In
questa pagina vi forniamo alcuni elementi su alcune delle maggiori operazioni
immobiliari legate ai c.d. "giochi olimpici invernali di Torino 2006" e
cioè l'edificazione dei VILLAGGI OLIMPICI (che ospitano atleti,
allenatori, accompagnatori, la famiglia olimpica etc.) e MEDIA (per i giornalisti).
Prima parliamo di quelli in città, poi di quelli in montagna.
La
pagina è scritta a settembre del 2003 ma non può tenere conto
delle innumerevoli modifiche, cambiamenti, ripensamenti, retromarce
che i vari "attori", istituzionali e non, hanno fatto in 6 anni per i motivi
ed i capricci più disparati.
Spesso
sono cambiati e ricambiati i proprietari delle aree, sono subentrati nuovi
imprenditori, si sono viste e si vedono scalate di gruppi interessati a
piazzare la zampata su questa enorme gallina dalle uova d'oro che è
il finanziamento pubblico ex. legge 285/00 e succ.mod. e ovviamente sull'intera
cascina:
le
centinaia di ettari di zone industriali e commerciali dismesse.
Vi
possiamo senz'altro dire che questi "villaggi" si sono via via moltiplicati
di numero (da 4 a 9) con conseguenti aumenti di costi (pubblici) e di negative
ripercussioni paesaggistiche-urbanistiche. Purtroppo non risuciamo a stare
dietro a tutti i segreti che li circondano. Di certo alcune coincidenze
siamo riusciti a individuarle...
Verso
il fondo trovate poi un nostro commento ad alcune notizie che erano circolate
durante il 2002 sul villaggio "olimpico" dei mercati generali.
Da
notare che il pool di professionisti che ha vinto il concorso internazionale
di progettazione esecutiva dell'enorme nuovo quartiere (villaggio media,
villaggio olimpico), è guidato dall''architetto Benedetto Camerana,
torinese e strettamente imparentato con la famiglia Agnelli. Altro progettista,
Giorgio Rosental, era già legato a (e naturalmente era stato pagato
da) Torino 2006 per aver firmato il progetto preliminare del v. olimpico
in fase di candidatura.
(Per
un riferimento, vedete La Stampa del 16/11/2002 Sezione: Torino cronaca
Pag. 46.)
I
VILLAGGI NELLA CITTA’ DI TORINO
I
villaggi nella fase di candidatura (1998-1999)
La
prima ipotesi che Torino 2006 presenta al CIO rende esplicite le intenzioni
del Comitato Promotore:
I FATTI:
la zona è quella della c.d. Spina 3 (C.so Umbria, C.so Mortara),
fino ad alcuni anni prima importante zona industriale, nel 1998 in disuso
ma al centro di un ambizioso piano di sviluppo urbano.
LE
COINCIDENZE: sui circa 1.213.000 metri quadrati
di superficie disponibili dell’intera Spina 3, in un ventaglio di almeno
7 diversi proprietari, la scelta di Torino 2006 cade esclusivamente sui
terreni della Ingest, SpA immobiliare del Gruppo Fiat (Dossier di Candidatura,
pagina 204, e Dossier Integrativo sui villaggi olimpici, pagina 2).
Il
progetto prevede l’edificazione di 25 blocchi abitativi contenenti appartamenti
per 3.000 persone, oltre ad un piccolo centro commerciale, due ristoranti,
lavanderie, negozio di sport, bar, negozio di fotografia, una banca, un
negozio di computer, altri numerosi servizi su di una superficie ad uso
residenziale di 63.958 metri quadrati.
I
villaggi nella fase organizzativa (1999- )
Aggiudicatosi
le olimpiadi, il Comitato Promotore si scioglie per rinascere in linea
di continuità alcuni mesi più tardi sotto le vesti del Comitato
Organizzatore (Toroc), che come
abbiamo già visto ha alcune delle sue posizioni strategiche
direttamente legate al Gruppo Fiat.
I FATTI:
nel corso dell’anno 2000 la scelta del Toroc dirotta il Villaggio Olimpico:
dalla Spina 3 alla zona dei Mercati Generali, un’area prospiciente il Lingotto,
che con questo formerà il c.d. “Distretto Olimpico”, una vastissima
area, in parte di proprietà di società del Gruppo Fiat, che
riunirà oltre al Villaggio Olimpico anche il Villaggio Media, la
sede organizzativa del Toroc stesso, il nuovo gigantesco stadio per il
pattinaggio di velocità su ghiaccio ed altre “aree di accoglienza”
non meglio specificate (La Stampa, 24/7 2001).
LE
COINCIDENZE: Non solo parte delle nuove aree
prescelte sono di proprietà Fiat (o di collegate o controllate,
non stachiamoci di ripetervelo..), ma l’area “lasciata libera” dal villaggio
olimpico nella “Spina 3” potrebbe rimanere comunque coinvolta: apprendiamo
da “La Stampa” e...dallo stesso Toroc che dentro la Spina 3 (su terreni
Fiat?) sorgerà uno dei tanti villaggi per i giornalisti: sentite
come viene definita l’operazione:
“Il
grande complesso di Spina 3, invece, garantirà al TOROC una seri
di palazzine per 2400 posti letto, successivamente messe sul mercato e
destinate ad utilizzo abitative di un vero e proprio quartiere che sorgerà
sulle rive della Dora. Con palazzine condominiale a varie metrature. Si
tratta di un area privata ed il TOROC affitterà parte degli alloggi
per il periodo dei Giochi. Sarà il Villaggio Media più grande”.
(Sito
internet Toroc, www.torino2006.it, 29 novembre 2001).
Una
parte del grande complesso “Il Lingotto” (ove ha attualmente sede il Gruppo
Fiat) di per sè si presta, a fine del 2000, ad una operazione
immobiliare su vasta scala, che ci viene raccontata con precisione
da questo articolo di Repubblica (30 dicembre 2000).
L’Auditorium
diventa un business
Venduto
per 600 miliardi l’edificio che lo ospita, con il Centro Congressi del
Lingotto
MARCO
TRABUCCO
Il
centro Congressi e l’Auditorium del Lingotto cambiano padrone. O meglio
cambia padrone l’edificio che li ospita, una parte del corpo centrale della
vecchia fabbrica, che la Fiat ha ceduto ieri nell’ambito di una vasta operazione
di cessione del suo patrimonio immobiliare. Un business da 320 miliardi
di euro, oltre 600 miliardi di lire. L’operazione è così
articolata: la Aedes (società di proprietà di un gruppo tedesco
e l’Ipi (Gruppo Fiat) hanno costituito la Jupiter (80 per cento del
capitale Aedes e 20 per cento Ipi) che ha acquisito la Piemongest, la società
immobiliare del gruppo Fiat. Il pagamento avverrà in cinque anni
e l’Aedes non ricorrerà a un aumento di capitale da destinare all’acquisizione.
….”
Successivamente,
primi mesi del 2003, si è concretizzata un'ancor più importante
operazione immobiliare che ha portato l'imprenditore Zunino, proprietario
della Risanamento S.p.A. ad acquistare alcune quote di una società
Fiat (IPI) oltre ad aree, edifici e terreni già di proprietà
Fiat (o di società collegate) ubicate in zone diciamo così
strategiche: ad esempio, parte degli edifici del Lingotto, alcuni terreni
in zona Lingotto, un terreno nel Comune di Sestriere (secondo quanto riportato
dalla stampa, proprio quello dove sorgerà il nuovo villaggio olimpico
montano...).
Ecco
il Comunicato Fiat:
IPI
ceduta a Risanamento (Gruppo Zunino)
Torino,
28 febbraio 2003
Business
Solutions S.p.A., la società del Gruppo Fiat per i servizi alle
imprese, ha stipulato un accordo con Risanamento S.p.A. (Gruppo Zunino)
per la cessione di un pacchetto di immobili e di partecipazioni in società
immobiliari, tra cui una quota pari al 56% circa della IPI S.p.A.
Il
controvalore dell’intera operazione è di circa 267 milioni di euro,
così ripartito:
circa
107 milioni di euro per la cessione della partecipazione di controllo nella
IPI S.p.A., che sarà formalizzata nel corso del mese di marzo;
circa
160 milioni di euro per il trasferimento dell’intero capitale di una società
in fase di costituzione, in cui confluiranno diversi terreni ed immobili
civili e industriali; tra questi, la palazzina uffici del Lingotto di Via
Nizza 250 e lo stabilimento della Fiat Avio, sempre in Via Nizza, che con
il trasferimento di tale società nell’ex stabilimento di Fiat Auto
a Rivalta diventa ora disponibile per nuove destinazioni d’uso.
I
suddetti prezzi sono stati definiti anche sulla base delle valutazioni
effettuate da Banca IMI, che ha assistito Business Solutions nelle trattative.
Per
quanto riguarda in particolare le azioni IPI, quotate in borsa, il prezzo
concordato è di 4,70 euro per azione, che comprende un premio di
maggioranza del 10% sulla quotazione media dell’ultimo mese e del 20% su
quella degli ultimi 12 mesi.
L’introito
della vendita dei suddetti asset - tenendo conto dell’effetto del deconsolidamento
della IPI e degli esborsi correlati alla creazione del portafoglio della
nuova società - comporta per il Gruppo Fiat un effetto positivo
sulla posizione finanziaria netta di circa 120 milioni di euro ed una plusvalenza
economica a livello consolidato di circa 20 milioni di euro.
L’operazione
sarà accompagnata da accordi di natura commerciale per la prestazione
al Gruppo Zunino di servizi nel settore del facility management, dove Business
Solutions è leader con la controllata Ingest Facility. Pertanto,
anche in considerazione delle numerose attività che IPI svolge per
conto e al servizio del Gruppo Fiat, sarà mantenuta una quota del
10% nella IPI stessa. Fiat non aderirà quindi all’offerta pubblica
di acquisto che Risanamento S.p.A. lancerà ai sensi di legge sulla
residua quota del 34% di IPI. Il contratto prevede altresì un’usuale
clausola di put&call per la suddetta quota del 10% a partire dal 2006.
L’assunzione
del controllo da parte di Risanamento S.p.A. consente alla IPI di operare
nell’ambito di un gruppo specializzato nel settore immobiliare, potendo
così sviluppare a pieno le proprie capacità nella erogazione
di servizi immobiliari, contare su un più ampio portafoglio di operazioni
e immobili rispetto a quanto oggi disponibile e realizzare significative
sinergie operative.
LA LOCALIZZAZIONE DEGLI
ALTRI VILLAGGI MEDIA
Come detto, a scelta per
l'ubicazione è stata particolarmente travagliata: hanno cambiato
più volte luogo, chissà, tra le altre cose, per quali oscure
motivazioni. In ogni caso, le installazioni denominate "villaggi" saranno
disseminate un pò in giro per tutta la città ed anche
in cintura:
Ecco la situazione descritta
dal sito internet di Torino 2006:
Il
25 aprile 2002 il seguente elenco:
I
villaggi sorgeranno nell'area degli ex Mercati Generali, al Bit di corso
Unità d'Italia, a Villa Claretta a Grugliasco, nell'ex area Italgas
di Corso Regina Margherita, nel nuovo complesso residenziale della Spina
3, nei pressi di Corso Mortara e in Via Carlo Boggio-Via Vochieri, zona
Spina 2.
Dopo
i Giochi i sei insediamenti si trasformeranno in residenze universitarie
e unità abitative private.
In
dettaglio
Mercati
Generali: il villaggio sorgerà nella stessa area del villaggio olimpico,
accoglierà 100 giornalisti e dopo i Giochi farà parte del
campus universitario, previsto nell'area dopo i Giochi.
Bit
(Organizzazione Internazionale del Lavoro): sono previsti 300 posti letto,
grazie a un intervento di ristrutturazione che riguarda cinque palazzine
del complesso. La ristrutturazione più ampia riguarderà la
palazzina U-Tahnt
Spina
2: circa 500 posti, si tratta del complesso di Via Vochieri, Via Piercarlo
Boggio, nei pressi del Nuovo Politecnico e delle carceri nuove. Complesso
che sarà edificato ex novo.
Italgas:
400 posti, di proprietà del Politecnico e dell'Università
di Torino, diventeranno residenze universitarie. Si tratta di un area adiacente
a Lungo Dora Siena e Via Ricasoli. Palazzine basse e realizzate all'interno
del nuovo campus universitario.
Villa
Claretta: proprietà del Comune di Grugliasco, ospiterà 300
persone e verrà, dopo i Giochi, trasformato in residenza universitaria.
Sorgerà come nuovo complesso all'interno del Parco: Villa Claretta
verrà ristrutturata.
Spina
3: garantirà al TOROC una serie di palazzine per 2400 posti letto,
successivamente messe sul mercato e destinate ad utilizzo abitative di
un vero e proprio quartiere che sorgerà sulle rive della Dora. Con
palazzine condominiale a varie metrature. Si tratta di un area privata
ed il TOROC affitterà parte degli alloggi per il periodo dei Giochi.
Sarà il Villaggio Media più grande.
I
proprietari delle aree stanno procedendo, in collaborazione con la direzione
Controllo Lavori del TOROC, alla definizione degli studi di fattibilità,
Per ora, gli studi di fattibilità realizzati sono quattro. Sono
in fase di studio quelli relativi alle aree dei Mercati Generali e di Spina
3, la cui consegna è prevista a fine anno. Dopo la fase di progettazione
e le gara d'appalto, gestite dall'Agenzia Torino 2006, l'apertura dei primi
cantieri è prevista per la seconda metà del 2002.
|
Il
30 agosto 2003 questo, con cambiamenti.
Il
TOROC fornirà diversi servizi ai 9.600 giornalisti e operatori dei
media che si prevede saranno accreditati ai Giochi e ai 1.000 accreditati
alle Paralimpiadi.
Tra
questi servizi vi è l’ospitalità, che sarà fornita
nei sette Villaggi Media di Torino e in strutture alberghiere in montagna.
Seguendo le richieste del CIO, tutti i Villaggi avranno standard paragonabili
a un albergo a tre stelle: le camere saranno tutte cablate e in prevalenza
singole (80% del totale), doppie le restanti (20%).
In
dettaglio
Ex
Mercati Generali: il Villaggio è parte del complesso residenziale
che comprende anche il Villaggio Olimpico Torino e verrà realizzato
ex novo. Disporrà di 1.000 camere per i giornalisti. Il 40% di queste
unità abitative verrà destinata dopo i Giochi ad abitazioni
civili.
Ex
area Italgas: il Villaggio, di nuova costruzione, si trova a pochi isoltati
dal centro storico e dalla Mole Antonelliana, in corso Regina Margherita,
ed è di proprietà dell’Università degli Studi di Torino.
Disporrà di 411 posti letto. Dopo i Giochi, diventerà un
campus universitario.
BIT
(Organizzazione Internazionale del Lavoro): il Villaggio si trova nel Distretto
Olimpico, nei pressi del Palavela. Le palazzine del Centro di Formazionale
dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ospiteranno 323 giornalisti.
Alla fine dei Giochi l’area tornerà a disposizione dell’Organizzazione
Internazionale del Lavoro.
Ex
Ospedale Militare: il Villaggio ospiterà 1.100 giornalisti grazie
alla ristrutturazione degli edifici di proprietà delle Forze Armate.
Sorge nei pressi del Palasport Olimpico e dello stadio Comunale e a breve
distanza dal Lingotto. Al termine dei Giochi tornerà ad essere utilizzata
dal Ministero della Difesa.
Spina
2: vicino alla linea 1 della nuova metropolitana, l’insediamento si trova
nella zona Ovest della città. Sarà edificato ex novo e disporrà
di 404 posti letto, che verranno destinati successivamente agli studenti
universitari.
Spina
3: il Villaggio è parte di un complesso residenziale nella zona
Nord della città. Ospiterà 1.300 giornalisti. È l’unico
progetto che prevede interventi residenziali a carattere esclusivamente
privato.
Villa
Claretta: a poche chilometri dalla città, nel Comune di Grugliasco,
il Villaggio è adiacente alla Facoltà di Farmacia e Veterinaria
e disporrà di 298 posti letto che al termine dei Giochi saranno
destinati a residenze universitarie.
|
I
VILLAGGI IN MONTAGNA
BARDONECCHIA
nella fase di candidatura (1998-1999)
Per
quanto nel Dossier Ufficiale di Candidatura non se ne facesse cenno, Torino
2006 presenta al CIO un progetto di sub-villaggio olimpico da realizzare
a Bardonecchia, sede di gare in Alta Val Susa. L’area individuata è
quella della Ex-Colonia Medail, chiusa da parecchi anni ed al centro di
una complicata contesa legale. Vi prevedono di collocare 824 atleti in
549 stanze, oltre a due ristoranti da 1000 posti complessivi, i canonici
centro medico, piscina, sala conferenze, spazi religiosi, un piccolo centro
commerciale. (Dossier Integrativo sui Villaggi Olimpici, pagina 15). Nessun
accenno, invece, alla proprietà dei terreni e degli immobili.
BARDONECCHIA
nella fase organizzativa (1999- )
I
FATTI: Il Toroc conferma la Colonia Medail come sede del subvillaggio 2,
e qui entra in scena il Club Med, che si propone di acquistare la struttura
("Sarà il Club Med ad acquisire i circa diciottomila metri quadri
dell’ex Colonia Medail di Bardonecchia", La Stampa, 5 settembre 2000);
Ad
aprile del 2001 tra le carte del fascicolo V.A.S., Valutazione Ambientale
Strategica, negli uffici della Regione Piemonte, spunta anche una lettera
del Club Med, firmata dall’alto dirigente D’Estaing, che conferma l’indiscrezione
giornalistica e manifesta il interesse della Società a gestire il
villaggio.
LE
COINCIDENZE: Il Club Mèditerranèe
è posseduto per il 16% da Exor Group, controllato in maggioranza
dalle famiglie Agnelli, Nasi e dall’IFI (“L’IFI nel Gruppo Agnelli e struttura
del portafoglio”, 15 settembre 2000, sito internet IFI).
SESTRIERE
nella fase di candidatura (1998-1999)
I
FATTI: Per il subvillaggio olimpico di Sestriere i fatti sono molto più
evidenti fin dall’inizio, basta guardare il Dossier Integrativo sui Villaggi
Olimpici, pagina 18.
LE
COINCIDENZE: l’area è di proprietà
della FIAT S.p.A.
Già
vi sorgono le torri per una capacità di 491 stanze, ma la superficie
edificabile ammonta ad ulteriori 30.000 metri quadrati; a questo proposito
Torino 2006 dice “è abbastanza chiaro e certo che per l’anno
2006 ci saranno più stanze disponibili, sopratutto 310 delle quali
120 singole e 190 doppie per altri 500 letti, dando una probabile capacità
totale di 1286 posti letto”.
Sul
Dossier Ufficiale 3, le conferme: al punto “Garanzie”, pag. 122, si legge
che i proprietari delle aree a villaggio olimpico sono Ingest S.p.A., la
stessa società Gruppo Fiat proprietaria dell’area sulla “Spina 3”
e S.C. Sestrieres, che immaginiamo essere lo Sporting Club Sestriere, s.r.l.
del Gruppo Fiat, presiedeuta da Tiziana Nasi, executive di Torino 2006.
(Uff...)
SESTRIERE
nella fase organizzativa (1999-)
Tutto
immutato, tranne per il non trascurabile problema della mancanza di investotori
interessati a costruire le palazzine…
Inoltre,
come vi abbiamo già detto sopra, pare che l'area del Villaggio sia
stata ceduta a Risanamento s.p.A. del Gruppo Zunino per motivi che ci sfuggono.
-------------------------------------------------
E qui
sotto, come anticipato, il nostro commento all'uscita di alcune indiscrezioni
di stampa del 2002 sul nuovo villaggio olimpico e media di Torino.
Chissà
con quale serenità d'animo prederanno le notizie gli abitanti della
IX Circoscrizione di Torino, Nizza-Lingotto-Millefonti: un lancio ANSA
del 16 aprile 2002 anticipa alcuni contenuti progettuali dei futuri villaggi,
da cui si ricava che
Torino
2006 costruirà 7 torri, nell'ex area Mercati Generali: due
di 25 piani (niente del genere ad oggi in città...esclusa la
Mole Antonelliana) e cinque di 12 piani: quindi, calcoliamo almeno
75 metri di altezza per le prime due, 36 per le altre.
2
grattacieli da 75 metri e 5 megacondomini da quasi 40 metri.
Oltre
a queste, edifici in linea di 5 e 7 piani (15 e 21 metri).
...Pensare
che la zona, ad oggi, era adibita a Mercati Generali, quindi a capannoni
bassi: unico punto significativo, la piccola torre di epoca fascista, una
ventina di metri scarsa.
Poi,
per inchinarsi alla macchina organizzativa che tutto può, il
Comune demolisce ciò che esisteva e libera spazi: ma non
spazi per lo svago dei suoi abitanti; non spazi ricreativi,
non spazi naturali nè per lo sport dei suoi figli; non luoghi
di incontro: libera spazi per riempirli di calcestruzzo, parcheggi,
cemento, mattoni, acciaio, asfalto. E grattacieli. E casermoni. Anzi, come
li chiama il progettista del Toroc, una "cortina di edifici in linea".
Bello!
In
una città che si spopola ogni giorno di più, il Comune, adeguatamente
rappresentato in Torino 2006, permette centomila metri quadrati di intervento
urbanistico scriteriato.
Non
si poteva forse creare un parco cittadino vero, con prati veri,
con alberi veri e non alti un metro e mezzo, con laghetti, passeggiate?
Quanto è stata interpellata e coinvolta la Circoscrizione in tutto
questo?
Ora,
per gli abitanti delle vie circostanti, ma non solo per loro, la certezza
di vedersi erigere una barriera che toglierà luce e sole, un muro
che impedirà per molti la vista della collina verde, dall'altra
parte del Po.
Tutte invenzioni nostre?
No, semplicemente basta leggere un'intervista con le dichiarazioni di Torino
2006, per bocca dell'Ing. Abrate (ANSA - TORINO
2006 - FOCUS - 16 APRILE 2002).
VILLAGGIO
OLIMPICO, 'CUORE' TORINESE
Nel
2006, il fulcro del sistema olimpico sara' l' area che ruota intorno al
Lingotto, a Torino. In particolare, via Giordano Bruno. Qui, al posto della
storica sede del mercati ortofrutticoli all' ingrosso di Torino, sorgera'
il villaggio olimpico di Torino 2006 e uno dei sei villaggi media. Strutture
residenziali importanti, che resteranno alla citta' contribuendo a riqualificare,
anche dal punto di vista architettonico, il quartiere. Riccardo Abrate,
ingegnere, e' il direttore della progettazione impianti di Torino 2006.
Cosi' delinea la trasformazione dei prossimi anni: ''La zona interessata
e' di oltre 100 mila metri quadrati, lungo via Giordano Bruno. Al centro
c'e' la struttura storica dei mercati generali, che risale al 1934 e che
sara' restaurata, mentre a sud e a nord tutto l' esistente verra' demolito
per fare posto, rispettivamente, al villaggio olimpico e al villaggio media''.
- Un complesso edilizio nuovo con un 'cuore' storico. Che cosa ospitera'
la vecchia struttura centrale? ''E' destinata a divenire un' area di servizi
destinati al villaggio olimpico, e poi, successivamente, alla citta'. Le
strutture saranno bonificate, rimodernate, rese sicure, ma resteranno nel
loro impianto originario, nel rispetto del vincolo della Sovrintendenza.
Durante i Giochi troveranno qui la loro sede il centro logistico, quello
commerciale, e l' area relax riservata agli atleti e allo staff. E ovviamente,
anche un' ampia zona di parcheggi. Percio' all' interno ci saranno il centro
di accreditamento, uno commerciale di circa 1.500 metri quadri, una sala
mensa per atleti e accompagnatori, sale mediche e massaggi, zone riservate
al personale del villaggio e altre per il tempo libero''. - Veniamo al
villaggio vero e proprio, alla struttura residenziale che accogliera' le
delegazioni olimpiche... ''Sara' a sud, ospitera' 2.500 persone: 1.200
atleti e, per il resto, i componenti degli staff che li accompagnano, cioe'
funzionari, medici e paramedici, funzionari aggiunti, personale di supporto.
Quest' area adibita alla residenza sara' caratterizzata da cinque edifici
a torre, quattro di 12 piani e uno da 25 piani. Poi ci sara' una cortina
di edifici in linea che si affacceranno su via Giordano Bruno, anche questi
di altezza variabile, da un minimo di cinque a un massimo di sette piani.
E infine, tre coppie di 'villette urbane', sul tipo degli edifici a schiera,
di tre piani fuori terra. Alla fine il villaggio conterà 700 alloggi
in tre metrature tipo: 47,5, 75, e 95 metri quadri. Sono gli standard previsti
per l' edilizia sociale. Una scelta che mira a ridurre al minimo i costi
di riconversione e ad avere, dopo le Olimpiadi, la massima flessibilita'
di scelta per l' utilizzo successivo''. - Avete deciso che il villaggio
dovra' essere realizzato secondo i dettami della bioarchitettura: materiali
rinnovabili, risparmio energetico, basse emissioni inquinanti... ''Abbiamo
stabilito delle linee guida che dovranno essere seguite nella varie fasi
di progettazione. Potrebbero essere installati pannelli e celle fotovoltaiche,
una rete di teleriscaldamento, sistemi solari ad aria per la ventilazione.
Ma non siamo andati nel dettaglio, le scelte concrete spetteranno al progettista.
- Sul piazzale nord sorgera' invece il villaggio media. Quale ne sono le
caratteristiche? ''Potra' ospitare 1.000 addetti, tutti in camere singole.
E' una struttura tipo residence, con camere particolarmente ampie, per
avere poi, dopo le Olimpiadi, la possibilita' di accogliere anche piu'
di una persona per stanza. Dal punto di vista architettonico le caratteristiche
sono analoghe a quelle del villaggio olimpico: due torri, una di 12, l'
altra di 25 piani, e poi gli edifici in linea, tra i cinque e i sette.
Le due torri piu' alte del villaggio olimpico e del villaggio media saranno
i 'punti di riferimento' di tutto il complesso. - Quali saranno i costi
delle opere e quali i tempi? ''La superficie complessiva da realizzare
e' notevole: si tratta di 70 mila metri quadri per il solo villaggio olimpico.
Il costo stimato dell' intervento, come e' ipotizzato e' di 86 milioni
di euro per il villaggio olimpico e 27 milioni di euro per il villaggio
media. Sui tempi, una volta che il comune avra' realizzato le opere di
demolizione e bonifica, i cantieri potranno partire, esaurita, ovviamente
la fase di progettazione. L' agenzia deve fare il bando di gara per assegnare
la progettazione esecutiva di tutto il complesso. I lavori inizieranno
nel 2003 per concludersi entro l' estate del 2005. (ANSA). RED
16/04/2002
12:31
I costi:
113 milioni di euro
per i due villaggi complessivamente (Fonte Ansa, citata).
Vi ricordiamo che inizialmente
la costruzione dei villaggi olimpici e media sarebbe dovuta avvenire grazie
all'apporto congiunto di capitali pubblici e privati.
Poi, tanto a sottolineare
come il business olimpico sia una razza a parte....ecco che a metà
marzo del 2002 si scopre che mancano i privati: cosi' il Sindaco
di Torino, e membro del Toroc, Chiamparino, a La Repubblica, 24 marzo 2002:
"Al momento della candidatura, si ipotizzava il coinvolgimento dei
privati, per il villaggio Olimpico nell'area dei Mercati generali e per
quello su Spina 3, a Madonna di Campagna mentre un altro è in programma
nell'ex area Italgas di corso Regina Margherita. Coinvolgimento che per
il momento non si è verificato. Così mancano 65-70 milioni
di euro, rispetto alle previsioni iniziali".
Toh, da un giorno all'altro
mancano i privati. E come mai?
Perchè i privati
non si "coinvolgono"?
Ma 'ste olimpiadi non doveano
essere un affarone pazzesco per tutti? Non dovevano muovere l'economia
addirittura dell'intera Regione?? Ma 'ste olimpiadi non dovevano generare
un giro di affari da 20.000 miliardi? Non dovevano attirare investitori
stranieri? E richiamare costruttori stranieri? E invitare costruttori italiani?
Per ora, non si vede nessuno.
E sono passati quasi 3 anni dal momento della scelta del CIO. Tre anni,
non tre giorni. Tre anni durante i quali la fama internazionale di Torino,
assurta a "capitale europea", nelle promoesse dei promotori avrebbe dovuto
far scattare una nuova corsa all'ora, un nuovo west.
E invece c'è la desolazione
di constatare che come ampiamente previsto, anche questi giganti, inutili,
non voluti nè richiesti da alcuno, saranno costruiti con decine
di milioni di euro dello Stato italiano.
Sospetto: forse queste olimpiadi
non rendono così tanto.
Forse queste olimpiadi, se
sei un privato, rendono solo se non devi metterci del tuo.
E...guarda caso lo stesso
problema di presenta a Sestriere, patria dello sci piemontese...patria
della Sestrieres SpA.... Sestriere, il comune che avra più gare
nel 2006....Sestriere il comune dei Mondiali di Sci del 1997: anche lì
per la costruzione del villaggio olimpico non si trovano investitori privati:
"...trattandosi di opera prevista per l'interezza a finanziamento
privato, a tutt'oggi non risulta ancora reperito investitore....allo stato
risultano esservi notevoli difficoltà nel reperire un investitore
capace di provvedere all'opera..." Comunicazione ai membri della
Commissone Speciale Olimpiadi, Presidente Marengo, Regione Piemonte, 8
aprile 2002.
Chi si sobbarca la demolizione
e la bonifica dell'area prima occupata dai mercati generali?
Uno direbbe: Il Toroc, che
redige il piano degli inteventi e che utilizzerà gli edifici. No,
figurarsi.
Allora l'Agenzia Torino
2006, che realizzerà l'opera.
No, neppure.
Questi ulteiori incombenti
(uno dei tanti esempi di costi pubblici che sfuggiranno al bilancio complessivo
dei "giochi") li affronterà (e si suppone, pagherà) il Comune
di Torino: sempre articolo Ansa citato, secondo il Sig. Abrate di Torino
2006, "...il comune avra' realizzato le opere di demolizione
e bonifica".
Il riutilizzo:
tasto dolente, tasto difficile.
Abrate, di Torino 2006, dice, a proposito delle dimensioni e metratura
degli appartamenti "massima flessibilita' di scelta
per l' utilizzo successivo".
Quindi,
al momento, non c'è uin piano sicuro e definitivo.
I documenti parlano infatti
da sempre di edilizia sociale, edilizia privata, residenze universitarie;
nel primo dossier si parlava
anche di residenze per i parenti dei ricoverati negli ospedali (per chi
non è di Torino: il distretto ospedali è ad alcuni isolati
di distanza).
Ma.
Edilizia privata: per chi?
a quali costi? e sopratutto, gestita da chi?
Di chi diventerano le costruzioni
una volta termnate le olimpiadi? Se fossero stati costruiti con capitali
privati, i villaggi olimpici e media, certo questi fantomatici privati
avrebbero avuto voce in capitolo sulla destinazione finale: ma è
chiaro che defilandosi come hanno fatto, non esisteranno, non potranno
avere alcuna influenza nè tantomeno campare diritti di alcuna specie:
e
però, chissà per quale ragione, noi temiamo che finirà
proprio così...proviamo a immaginare uno scenario per il 2007:
lo Stato, tramite la legge
285/00 per le olimpiadi, e tutte le modifiche successive, finanzia, attraverso
l'Agenzia Torino 2006 od eventualmente tramite altre stazioni appaltanti,
le strutture.
Queste, poi - dannazione
- dopo il 2006 ... non riesce ad occuparle (o ad occuparle tutte).
E allora cosa fa? Cerca
un acquirente, nel privato.
E le cede. Le cede al miglior
offerente, anzi, al peggior offerente, siccome i prezzi di vendita saranno
come esperienza insegna, molto più bassi di quelli di mercato e
decisamente una frazione di quanto sia costato realizzarle.
Chi se le aggiudica - quindi
- spende pochi soldi e poi ne fa cosa vuole: ad esempio, le rivende, anche
con calma, tanto oramai il capitale è stato investito ed è
al sicuro...
Avendole pagate solo una
percentuale e quindi con una "cresta" non da poco!
Residenze universitarie:
siamo sicuri che l'Università necessiti di tutte queste strutture,
considerato che risulta che stia direttamente, per conto proprio, investendo
in altre aree? E se l'Univeristà si tirasse indietro? A chi finiranno
queste strutture? Abbandonate, o cedute a poco prezzo a imprese immobiliari
spregiudicate? Anche qui vale lo stesso discorso di prima.