Tav, lo stato illegale dentro lo Stato 
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...dopo i giochi sporchi, il progetto di collegare Torino con Lyon tramite una linea ferroviaria ad alta velocità riflette la virulente arroganza di pochi burattinai piemontesi e dei loro disonesti consociati al potere.
Si tratta invero di quanto più costoso, ambientalmente e socialmente devastante ed inutile si possa immaginare (ok, ok, c'è sempre il Ponte di Messina...).

Cantieri dell'Alta Voracità in Spagna.



Con la sua caratteristica di essere (per dimensioni, per costi, per tutto) la maggiore opera pubblica italiana, l'alta velocità ferroviaria fin dai primi anni '90 ha condotto ad indagini e processi notori contro gli ideatori del sistema di maxitangenti, contro la camorra per gli appalti, ha solleticato gli interessi di economisti e di scienziati; amici dell'alta velocità, è bene non dimenticarlo mai, sono sia i partiti della destra che quelli della coalizione dell'"Ulivo": nel 2001 erano al governo quando il ministro Nesi firmava l'accordo esecutivo per la linea con Chirac e Jospin.

Da qualche anno la TAV sta conoscendo un fattore diverso e forse non previsto: 

una valle intera, la Bassa Valle di Susa, ed i suoi 60.000 abitanti assolutamente non disposti ad essere schiacciati.

E in realtà dietro la Tav c'è solo il vuoto.
 

  • punto primo: alcuni promotori dell'iniziativa da tempo millantano dati sulla "indispensabilità" e "fattibilità economica" dell'opera, in particolare sostenendo  rapide, inarrestabili crescite del traffico merci sulla "direttrice" in questione. Per confondere le acque, il nome cambia frequentemente da alta velocità ad alta capacità, mentre le direttrici divengono "gronde" e i cittadini non capiscono più niente.
  • Ma dati imparziali e veritieri sui traffici commerciali e passeggeri non se ne sono mai visti...da che è lecito immaginarsi che si tratti di un azzardo, di un dolo per falsare la realtà, per spingere sull'acceleratore: non sarebbe la prima volta. Il fatto che a simili livelli si possano fare scelte basandosi su dati di parte (i vari comitati che sostengono la bontà dell'opera) è naturalmente vergognoso...
  • punto secondo, è chiaro che il vero business sia la costruzione della linea e non i vantaggi derivanti dalla sua entrata in servizio: si parla di 20.000 miliardi di lire, di gallerie per 130 chilometri nella roccia (tra andata e ritorno), cave e cemento per milioni di metri cubi: un bottino che nessuno vuol perdere; ragionando a contrario, inoltre, appare impensabile che, in un momento storico di rivoluzioni telematiche, cessioni e vendite di gruppi o parti di gruppi industriali locali all'estero, gli imprenditori ad alta velocità stiano sinceramente riferendosi a loro affari via treno dell'anno 2020...quando magari avranno ceduto tutto da un pezzo.
  • punto terzo, l'alta velocità in realtà sarebbe, a larghissima percentuale dei convogli,...bassa velocità! (perchè, dovendo servire come "asse" per il trasporto di merci sacrificherebbe all''utilità capillare sul territorio la rapidità di trasferimenti: più fermate, meno velocità). Quindi una buona fetta della polemica è risolta.
  • punto quarto, l'Italia violerebbe trattati e principi di diritto internazionale se procedesse alla decisione di realizzare l'opera senza previamente informare (non prendere in giro) e consultare le popolazioni interessate dell'immane disastro ambientale che subirebbero. Rio'92 e la sua ratificata Agenda 21 sono lì, ma gli enti locali li intepretano a loro modo...gli abitanti della Bassa Valle di Susa devono essere attori decisivi.
  • punto quinto, le dichiarazioni a volte esagerate, di tanto in tanto false, a volte fuorvianti dei giornalisti (pubblici e privati) e dei rappresentanti istituzionali: a parte il caso Rai 3 Regionale, di cui diremo presto, che dire del Forum online tenuto da Mercedes Bresso sul sito della provincia di Torino (di cui è presidente) nel 2002 ? 
  • Figuratevi: nell'introduzione si sosteneva, in polemica con l'ipotesi allora prevalente di tracciato Tav, che quest'ultimo "non considera l'esigenza di servire l'area montana interessata dalle Olimpiadi invernali del 2006". La cosa ridicola è il richiamo alle olimpiadi del 2006 per una linea ferroviaria ad alta velocità che verrebbe terminata -nella migliore delle ipotesi- non prima di 15 anni dal termine dei "giochi"!

    E veniamo ai quotidiani torti delle autorità locali e nazionali:

  • violazione costante della libertà di manifestazione, di movimento, di circolazione e di espressione degli abitanti della Bassa Valle di Susa e di chi in genere esprime pubblicamente il proprio convincimento a non volere far passare la Tav. 
  • E non bisogna dimenticare che due persone sono morte suicide nel 1998 in seguito all'incriminazione per atti di sabotaggio ai cantieri d'indagine dell'alta velocità, quelli dei cosiddetti Lupi Grigi.;
    sabotaggi divenuti subito attentati e per i quali uno dei pubblici ministeri inquirenti parlò assurdamente, a carico degli indagati, di "prove granitiche"...prove rivelatesi poi man mano sempre più sabbia in sede processuale. Anzi, tanto mal raccolte, preparate e presentate da costringere addirittura la Corte di Cassazione (dopo due processi di merito) a dichiarare che "la qualificazione dell’organizzazione criminale, cui partecipava l’imputato, come associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell’ordine democratico ex art. 270- bis c.p. è stata erroneamente data a quella risultante dagli atti processuali", e che 

    "È, infatti, del tutto evidente che la ricostruzione dell’evento, meramente giuridico e non materiale, del reato in esame, se affidato ai soli dati ricavabili dalle intenzioni eversive manifestate dai partecipi dell’associazione, porta risultati interpretativamente insoddisfacenti e costituzionalmente scorretti, di guisa che è necessario, per un’esatta qualificazione giuridica del comportamento associativo, ricorrere al criterio della sua idoneità a cagionare quel pericolo per l’ordinamento democratico tutelato dall’art. 270- bis c.p..
    Detti principi non sono stati tenuti nella giusta considerazione dai giudici del merito, in quanto, pur in presenza di affermazioni eversive ricavate dai volantini sequestrati all’imputato e dalle rivendicazioni degli illeciti perpetrati dai sodali dell’organizzazione, si è affermata la sussistenza di un’associazione terroristica ed eversiva ex art. 270- bis c.p. sulla scorta di comportamenti illeciti inidonei ad offendere il bene giuridico tutelato dalla norma.
    Infatti, al di là delle proclamate intenzioni, peraltro miranti, con metodi illeciti, a sollecitare l’attenzione della pubblica opinione e a protestare in merito al degrado ecologico della Val di Susa per la progettata costruzione della linea ferroviaria ad alta velocità, le azioni, costitutive di precise figure di reato e contestate all’odierno imputato (oltre quelle rimaste di autore ignoto), essendo rimaste circoscritte all’offesa di beni, di proprietà privata ovvero di enti pubblici locali, situati soltanto in zona circoscritta e periferica del territorio dello Stato e non avendo, invece, colpito specifici organi, istituzioni, organismi di portata nazionale, la cui incolumità e normalità di funzionamento è necessaria per la sopravvivenza dell’ordinamento democratico italiano, si sono mostrate inidonee a produrre l’evento del reato in questione, di guisa che detto comportamento associativo non può essere assunto nell’illecito di cui all’art. 270- bis c.p.". 
    Questo un estratto della sentenza che ha annullato parte delle sentenze di Corte d'Appello nei confronti dell'ultimo sopravvissuto dei tre "graniticamente colpevoli".
    E con l'ultimo capitolo, le ambizioni repressive di una parte dell'accusa torinese sono morte. Peccato che, nel frattempo, proprio per questa ricerca spasmodica di colpevoli da inchiodare, due persone abbiano perso la vita.
    Edo e Sole, i due ragazzi morti in carcere ed agli arresti, incombono pesantemente sulle spalle di coloro che li hanno voluti a tutti i costi dentro, neutralizzati. 
     

    E sul fatto che l'alta velocità sia una santa barbara pronta ad esplodere...le foto che sono pubblicate testimoniano l'intento di terrorizzare il cittadino e di disincentivarlo dal godimento pratico dei suoi diritti.

    Come valutare altrimenti lo spiegamento di 2-3.000 agenti armati di tutto punto in occasione del corteo anti-Tav organizzato da 27 sindaci della valle, una Comunità Montana e decine di associazioni, gruppi, scuole, centri sociali, rappresentanti del "no" francesi, in occasione dell'incontro intergovernativo Italia-Francia svoltosi a Torino il 29 gennaio 2001?
    Il Governo, la Regione, la Provincia, il Comune di Torino, sospinti dalle lobby locali di cemento selvaggio, hanno avuto paura perchè per la prima volta a manifestare non si è più solo presentato l'attivissimo Comitato Anti-Tav, ma perchè c'era la rappresentanza di una popolazione intera, per la prima volta senza separazioni idealistiche-partitiche: 
    27 sindaci di ogni colore politico, in rappresentazione di tutti, contro. 
    Questa è la vera paura per loro, che hanno la coscienza sporchissima.
     
     

     
    migliaia di persone pacifiche - bimbi, giovani, anziani -  chiuse in una sorta di recinto di transenne come bestiame, attorniate da centinaia di militari, tenute a 600 metri di distanza dal vertice degli intoccabili, come non succede neanche quando sfilano il Papa o il presidente degli Stati Uniti.
    Il 29 gennaio 2001 molte persone, a Torino, hanno aperto gli occhi.

    Pubblichiamo, prelevando dal notiziario "Obiettivo Ambiente" di Pronatura Torino, la seguente testimonianza:

    Lunedì 29 gennaio 2001 c’ero anch’io alla manifestazione contro l’alta velocità. Io sono una signora borghese di 32 anni, abito a Torino e non possiedo seconda casa in Val Susa, e ci sono andata con il mio bambino più piccolo, di 2 anni. C’erano moltissime persone come me, oltre ai sindaci e ai ragazzi dei centri sociali. La gente della Bassa Val di Susa era tanta tanta, da piazza Carlo Felice a Piazza San Carlo dove il corteo si è dovuto fermare c’era la gente, i ragazzi, i bambini, le donne e gli uomini, c’erano anche le associazioni ambientaliste, Pro Natura, Legambiente. E quello che mi ha impressionato è stata la polizia. Lungo i portici di via Roma c’erano poliziotti affiancati uno accanto all’altro, con il casco, il manganello o il fucile, lo scudo trasparente e un fazzoletto sulla bocca. Erano tantissimi. Se lo Stato in cui mi riconosco e a cui appartengo accoglie così una manifestazione di dissenso democratico io mi chiedo veramente chi darà voce agli ultimi. Cosa si prova a vedere un tale spiegamento di forze, Stato contro Stato, polizia contro sindaci, che sono il primo legame del cittadino con la democrazia è veramente uno sconcerto senza limiti.
    Fare incontrare i vertici di Italia e Francia, blindati in una piazza Castello bella e irraggiungibile, e sentire che le loro scelte sono le più indicate per noi, senza che abbiano avuto il coraggio di guardare al dissenso: non cercate di farmi accettare che sia l’unica strada ragionevole.

     

    Per avere maggiori, dettagliate informazioni sul fatiscente mondo della Altavelocità recatevi sul sito della tenace ed onesta associazione Legambiente Valsusa.
    Per altre informazioni dalla lotta contro il TAV, www.ecn.org/askatasuna
    Per mantenersi sempre aggiornati su quello che avviene in Valle di Susa, il bisettimanale Lunanuova è imperdibile, anche per noi.

    Grazie a L. per le immagini inequivocabili.

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