questo punto: prima di tutto la conformazione del territorio permette di prevedere una struttura praticamente senza plinti in cemento armato e con piccoli movimenti di terra siccome esiste già uno skilift e strade adeguate, la necessità di infrastrutture sarà tenuta al minimo".




Foto luglio 2003

Si vedono chiaramente gli avanzamenti del mostro dentro e attorno alla montagna. Cliccate sulle immagini per risoluzioni e formati ben maggiori. 
 


Pragelato, dunque. Oggi come oggi, dopo l'arrivo dei cantieri "olimpici" (salto, fondo, bacini di innevamento, telecabine..) proprio un bel paesino di montagna. Qui d'ora in poi potrete assaporare la tranquillità del vivere in alta quota, riconoscere gli antichi segni dei mestieri perduti e constatare un notevole senso di rispetto dell'ambiente e del paesaggio da parte degli abitanti...
Le immagini non sembrano confortarvi? Ma come, vi viene forse da ipotizzare che questo non sia "rispettare l'ambiente"? Che magari le olimpiadi non siano "verdi" come vi sbrodolano addosso da anni gli organizzatori e i loro fedeli giornali e giornalisti? Beh, benvenuti nel terzo millennio e benvenuti in questo borgo di poche centinaia di abitanti dove i bambini vengono dis-educati / obbligati a convincersi che il grigio calcestruzzo sia meglio del verde di un pino, che un futuro (certo) fallimento economico si possa contrabbandare per  "opportunità di sviluppo" e che ad un albero faccia meglio essere abbattuto piuttosto che restare in piedi...


in primo piano il carroponte utilizzato per sollevare alcuni elementi dello stadio

sulla destra, i tentativi di inerbire le ripide scarpate che loro stessi hanno artificialmente creato dentro il cuore della montagna.

depositi di materiale di scavo: siamo a non più di 2 metri dal margine superiore del letto del torrente Chisone.

a terra giacciono parte delle piante uccise, 
più una notevole quantità di materiale di scavo.

idem come la precedente.

idem, con una piccola panoramica sul 
secondo taglio ove sorgeranno i trampolini 
più piccoli

ruspa al lavoro: notate la dimensione degli sbancamenti.

i cartelloni realizzati dai bimbi della
scola elementare di pragelato addobbano
il cantiere.

sopra i cartelloni dei bambini, i tronchi degli alberi abbattuti. il classico genere di accostamento che favorisce un'educazione improntata all'amore ed al rispetto delle altre forme di vita e della Natura in genere. 

la stessa zona da un'altra angolatura.

il simbolo del Toroc a sinistra, subito a destra quello dell'Agenzia Torino 2006, sotto i disegni dei bimbi della scuola elementare, sopra i tronchi segati. scusate se sembriamo insistenti, ma non vi viene una grande tristezza?

 

NG: Turin 2006 has begun cutting hundreds of trees in the EU protected forest (IT1110068, DIR 92/43/CEE "Habitat") in Pragelato (TO). Here below (20 august and 13 september 2002) the first pictures, sorry for bad quality (Are you a corporate reporter? Do you wanna discover what really the crazy men are doing over there? Well take a plane paid by your editor and visit the site by yourself!).

Foto scattate il 13 settembre 2002 - Scusate la scadente qualità di alcune delle immagini.(Cliccandoci sopra dovrebbero aprirsi quelle più grandi!)



Un particolare del progetto.

Il cartello che vi dà il benvenuto sull'area...

E dove sono finite le scritte???

 
 


La zona vista dall'altra parte del torrente Chisone, valle a sinistra e monte a destra.


 
 


Quasi in cima al cantiere


 
 

Il piazzale dove vengono depositati tronchi e radici. Qui sorgeranno uno stadio, un albergo...

 


Ruspa


 
 
 
 


Sempre la stessa ruspa...

Foto scattate il 20 agosto 2002 (Queste non si cliccano)


Qui sotto invece il testo che, con piccoli progressivi rimaneggiamenti, è stato continuativamente online dal 1999.

Le dimensioni pazzesche e il danno  ambientale.

Il sistema dei trampolini (ben 5, da 15, 30, 60, 95 e 120 metri), gli ettari di terreno devastati o coinvolti (circa 10, 100.000 metri quadrati, come dire 18 campi da calcio, di cui 22.000 da DISBOSCARE!), le tribune per migliaia di spettatori, le torri di partenza, le torri - alte come case - per i giudici, lo stadio, tutte le strutture connesse, le 3 strade, i parcheggi, la seggiovia, le prese di captazione idrica, l'impianto di innevamento artificiale....occuperanno un'area paragonabile a buona parte dell'abitato di Pragelato.
Sarà un’aggressione ambientale senza precedenti per la Val Chisone.

Sezione della montagna: ipotesi. 


Alla faccia delle tutele ambientali previste dall'Agenda 21 e da Rio '92 la natura patirà: azzeramento della fascia boscata, distruzione di habitat, cementificazione del versante, irregimentazione delle acque, modificazione idrogeologica, prelevamento di risorse idriche dai torrenti, impatto paesistico ineguagliabile e moltissimo ancora: 

ad esempio la zona si trova all'interno (ed in parte a ridosso) del Sito di Interesse Comunitario IT1110068 individuato nell'ambito della direttiva 92/43/CEE("Habitat") ed è quindi uno di quei luoghi che l’Italia ha segnalato all’Unione Europea perché ne salvaguardasse il patrimonio della flora e della fauna selvatiche! 

Come credete che questo aspetto sia stato trattato? Constatare la trasparenza di Torino 2006 sull’eventuale interferenza dei trampolini rispetto al SIC è senz’altro interessante: 

-Nel 1998
durante la fase di candidatura, nei dossier ufficiali, il Comitato Promotore Torino 2006 tiene l’atteggiamento che meglio gli si addice: non ne fa alcun accenno

-Nel 2000 e primi mesi 2001

Il Toroc (Torino 2006) rende alle autorità pubbliche e alla cittadinanza una dichiarazione falsa: il trampolino sarebbe “nelle vicinanze” del SIC. 

Non solo: non soddisfatti aggiungono che il bosco non presenterebbe “particolari particolarità” e piazzano un’altra bufala: “…la zona non è frequentata da specie animali rare o particolarmente sensibili al disturbo antropico”…e bravi, il Gallo Forcello, proprio uno dei motivi della protezione europea, dove lo mettiamo??? 

(Toroc: Vas, Studio di Compatibilità Ambientale, gennaio 2001, pag. 87). 

-Nel maggio 2001

nello studio di fattibilità e nei progetti preliminari, sorpresa: ora che bisogna realizzare l’opera il trampolino ricade dentro il SIC!

Per quanto riguarda …la porzione di versante, va segnalato fin da subito che essa ricade al’interno di un’area boscata, compresa tra le località Pourrieres e Laval, che è stata individuata come SICp … il previsto taglio boschivo (da effettuare su una superficie di circa 2 ha…. abbattimento di circa 600 larici)…”.

(Toroc: Studio di Fattibilità, maggio 2001, pagine 6, 35, 38, 40, 41…, notate soprattutto quel ridicolo “fin da subito….”, un subito durato più di 3 anni!!!) 

La fotografia, anche se di scarsa qualità, mostra una panoramica dell’Area Protetta. 

Cerchiata in rosso quella dello stadio per il salto. 

Se vi interessa, saperne di più, questa area da proteggere (proteggere, non devastare selvaggiamente) è conosciuta anche come "Area boscata tra Località Pourrieres e Laval", e viene così descritta nella documentazione ufficiale: "3510.0 ha di superficie, area interamente boscata, ospita una popolazione di Tetrao tetrix in costante riduzione (censimenti 1987-1995). L'essenza arborea dominante è il Larix decidua, con formazioni inserite nell'elenco nazionale dei boschi da seme. Importante la presenza di notevoli esemplari di Pinus cembra, specie in espansione naturale e costante, e un'area limitata di Pinus uncinata, su pietre verdi; in questi ambienti si sta ampliando l'areale di Dryocopus martius" La zona è inoltre a pochissima distanza dal Parco Naturale della Val Troncea e da altri territori protetti Comunitari, come ad esempio il SICn IT1110069 "Sorgenti e Primo Tratto del Torrente Chisone".
Lo Stato ha la certezza di realizzare un mostro inutile ed economicamente ingestibile

L'impianto - che pagheremo coi nostri soldi decine di miliardi di lire (decine di milioni di Euro) - avrà una gestione dai costi inavvicinabili per il piccolo comune di Pragelato, che con poche centinaia di residenti attualmente vive con un bilancio annuale di appena 2 miliardi di lire. La spesa prevista per la manutenzione dello stadio sarebbe di circa 400 milioni di lire; dopo la settimana di gare delle olimpiadi non servirà mai più a nessuno e gli abitanti si troveranno, come è già successo altrove, a pagare maggiori tasse per anni. 

in Piemonte non esistono saltatori, in tutta Italia a fine 2001 erano 50...e per quei pochi atleti a livello nazionale esistono già il centro nazionale di Predazzo (Trentino), costruito per i mondiali di sci nordico del 1991, ed altri 3-4 impianti sotto/inutilizzati. E' quindi un controsenso nell'ottica - se anche la si volesse considerare - dell'analisi costi-benefici: anche colui che realizzò il progetto di massima nel 1998 concorda, l'impianto nascerebbe morto; altri dirigenti e gestori di beni pubblici- non piemontesi - concordano con noi. 

Questa immagine può aiutarvi a valutare meglio le dimensioni di queste schifezze rispetto ad un uomo... 

Il selezionatore della squadra nazionale di salto, Sig. Giuseppe Falco, ha confermato questi dubbi in un’intervista all’ANSA del 27 novembre 2001, ve ne riportiamo alcuni stralci: 

“Giuseppe Falco, maestro dello sport del Coni, e' il selezionatore azzurro della squadra di salto con gli sci dal trampolino. Uno sport del quale onestamente si parla proprio poco. ''Una volta - dice Falco - ogni quattro anni…Abbiamo piu' societa' che impianti, anche se i numeri sono piccoli numeri''. Facciamoli. ''E' presto detto. Abbiamo cinquanta praticanti, che poi sono tutti i tesserati, ragazzi nati tra il '71 e il '91''. E' evidente che ci siano oggettive difficolta' a frenare la crescita di questa disciplina. ''Un grande limite alla diffusione della specialita' e' l' allenamento. L' unico impianto aperto tutti i giorni e' quello di Predazzo, grazie alla buona volonta' di parecchi enti: costa un milione al giorno, immaginate le difficolta'. E' chiaro che un ragazzo e' portato a scegliere altri sport, che ne so, l' hockey su ghiaccio, ma non il trampolino…. Esempio pratico: i ragazzi crescono e diventano grandi anche come sportivi poco alla volta, non si inventa nulla, alle spalle c'e' soltanto sudore, lavoro, sacrificio. Dai 12 ai 18 anni i ragazzi vanno a scuola, ma per allenarsi perdono 70-80 giorni di lezione all'anno: anche se tornano abbronzati, non vanno a divertirsi, per cui devono essere aiutati'' …poi il giornalista interviene e gli chiede In prospettiva, quando anche nel Nord Ovest ci saranno nuovi impianti, ci saranno meno problemi. ''Calma, calma. Intanto bisognera' formare tecnici sul posto: la situazione non ci permette piu' di distaccare persone in giro per l'Italia. E poi la mia idea resta quella di sempre: portiamo il trampolino a Torino, sara' sempre piu' facile che portare i ragazzi a Pragelato. Dobbiamo crescere nei centri urbani, almeno a livello di approccio, di fondamentali. Le capacita' coordinative si apprendono da giovani, cosi' come la tecnica. Detto questo, non dimentichiamo le distanze: avremo impianti nell' estremo nord-ovest e nell' estremo nord-est, con niente in mezzo. E le distanze restano considerevoli'' …” 

Allora, se anche gli esperti, i diretti interessati, gli specialisti (come ex atleti nazionali che ci hanno contattati) sono contrari, perchè costruirlo a tutti i costi? Perché forse costruendo trampolini giganti nasceranno nuovi bambini??? Dubitiamo fortemente della legittimita’ dell’intervento che Toroc e Agenzia Torino 2006 preparano e vogliono realizzare. 

L’impianto di Predazzo, in fase di ristrutturazione, ha un deficit di gestione di circa 360 milioni di lire l’anno (Fonte, articolo Ansa citato, dichiarazioni dell’Assessorato Sport Comune di Predazzo rese al nostro Comitato); 

L’impianto di Courchevel (olimpiadi di Albertville 1992) sarebbe dovuto costare secondo le previsioni, 61 milioni di franchi iva esclusa. In realtà, a cantieri conclusi, l’ammontare fu di 134 milioni di franchi iva esclusa, con un aumento quindi di più del 100%. Anche in conseguenza di queste cifre stratosferiche, la manutenzione dei trampolini costava, nel 1994, 1.257.000 Franchi francesi, circa 400 milioni di lire l’anno. E guarda caso, il Dipartimento della Savoia dovette andare in soccorso del comune accollandosi metà delle spese, ovviamente sempre e comunque pubbliche. Sulla gestione di quello stadio ci sono poi delle storielle interessanti e un po’ a “tinte gialle”: la Corte dei conti francese ha scoperto la mancanza, nel bilancio comunale del 1995, delle voci di spesa relative proprio ai trampolini, chissà perché… 

Poi, il rapporto generale dopo la manifestazione del 1992, a cura dei revisori del Comitato Organizzatore, indicava il Comune di Saint Bon Courchevel come “uno di quelli in cui la situazione finanziaria si era deteriorata a causa dell’assunzione di impegni economiciaccelerati, o per la facilità di spese di equipaggiamenti…corrispondenti a delle strategie locali autonome che avevano cercato di beneficiare delle opportunità olimpiche…Saint Bon presenta ormai dei segni preoccupanti legati al suo indebitamento ed alle incertezze del contenzioso”. (Chambre Regional des comptes – CRC Rhone Alpes, Lettre d’observations de gestion de CRC, 10 luglio 2000). 

Ma c’è di più: 

La “Carta Olimpica” permette di disputare le gare in nazioni confinanti

A Nolimpiadi! questo dato non interessa, siccome sostiene che i “giochi” non debbano essere disputati né oggi, né domani, né in Italia, né in Francia…né ovunque. 

Ma agli abitanti di Pragelato, ai turisti della Valle Chisone, ai frequentatori della montagna, a chiunque si senta ancora un po’ onesto dentro (non pretendiamo che si sentano così coloro che in nome di dio denaro e di re potere calpestano ogni principio e diritto) dicevamo, a tutte queste persone non può restare indifferente che la Carta Olimpica, la “costituzione del CIO” (che è anche parte integrante del contratto firmato dal Toroc), dia questa possibilità ai Comitati Organizzatori: l’impianto a Courchevel, in Francia, a 2 ore di strada da Torino - quindi 60 soli minuti più distante di Pragelato – è l'impianto utilizzato per Albertville 1992. Gente, aprite gli occhi! 

Ora, nonostante e questi dati numerici che ripetiamo dal 1998, chi muove i fili del business invernale insiste con la incredibile scelta di costruire lo stadio, dando prova di un'arroganza culturale ed etica da guinness dei primati: insistere su Pragelato dimostra ancora di più, se ce n’era bisogno, che queste costruzioni non hanno legami con lo sport, si tratta di puri affari dedicati a profittare sulle risorse ambientali di tutti e a pesare sulle imposte pubbliche. 

Questa è la zona di Pragelato - Soucheres Hautes - 1998, vista dalla zona del Colle delle Finestre. 

E così potrebbe presentarsi a cantieri finiti...(ipotesi sulla base dei progetti "Torino 2006"- candidatura) e tenete conto che è un nostro disegno del 1998 in cui abbiamo rappresentato solo 2 dei 5 trampolini. 
  I disagi per i valligiani, i residenti, i turisti 
La recinzione dell’area complessiva e l’apertura delle piste di lavorazione interne al cantiere…potranno innescare alcuni danneggiamenti alla vegetazione limitrofa e determinare la produzione di rumori e di polveri dovuti all’azione dei mezzi d’opera: tali impatti potrebbero arrecare disturbo, seppur limitato nel tempo, alla vegetazione, alla fauna e all’uomo.
Il via vai dei mezzi d’opera, anche all’esterno dell’area di cantiere, in accesso e in uscita, sommato al traffico locale pregresso, potrebbe peggiorare le condizioni della viabilità di valle in un tratto già sottoposto a altre misure di intervento, rischiando di mettere in crisi, sia pure per contenuti periodi, la comunità locale”. 

(Toroc: Studio di Fattibilità, maggio 2001, pag. 38).

Impatti connessi allo sbancamento del versante

“Anche questa categoria d’opera, assolutamente inevitabile, potrà generare impatti di vario tipo ed importanza che dovranno essere attentamente considerati….
Produzione di emissioni nocive, rumori e polveri (dovuti all’azione dei mezzi d’opera e al parziale uso di espolisivi di roccia)
La produzione di notevoli quantità di materiali inerti che potranno comunque in massima parte trovare sistemazione all’interno del cantiere…”.
(Toroc: Studio di Fattibilità, maggio 2001, pag. 39). 
Ma, ci chiediamo noi, in 4 anni Torino 2006 è mai andata a raccontare queste belle cose agli abitanti? E il sindaco, la giunta, i consiglieri, lo hanno saputo? E lo hanno comunicato? 
Il rischio –concretissimo- di allontanare il turismo
Nel mese di aprile del 2002 a Pragelato, ma non solo, si è parlato molto di espropriazioni dei terreni che l’Agenzia Torino2006 vorrebbe trasformare definitivamente in stadi e trampolini. 

Nolimpiadi! ha invitato tutti gli interessati a parlare, a far diffondere la cognizione che il danno per l'espropriazione sarà solo una componente della svalutazione patrimoniale che cadrà sugli immobili e sull'area una volta costruito il “mostro”: l’impatto paesaggistico che darà all'intero Comune comporterà per certo una diminuzione degli arrivi turistici: Pragelato oggi non è Sauze d’Oulx né Bardonecchia, i visitatori nazionali e stranieri ci vanno perché, a parte uno sventurato grattacielo, lo sci di massa non è ancora arrivato, è una zona verde, non infrastrutturata, alle porte di un Parco Naturale. 

Esiste per Pragelato un turismo diverso, che bada meno alle comodità e più alla Natura ma i cantieri durerebbero anni, con traffico di camion, ruspe, gru, esplosione di mine, polveri, emissioni nocive…e alla fine il fianco di un bosco reso irriconoscibile da colate di calcestruzzo: immaginate quanto Pragelato potrà ancora essere meta desiderata…. 

Il rischio idrogeologico

Tutto questo ben di dio verrà costruito in buona parte in una ZONA ALLUVIONABILE (v. ad esempio, Relazione Geologica del Dott. Zanella - già consulente del Comitato Promotore, poi del Toroc, ora progettista per l’Agenzia Torino 2006 – commissionatagli da Torino 2006 nella fase di candidatura) E ZONA DI FATTO ALLUVIONATA negli eventi del giugno e dell'ottobre 2000. Gli organizzatori procederanno quindi ad una bella opera di interpretazione delle norme di protezione civile e di sicurezza idraulica: abbiamo sentito addirittura parlare di un edificio "trasparente alle acque" e, scusate, ma ci è scappato da ridere... 

L’Agenzia Torino 2006, che su indicazione e controllo di Toroc deve costruire l’impianto, ha già fatto presente che, in sostanza, la condizione del torrente creatasi successivamente all’alluvione 2000 e 2 vecchi ponti sul Chisone potrebbero costituire un ostacolo al deflusso delle acque in situazione di emergenza ed, eventualmente, interessare le aree abitate del Comune di Pragelato, e che quindi degli interventi di salvaguardia andranno fatti (Vedi ad esempio Agenzia Torino 2006, Progetto preliminare, Relazione tecnica-assetto idraulico -, ottobre 2001). 

In realtà quel che sosteniamo noi è che a mettere a repentaglio la sicurezza di beni e persone a Pragelato non sia la situazione successiva all’alluvione del 2000…bensì lo SBARRAMENTO SUL FONDOVALLE operato dalle opere per i trampolini, dal terrapieno e dalle strutture connesse (riporto di migliaia di tonnellate di roccia e terreno, infrastrutture varie, lo stadio/albergo, le gradinate, le tribune, le sale macchinari). 

Tutti elementi che limiterebbero la laminazione (diffusione) delle acque sulla destra idrografica (il lato che avete alla vostra destra guardando in direzione dello scorrimento della corrente) e che perciò costringerebbero piene di grande portata a “sfogarsi” sull’altra riva….quella dove sorge l’abitato… 

E attenzione: parte delle zone che Torino 2006 vorrebbe occupare con i suoi impianti ed infrastrutture ricadono nella cosiddetta zona “B”, che secondo il Piano Stralcio delle fasce Fluviali adottato dall’Autorità di Bacino, per definizione perseguono l’obiettivo di mantenere e migliorare le condizioni di funzionalità idraulica ai fini principali dell’invaso e della laminazione delle acque: in fascia “B” sono vietati gli interventi che comportano una riduzione della capacità di invaso

Per anni tutti hanno spudoratamente nascosto o negato questo dato ma ora è saltato fuori e la stessa Agenzia Torino 2006 è costretta a dirlo: “da un esame degli studi pregressi esistenti risulta che una piccola porzione della zona di atterraggio dei trampolini venga ad interessare la porzione di fascia “B” proposta all’Autorità di Bacino…”.

(Agenzia Torino 2006, Progetto preliminare, Relazione tecnica-assetto idraulico -, ottobre 2001).

L’amianto

Anche nella zona prevista per la costruzione dello stadio e dei trampolini del salto con gli sci a Pragelato sono state rinvenute tracce di serpentinite.
"Gli asbesti, o amianti secondo una definizione ormai considerata desueta, posso appartenere alla famiglia dei serpentini o degli anfiboli". Questo dice una Relazione della Regione Piemonte.
Ci dice anche che le serpentiniti possono avere tassi di mineralizzazioni asbestifere alti o bassi. Ma basta una qualsiasi ricerca, anche su internet, per trovare una quantità notevole di bibliografia storiografica ed universitaria di storia dell'amianto, dell'asbesto e dei loro legami strettissimi con le serpentiniti. 
Alcuni componenti degli asbesti (e quindi potenzialmente delle serpentiniti), sono ovviamente definiti tossici dalla legge italiana (D.Lgs. 15 agosto 1991, num. 277), varata dopo che le lavorazioni e le esposizioni avevano mietuto migliaia di vittime nel mondo intero, limitandone l'escavazione e bloccandone la produzione (da notare che il rischio da fibre amiantifere si concretizza nel momento in cui queste vengono movimentate e/o immesse nell'ambiente da fenomeni umani come gli scavi o da eventi naturali quali frane e smottamenti, con l'eventuale ausilio del vento che le trasporta). 
E che cosa racconta l'Agenzia Torino 2006 sulla zona dell'impianto di Pragelato, per il quale andranno sbancate suppergiù 70.000 tonnellate di roccia? 
Prendiamo la loro Indagine geologica-tecnica e idrogeologica preliminare, 25 ottobre 2001, a firma del Dottor Geologo Eugenio Zanella (sempre lui), e leggiamo a pag.7: "...La litologia dei ciottoli e blocchi riflette quella delle rocce che costituiscono la parte alta della valle e pertanto si hanno in prevalenza calcescisti e subordinatamente anfiboliti, prasinisti, serpentiniti e calcari/dolomie.." poi a pagina 8 "...I depositi formatisi a spese di anfiboliti e di serpentiniti sono costituiti da una frazione fine e prevalente componente siltosa all'interno della quale si rinvengono frammenti di dimensione e forma molto variabile...", e ancora dopo "il substrato roccioso costituito da litotipi riferibili al Complesso dei Calcescisti con Pietre Verdi...", che vengono però definite, nella pagina successiva, "molto rare nell'areale in oggetto".
Rocce potenzialmente asbestifere si rinvengono anche nel bacino del Rio Comba Mendie: a pagina 11 si rileva la presenza di "masse di metabasalti (prasiniti più o meno listate, anfiboliti, metagabbri...".
Ma dati infinitamente più precisi sono venuti proprio dai sondaggi geognostici (dello stesso tipo di quelli realizzati per l'impianto di bob e slittino) svolti per conto di Agenzia Torino 2006.
 
 
SONDAGGIO  L3 26-29 ottobre 2001 DA - 21  A -22,50 MT Sabbia con limo grigio e clasti grigi (Calcescisti), rare serpentiniti,

per lo più minuti, D max. 3 cm

SONDAGGIO S4 25 settembre 2001 DA - 5  A -11,50 MT E  DA -12  A -19 MT sabbia limosa... (altro)..e rare serpentiniti
SONDAGGIO S5 24 settembre 2001 DA - 4  A - 10 MT ...presenza di calcescisti e serpentiniti...
SONDAGGIO S6 26 settembre 2001 DA - 1  A -15 MT ...presenza di calcescisti e rare serpentiniti...
L'amianto uccide i lavoratori ad esso esposti, i loro familiari, mogli e bambini che respirano le microscopiche fibre portate a casa ogni sera. Non esiste alcuna soglia di sicurezza per l'esposizione all'amianto. La latenza dei tumori può arrivare fino a 30 anni. "L'esposizione a qualunque tipo di fibra e a qualunque grado di concentrazione in aria determina comunque un aumento del rischio sanitario e va pertanto evitata" (OMS 1986). 

Il Toroc (che decide l'impianto) e l’Agenzia Torino 2006 (formalmente il proponente del progetto), erano finite in un vicolo cieco perchè, inaspettatamente (per loro), dovevano affrontare la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.), e a pena di impossibilità di realizzare l'opera dimostrarne: 

-sostenibilità economica 

-individuazione/quantificazione della domanda effettiva 

-stima della disponibilità a pagare dell'utenza 

-calcolo dei flussi di cassa 

-formulazione delle ipotesi gestionali 

-verifica della sostenibilità finanziaria 
 

Nei mesi "caldi" del 2002, certi che queste condizioni fossero irraggiungibili, abbiamo scritto al Comune di Pragelato, a tutti i consiglieri, ai membri della giunta, al sindaco (uomo dell'Agenzia Torino 2006, quella che proponeva il progetto...), abbiamo depositato documenti alla Regione ed in altri uffici, invitandoli tutti a bocciare l'impianto perchè ambientalmente dannoso, umanamente inutile ed economicamente ingestibile. Fiato sprecato (lo sapevamo), non ci hanno ascoltati: ma in futuro non potranno mai più dire "non sapevamo".

Sapevate eccome, sapevate benissimo: i documenti, una volta tanto, oltrechè su internet sono anche dentro i vostri uffici, e se li distruggete compite altri reati...
In conclusione, senza che le condizioni della VAS potessero essere garantite ed in gran parte dimostrate, la Regione Piemonte (promotrice delle olimpiadi) ha dato comunque l'assenso al progetto. 
Nei prossimi mesi e anni vedremo chi aveva ragione: di certo, quando l'opera fallirà, i responsabili saranno individuabilii dalle autorità in 3 minuti...anche se non verranno mai prese nei loro confronti misure di alcun tipo...

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